Casavatore. Riceviamo e pubblichiamo: la Federazione provinciale PRC Napoli è al fianco dei dipendenti Dresser Italia in protesta contro il licenziamento ingiusto di uno di loro.
La Federazione provinciale napoletana del Partito della Rifondazione Comunista esprime piena solidarietà ai lavoratori dello stabilimento Dresser Italia di Casavatore (Na) i quali si sono mobilitati in agitazione permanente a causa dell’ingiusto licenziamento indirizzato al compagno Massimo Vasaturo. I rappresentanti sindacali della Fiom-Cgil hanno organizzato da alcuni giorni uno sciopero e un presidio davanti ai cancelli della fabbrica per chiedere l’immediato ritiro del licenziamento. Si richiede il ripristino di un corretto clima di relazioni sindacali allo scopo di confrontarsi con l’azienda e chiarire i motivi di un provvedimento considerato pretestuoso nei confronti di un lavoratore onesto che ha sempre sostenuto la tutela dei diritti dei lavoratori.
La fabbrica in cui è avvenuto questo infame licenziamento fa parte del gruppo Baker Hughes, si occupa della produzione di valvole di regolazione e valvole di sicurezza per impiantistica industriale, applicate in diversi settori industriali quali l’oil&gas, la raffinazione, il petrolchimico e la generazione di energia ed esportate in tutto il mondo. Il fatturato di questa azienda è in grande crescita per cui la motivazione del licenziamento, a quanto pare, sarebbe stata individuata in un alterco avvenuto tra il lavoratore interno licenziato, nonostante i ben 32 anni di carriera nello stabilimento, e un lavoratore esterno interinale, dell’Adecco, un lavoratore a prestazione assunto da poco tempo, che alcuni operai avrebbero indicato come un provocatore.
L’atteggiamento dell’azienda è stato considerato quindi pretestuoso e finalizzato a colpire quei lavoratori come Massimo che hanno sempre lottato per la dignità e la difesa dei diritti sul posto di lavoro.
Ci opponiamo e ci opporremo a tutti i licenziamenti che in questi anni stanno martoriando i lavoratori della Campania e di un meridione d’Italia in netta sofferenza socio-economica. Questa vicenda ci porta subito alla memoria i licenziamenti politici avvenuti alla Fiat-Fca-Stellantis di Pomigliano che videro allora protagonista il compagno Mimmo Mignano ma si potrebbe estendere il discorso ai licenziamenti operai avvenuti all’Hitachi o alla Whirlpool: si tratta del segnale lanciato dai padroni sul nostro territorio che vogliono rendere il lavoro sempre più precario e fonte di sfruttamento.
Il nostro impegno si associa naturalmente alle recenti iniziative che stiamo promuovendo in sostegno dei lavoratori e dei disoccupati: nel mese di luglio, assieme al “Comitato Regionale campano per la Misura Integrativa Regionale di sostegno ai redditi di disoccupati e persone in condizioni di fragilità sociale”, abbiamo consegnato alla Regione Campania migliaia di firme in calce ad una petizione regionale in cui si chiede l’istituzione di un reddito minimo attraverso i fondi regionali.
Dal mese di giugno poi stiamo raccogliendo le firme a favore della Legge di Iniziativa Popolare lanciata da Unione Popolare per rivendicare l’istituzione di un salario minimo orario di 10 euro rivolto a tutti, con la consapevolezza che l’aumento dei prezzi e l’inflazione stanno erodendo i risparmi e le poche risorse economiche dei lavoratori e della maggioranza della popolazione italiana.
Riteniamo che in questa fase storica le priorità dei comunisti siano lottare per l’aumento e la tutela dei posti di lavoro, per l’aumento e la tutela dei salari, per la difesa di un reddito minimo rivolto ai disoccupati e infine per il taglio delle spese militari, contro l’invio delle armi impiegate nella guerra in Ucraina, una guerra strumentalizzata dagli interessi della borghesia capitalistica internazionale a danno dei proletari di tutto il mondo che invece di unirsi a discapito dei padroni, si dividono rendendosi schiavi.



