Marigliano, un Punto Donna per l’accoglienza delle vittime di violenza di genere

L’argomento non deve essere un tabù e bisogna dirlo, perché il pericolo è concreto: l’isolamento a cui siamo sottoposti per fronteggiare l’emergenza Coronavirus rischia di far aumentare le violenze all’interno delle mura domestiche.

Purtroppo per le donne vittime di violenza restare a casa significa dividere per ventiquattro ore, giorno dopo giorno, gli spazi familiari con il proprio maltrattante: significa non avere più contatti con l’esterno e vedere diminuire drasticamente il proprio spazio personale. Per questo motivo, come riporta Il Messaggero, già nei giorni scorsi i centri antiviolenza italiani hanno inviato una lettera al Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, nell’intento di sollecitare l’attenzione su questa emergenza nell’emergenza, cercando di prevenire e mitigarne gli effetti. Le donne in rete contro la violenza, riunite in un coordinamento nazionale, auspicano “un potenziamento di risorse da destinare ai Centri antiviolenza di tutto il territorio nazionale e una campagna di informazione a 360 gradi su media e social dei numeri telefonici utili (1522 e numeri regionali dei Centri antiviolenza) a cui le donne possano accedere per chiedere aiuto. Tutti sappiano che possono sempre trovare supporto se hanno bisogno di sottrarsi alla violenza, anche se molte credono che i centri antiviolenza siano chiusi”.

I centri antiviolenza invece sono aperti e continuano a offrire servizi  di accoglienza e ascolto anche durante questa emergenza sanitaria e sociale. Succede lo stesso a Marigliano, dove da circa un anno e mezzo è attivo il Punto Donna promosso dall’associazione Maya e gestito dalle socie fondatrici: l’avvocato Elena Serino, consulente legale, la dott.ssa Loredana De Meo, presidente dell’associazione, e la dott.ssa Francesca Vecchione, responsabile del centro. Anche se la sede legale dell’associazione è a Nola, e l’organismo è attivo su tutto il territorio dell’agro nolano, il Punto Donna è nato a Marigliano per rispondere a un’esigenza precisa che veniva dalla città: un caso in particolare ha fatto sì che ci si rivolgesse all’Ordine Francescano Secolare per richiedere la disponibilità di uno spazio fisico dove poter accogliere le donne vittima di violenza. I frati minori del convento di San Vito, oggi divenuto Santuario della Madonna della Speranza, hanno immediatamente provveduto a donare l’uso di alcuni locali e da allora, era l’autunno del 2018, l’associazione Maya assicura quotidianamente un servizio di ascolto e di accoglienza delle vittime di maltrattamenti. I casi registrati sul territorio mariglianese sono molteplici e c’è ancora tanto da fare per portare alla luce il sommerso, a causa di retaggi culturali che non consentono di liberare l’argomento dal vincolo del tabù: “In un anno e mezzo abbiamo incontrato una decina di persone. Può sembrare un numero basso, ma considerando tutto quello che non emerge siamo convinte che ci sia molto di più da scoprire. Purtroppo molto spesso i vicini di casa e la cerchia dei parenti tendono a nascondere o comunque a omettere il più delle volte la gravità di alcune situazioni e questo non aiuta né le donne vittima di violenza né il nostro lavoro”, afferma Elena Serino, avvocato civilista impegnata strenuamente in questa lotta.

Il contatto telefonico del Punto Donna è: 366 998 0851.

Dopo la Pasqua, presso l’ex convento di San Vito partirà anche un corso di formazione che ha lo scopo di attivare e sensibilizzare le “antenne sul territorio”, persone in grado di intercettare il problema per far uscire allo scoperto le difficoltà delle donne che vorrebbero denunciare e per tanti motivi non riescono a farlo.

A dieci giorni dall’8 marzo, Giornata Internazionale dei Diritti per le Donne, la lettera aperta condivisa da tutti i comitati che in Italia si occupano di violenza domestica intende avvertire che il periodo di quarantena imposto ai cittadini potrebbe portare a un incremento di abusi sulle donne, proprio come è stato registrato ultimamente in Cina, dove l’emergenza sanitaria sembra scemare. Lì il numero di casi di violenza domestica è salito in maniera vertiginosa e a febbraio il numero è addirittura raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un campanello d’allarme anche per il nostro Paese, da non sottovalutare: per questo motivo è scattata proprio il 24 marzo la campagna antiviolenza promossa dal governo italiano. Su Twitter il ministro Bonetti ha annunciato una batteria di spot televisivi programmati fino al 3 aprile per promuovere il numero 1522 (c’è anche una app) gestito dal Telefono Rosa, per offrire aiuto a chi in questo periodo potrebbe averne più bisogno.

Somma Vesuviana e l’eruzione del 1906

Nel 1906, centoquattordici anni fa, il Vesuvio si risvegliò con grande fragore, provocando uno dei più violenti fenomeni eruttivi, solo inferiore storicamente a quello del 79 d. C. e del 1631.

