Il nuovo capo del governo ha un passato in Legambiente. Le richieste dell’Associazione per territorio, clima, energia.
Non hanno perso tempo gli ambientalisti a presentarsi al nuovo governo. In ricordo del passato di ex dirigente e direttore della rivista “Nuova Ecologia” , gli esponenti di Legambiente hanno inviato a Paolo Gentiloni poche e sintetiche richieste. Sperano di essere ascoltati e di avere più successo di quanto non ne abbiamo avuto con Matteo Renzi. Già nelle prossime settimane , indipendentemente da quanto durerà l’esecutivo. Richieste non solo di qualità ambientale, ma anche di competitività economica. Sul terremoto, per esempio. Il Governo dovrà dimostrare di saper gestire l’emergenza in maniera moderna e trasparente. A partire da tempi rapidi per la messa in sicurezza dei beni culturali e del patrimonio abitativo. Poi nella fase della ricostruzione sarà utile dedicarsi alla qualità dei materiali e alle migliori tecniche di costruzione. Soldi da spendere con vocazione ambientalista e di lungo periodo. Rispetto agli obiettivi dell’Agenda Cop 21 sul clima, ci si aspetta una nuova strategia energetica nazionale. Legambiente stima che l’Italia non riuscirà a raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni inquinanti del 38% . E’ urgente , allora, rimettersi al lavoro per un disegno complessivo con il ricorso alle rinnovabili favorendo generazione diffusa e autoproduzione di energia. I dati sono in parte soddisfacenti , ma si chiede di non penalizzare le fonti rinnovabili sul fronte dei costi. Tra le aspettative anche un punto specifico per l’edilizia rigenerativa e per lo stop al consumo di suolo. Si riconosce al governo Renzi di aver introdotto i bonus fiscali per l’edilizia e di aver regolamentato le aree pubbliche. Ma le iniziative devono essere più rapide. E soprattutto sul fronte degli Enti locali, aggiungiamo noi. Per gli ambientalisti non vanno sottovalutate le scuole, destinate a diventare cantiere di innovazione diffusa. Altri due richieste qualificanti riguardano la lotta all’ emergenza smog e quella ai mutamenti climatici . Contro lo smog, Gentiloni e i ministri sono chiamati ancora a puntare sulle fonti rinnovabili in particolare nel riscaldamento e raffrescamento. Che dire ,però, dei trasporti pubblici, all’apice tra gli agenti più inquinanti ? Tutta Italia è indietro con un parco automezzi ampiamente vecchio. L’impegno per i mutamenti climatici è ,invece, rapportato a quel drammatico 81,2% dei Comuni in aree a rischio di dissesto idrogeologico. Le variazioni atmosferiche di ogni tipo pesano sulla vita di 6 milioni di persone. Smottamenti, alluvioni, calamità non possono essere più sentite e gestite come fenomeni emergenziali. L’ottimismo di Legambiente guarda al un piano nazionale di adattamento al clima, per intervenire almeno nelle aree a maggiore rischio. Ma anche in questo campo occorrerà fare i conti con le risorse finanziarie. Il documento presentato è sintetico e incisivo. Resta da vedere quanto forza avrà l’ex dirigente di Legambiente per non deludere i vecchi amici.
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