C’è chi rinasce a mezzogiorno
quando il campo sa bene l’arsura
e la pioggia abbonda in campi già sazi
dove la terra non ha né voglia né fame.
***
A terra smossa si vedono gli scheletri
nessuno ha detto come sarebbe stato
l’eccesso dei calli – il sudore rappreso –
Il tamburo della colpa batte solo una volta.
Vorrei avere la fede della vecchia che sciorina
e che vede nel legno del posatoio una causa di fede.
***
L’anziano giace nel guscio di noce
La vita gli ha concesso il silenzio dei giusti
c’è sempre chi annaffia la terra di domande
e ribalta le zolle per conservarne un frammento.
C’è chi cerca solo un’ombra tra alti faggi al tramonto.
***
Nella sala d’attesa dietro il corridoio
la crepa sulla parete mi fissa sfacciata
chissà quanti ne ha visti di percorsi di luce
di frasi partorite e gettate nelle ore
lo scendere a patti con la speranza
con un Dio invisibile oltre il muro.
Fuori dalla finestra bianca l’albero di noce
rivela che ha perso il suo frutto
un mattina se n’è andato senza vento.
Dati biografici autore: Mariano Ciarletta è dottore in Gestione e conservazione del patrimonio archivistico e librario, titolo conseguito all’Università degli studi di Salerno con due tesi in storia medievale. Durante il periodo universitario pubblica 3 racconti noir e la sua prima silloge: La foresta delle rose scarlatte. Successivamente vedono la luce la seguenti raccolte: Tra miti e silenzi, Iridi e come radice, sillogi caratterizzate da una forte analisi interiore. Nel 2018 esce la sua ultima raccolta di poesie con la casa editrice La vita felice dal titolo: Il vento torna sempre. Autore di poesie edite su diverse riviste quali: Fiorisce un cenacolo, Postillare, L’altrove appunti di poesie e Poetarum Silva. Nel 2019 è attivo anche nella saggistica con un contributo sulla figura di Giovanna d’Arco, edito dalla casa editrice Edizioni Paguro: Giovanna d’Arco. Guerriera, eretica, donna.