Era la Domenica delle Palme del 1906 quando la vita dei paesi vesuviani fu turbata da quell’infausto episodio, che seminò lutti e distruzione in tutti i paesi vesuviani, come afferma il compianto ricercatore Giorgio Cocozza. Il culmine dell’attività raggiunse la sua massima intensità il giorno otto aprile, dopo una forte esplosione, accompagnata da una sensibile scossa tellurica. Nelle prime ore, sulle comunità di Somma Vesuviana, Ottaviano, San Giuseppe ed altre, iniziò a piombare una fitta pioggia di lapilli, mista a pietre e scorie compatte. A Somma la devastazione dei fondi rustici riguardò non solo gli sparsi seminati, ma anche i vigneti ed altre abbondanti piantagioni. Molti edifici crollarono sotto l’eccessivo peso dei materiali piroclastici, accumulati sui tetti; numerosi abitanti perirono sotto le macerie, specie ad Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano. A Somma, nella frazione di S. Maria Costantinopoli, si verificò il crollo di una trentina di case. A via Caprabianca, il giorno 13 aprile, perse la vita il contadino Pasquale D’Avino fu Giovanni, di anni 54, sotto le macerie della sua stalla. In via Margherita, due giorni prima, era morto nel suo letto il sensale Aniello Esposito fu Francesco, di anni 79, chiamato in paese con l’appellativo Tuppete, stavolta, sotto le macerie del solaio. L’unico ferito attestato fu tale De Vivo Vincenzo, come riferisce il prof. Luigi Iroso nelle sue pregevoli ricerche sull’evento.

Intanto, mentre infuriava l’infernale bufera di cenere e lapilli, l’imponente massa lavica iniziò a fuoriuscire lentamente dai cognoli di Boscotrecase: la gente, in preda al terrore, fuggì in cerca di scampo verso luoghi più sicuri. La mattina dopo, il 9 aprile, dopo un’ attenuazione del fenomeno, i centri abitati e le campagne vesuviane presentavano uno spettacolo desolante e straziante. L’economia agricola sommese, unica fonte di sussidio della popolazione, era stata definitivamente compromessa. La somma di 7.000 lire, che il Governo centrale aveva assegnato ai piccoli coltivatori e ai modesti agricoltori, risultò completamente insufficiente a risanare le vistose piaghe, ne tantomeno assicurò la sopravvivenza alle povere famiglie. A tal riguardo la Giunta Comunale, presieduta dal Sindaco Michele Troianiello, sollecitò immediatamente il Governo e il Comitato Centrale di Soccorso di aumentare la predetta somma per consentire il prosieguo della vita sociale e lavorativa. Tale comitato di soccorso fu istituito dal Presidente del Consiglio del Ministri, Giovanni Giolitti, con proprio decreto, il12 aprile 1906. Il suo scopo era di sovraintendere sia alla distribuzione dei sussidi governativi, sia ad emanare tutti i provvedimenti atti ad aiutare la popolazione colpita dal disastro. Tra gli enti meritevoli che si prodigarono a favore delle popolazioni vesuviane, si segnalò  anche la Croce Rossa con il suo segretario Marchese Onofrio di Villarena. A Somma la benemerita istituzione – continua Cocozza – distribuì in più occasioni effetti di biancheria e di vestiario agli infelici popolani. Alcuni drappelli del 41° Fanteria si stanziarono ad Ottaviano, Somma, S’Anastasia ed altri paesi vicini. L’ordine era quello – riferisce il dott. Aniello Langella – di aiutare la popolazione civile ad abbandonare le case, sorvegliare le dimore abbandonate, assistere i feriti, effettuare ricognizioni per lo smantellamento di opere pericolanti.    Unitamente ai numerosi provvedimenti di sostegno, il Governo affidò a regi commissari i Comuni di Ottaviano, Somma, San Giuseppe Vesuviano e San Gennaro di Palma.  Tali ufficiali assunsero i poteri del Consiglio cittadino o comunale. Ogni commissario poteva avvalersi dell’assistenza di una commissione consultiva, composta da sei membri nominati dal Prefetto provinciale tra gli elettori del Comune. Il 19 aprile del 1906 sotto il campanile di San Domenico, nello spazio che attualmente porta a via Aldo Moro, il Duca d’Aosta, Emanuele Filiberto (1869 – 1931), portò di persona il suo conforto alla popolazione di Somma alla presenza del Sindaco Troianiello, della Giunta e del Presidente della Deputazione Provinciale. A ricordo di questo evento, su proposta del consigliere e assessore Francesco Auriemma, fu intitolato successivamente quello spazio al valoroso Duca. Il 19 luglio 1906, inoltre, fu promulgata una legge speciale che concedeva, finalmente, in maniera organica numerosi provvedimenti a favore dei Comuni colpiti. Tra questi i più importanti e significativi furono: la concessione di sgravi fiscali in proporzione ai danni subiti, la costituzione di un consorzio tra Casse di risparmio ed altri istituti per sovvenzione ipotecaria ai danneggiati ed infine la sospensione della riscossione delle imposte erariali sui terreni, sui fabbricati e sulla ricchezza mobile nei Comuni di Somma, Ottaviano, San Giuseppe e San Gennaro di Palma. Dopo gli anni di gestione commissariale, il 18 dicembre 1910, il ricostituito consiglio cittadino eleggeva nuovamente a sindaco il Cav. Michele Troianiello. Con il ritorno alla normalità della attività politica, l’economia sommese risaliva la china della rinascita sotto la spinta e l’impegno dei fieri cittadini di Somma.

