Il movente: contrasti nello spaccio. L’attività investigativa dei carabinieri ha portato all’arresto del latitante.
E’ stato arrestato il presunto assassino di Giovanni Panico, il 33enne ucciso giovedì pomeriggio, alle tre, sul marciapiede davanti alla casa in cui abitava con la sua famiglia, moglie e due figliolette. I carabinieri di Castello di Cisterna hanno messo in manette Antonio Palermo, 47 anni, pregiudicato. Lo hanno trovato a casa di un parente, Vincenzo De Simone, arrestato pure lui per favoreggiamento. Palermo si nascondeva in un alloggio del rione della ricostruzione di Pontecitra, a Marigliano, “distaccamento” storico dei clan della droga di stanza nell’immediata periferia orientale di Napoli.
Secondo quanto trapelato i militari, che sostengono di avere anche trovato, nella casa di Marigliano, l’arma del delitto, una Beretta calibro 7 e 65, erano già sulle tracce di Palermo sin dai primi momenti successivi al delitto. Palermo infatti abita in un altro rione della ricostruzione post terremoto, vicino sia alla zona di Mariglianella che a quella di Pontecitra, la 219 di Brusciano. Ed è stato qui che le forze dell’ordine hanno effettuato le prime perquisizioni domiciliari.
I carabinieri sapevano che da tempo tra Palermo e Panico non correva buon sangue a causa di contrasti nell’ambito dello spaccio e del transito della droga nel territorio. I due, quindi, si conoscevano molto bene. Del resto quel che appare certo analizzando la dinamica del delitto è che la vittima conoscesse il suo assassino.
Il killer, che sarebbe giunto da solo sul luogo dell’esecuzione, dopo aver chiamato la sua vittima predestinata ha sparato con una pistola calibro 7 e 65: tre colpi al torace, uno alla gola e uno in faccia. Di Panico si sa che aveva precedenti per furto, ricettazione e truffa e una condanna a un anno agli arresti domiciliari, terminata nel giugno scorso.
Sono stati verificati rapporti tra la vittima e pregiudicati di Brusciano e di Marigliano.


