Il 7 novembre, alle ore 18,00, nella Sala Consiliare del Comune di S. Giuseppe Vesuviano è stato presentato il libro di Giuseppe Casillo, L’eredità dell’antico, una raccolta di saggi illustranti alcuni aspetti della civiltà greco-latina.
Il libro tratta temi di varia natura, che vanno dalla filosofia alla scienza, dalla letteratura alla linguistica, dalla pedagogia alla retorica. In particolare si parla di estetica, di critica letteraria, di concezione dell’arte, di letteratura, di esistenzialismo, di Filosofia, di Retorica, di rapporto dialettico tra Filosofia e Politica, del modo di porsi della letteratura nei confronti del potere, del ruolo dell’intellettuale nella società classica, del conflitto tra Retorica e Filosofia in merito alla formazione e educazione del cittadino e della classe dirigente. Si parla del concetto di schiavitù nel pensiero dei Greci e dei Latini; si parla di Eros e della evoluzione concettuale dell’amore nei secoli, e di tanti altri temi che sono stati al centro del dibattito culturale, politico e letterario della civiltà classica, ma che continuano ad animare anche le conversazioni, le discussioni, i dibattiti nell’età moderna. Ogni argomento ha uno sviluppo autonomo, nel senso che viene analizzato e raccontato con specifico riferimento al mondo classico, ma la trattazione di ciascuna tematica trabocca nell’età posteriore fino ad arrivare alla nostra realtà contemporanea. E ciò perché l’intento della ricerca non è tanto di avere una conoscenza più puntuale dell’antichità, e neppure vuole essere un vano esercizio dell’intelligenza, finalizzato solo a soddisfare la propria curiosità intellettuale, ma risponde a un preciso disegno. Gli scritti vogliono dimostrare e documentare una verità: nel mondo culturale di oggi è difficile trovare un problema, una questione, una tematica, di qualsiasi natura, che non sia stata affrontata nella classicità. Ormai non c’è nessuno che metta in dubbio che la cultura occidentale è per gran parte figlia della civiltà greco-latina. Ma lo si dice così spesso che alla fine sembra quasi una frase fatta, priva di contenuti perché non tutti conoscono i dati che giustificano tale affermazione. Questo libro si propone di offrire concreti e tangibili esempi di quanto il mondo antico sia presente nella civiltà occidentale, e in quali ambiti il patrimonio della classicità risulti meglio radicato. È straordinario quanto di quel mondo sia ancora vivo oggi! E se in alcuni campi, come in quello scientifico e tecnologico, la distanza dal passato è tantissima, al punto che le scoperte, le invenzioni di allora, per quanto importanti e basilari, possono considerarsi appartenenti oggi solo a uno stadio embrionale, in altri settori sembrano riproporsi le stesse questioni. Certo il dibattito si è arricchito di dati nuovi, di contributi vari, ma nell’insieme ci muoviamo come in un circolo vizioso: uguali ad allora le domande che ci poniamo, uguali o poco diverse le risposte; le indagini sono più capillari, ma nella sostanza le questioni rimangono ancora aperte con la stessa indeterminatezza di un tempo. E nel libro l’autore ha cercato di evidenziare questa sostanziale continuità con il passato, toccando alcuni punti in cui l’eredità dell’antico si fa più evidente.









