La replica a distanza di Slc Cgil e Fistel Cisl.
“Senza un piano di risanamento non può essere proposto alcun ricorso agli ammortizzatori sociali. E’ un principio di legge, non una posizione aziendale, contenuto nella disciplina che regola il settore”. Con questo comunicato, appena diramato proprio mentre sta per iniziare al Mise l’ultimo e decisivo confronto sui licenziamenti, Almaviva gela tutti mettendo praticamente “le mani avanti” e chiudendo praticamente le porte, in anticipo, alle sollecitazioni di governo e sindacati. “Che il sindacato voglia accreditare la disponibilità di ammortizzatori sociali – aggiunge Almaviva -negando l’intesa su un programma di crisi, come previsto dalla legge, appare un tentativo inaccettabile di condizionare le responsabilità in capo all’Azienda e di forzare la verità dei fatti. E’ un atteggiamento che, se confermato, significherebbe condannare Almaviva Contact alla chiusura, abbandonando i lavoratori al proprio destino”. Dunque, Almaviva si siederà portando la stessa posizione di sempre a questo ennesimo e conclusivo tavolo, che potrebbe proseguire a oltranza fino a mercoledi, data di scadenza della procedura di mobilità per i 1666 addetti della sede del call center di Roma e per gli 845 della sede di Napoli. Intanto centinaia di dipendenti dell’ufficio napoletano, a bordo di bus, stanno raggiungendo la capitale per seguire da vicino l’evoluzione della trattativa che, come ha ribadito il segretario della Slc Cgil di Napoli, Osvaldo Barba, “è in un momento disperato”. “Oggi alle 15 – ha ricordato Barba – è stato convocato il tavolo ministeriale. Siamo davanti a una rottura tra azienda e sindacato e non abbiamo ancora ricevuto una presa di posizione forte da parte del ministero. Le sollecitazioni della Regione e del Comune ci sono state per evitare gli 845 licenziamenti, ma in questo momento vogliamo dal ministero un intervento forte”. “Vogliamo – ha spiegato Barba – che venga definito un piano di salvataggio di questa azienda. Vogliamo che Almaviva così com’è non chiuda il 21 dicembre ma dia ancora una opportunità ai lavoratori che adesso sono così impauriti e preoccupati per un possibile licenziamento”. “L’ arroganza delle imprese – ha dichiarato Salvatore Topo, segretario generale Fistel Cisl Campania – non mette in ginocchio solo la singola azienda ma l’intero paese. Almaviva ne è l’esempio. Un’ azienda che non sta badando ad attenuare le perdite economiche bensì ha messo in campo il tentativo maldestro di scaricare l’andamento dei propri conti esclusivamente sui soggetti che per anni sono stati i protagonisti dell’ azienda stessa: i lavoratori”. “Ormai – ha concluso Topo – ove si rinuncia a fare tutto il possibile e di più per salvar vuol dire che già non esiste più l’interlocutore”.