Coronavirus, secondo decesso a Pomigliano. I particolari. E il prefetto apre Alenia e Avio Aero

0

“Ha fatto colazione e si è accasciata. E’ la ricostruzione di una morte improvvisa quella fatta ieri dal sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, durante la comunicazione ufficiale via web della seconda persona deceduta in città dopo essere stata colpita dal Coronavirus. Si tratta di una donna di 80 anni che risiedeva in un parco ubicato nella periferia occidentale della città. Ora si teme per il marito. Ha la febbre alta ma si trova ancora in casa. E’in attesa del risultato di un tampone. Nell’abitazione dei due coniugi vive anche un figlio, cinquantenne. La donna scomparsa era originaria di un paese in provincia di Salerno. Si ipotizza che abbia contratto il Coronavirus dopo aver partecipato diversi giorni fa al funerale di un parente, nel Salernitano. Nel corteo funebre, consumato poco prima che scattassero i divieti di assembramento, tra i vari parenti e amici della signora ce n’erano alcuni poi risultati positivi al terribile Covid 19. Ma non è finita. Sempre nel primo pomeriggio di ieri il sindaco di Pomigliano ha comunicato che altri due concittadini, marito e moglie, sono risultati positivi. Dunque, nella città delle grandi fabbriche metalmeccaniche, rimaste in maggioranza aperte, sale a 7 il numero dei contagiati emersi dal test del tampone. Due sono appunto i deceduti: l’anziana donna originaria di Salerno e un operaio che lavorava in una ditta di lavorazione dei rifiuti, a San Vitaliano. Fabbriche aperte dicevamo. Ieri il prefetto di Napoli, Marco Valentini, ha firmato l’autorizzazione a tenere aperti i grandi stabilimenti di produzioni aeronautiche Leonardo ex Alenia di Pomigliano e Nola e Avio Aero di Pomigliano. Qui la tensione è alta tra sindacati e aziende. La Fiom sta proclamando scioperi a raffica nel tentativo di tenere lontani i tanti lavoratori che affollano questi impianti. Nell’Avio Aero si sono registrati due casi di contagio. A questo proposito nella prima serata di ieri il sindaco di Pomigliano ha chiarito che “i due lavoratori Avio Aero positivi sono di Afragola e di Arco Felice, frazione di Pozzuoli, e che il lavoratore puteolano ha solo i genitori residenti a Pomigliano”. Un altro contagiato nel polo delle fabbriche è un operaio della FCA residente a Napoli. Lo stabilimento automobilistico è chiuso dal 12 marzo. Lo sarà fino al 3 aprile. Un impiegato contagiato anche nella Leonardo di Pomigliano. E’ di Napoli ed è ricoverato al Cotugno.

Madonna dell’Arco, sesto decesso nella residenza anziani. Due positivi. Tampone anche al priore

Un’altra morte ieri (martedì 24 marzo)  nella residenza sanitaria per anziani tenuta dai padri domenicani di Madonna dell’Arco. Sei decessi in due settimane, ma la signora morta ieri pomeriggio era la sola che da giorni presentava sintomi, tanto da spingere il suo medico curante a chiedere per lei, otto giorni prima, un tampone. Glielo hanno fatto, alfine. Ma soltanto la sera prima che morisse, dopo altri cinque passati a miglior vita. Non ha potuto conoscere il risultato. Intanto però domenica scorsa furono effettuati altri tre tamponi, tutti sulle salme dei degenti deceduti nelle ore precedenti.

Ebbene, due di quegli esami sono positivi al coronavirus, uno no. Dei tre decessi avvenuti domenica, uno non ha alcun collegamento con il Covid – 19, due invece sì. Altri risultati arriveranno nelle prossime ore. Intanto la struttura sanitaria dei domenicani è in quarantena fiduciaria ma tutto fa pensare che già a partire da questa mattina diverrà obbligatoria. Dovranno restare nella residenza degenti, personale sanitario, parasanitario ed ausiliario e ricostruire poi tutti i contatti, le visite dei parenti, quelle dei medici di base.

Padre Alessio Romano, Rettore del Santuario di Madonna dell’Arco

Tra i contatti c’è anche padre Alessio Romano, così come c’è il cappellano della struttura, padre Luca. Ad entrambi nella tardissima serata di ieri sono stati effettuati i tamponi, così come – per precauzione – a tutti i confratelli e al personale del convento.  «Sono molto rattristato – dice padre Alessio – almeno una parte di tutto ciò si poteva evitare se il tampone richiesto molti giorni fa fosse stato eseguito subito ma comprendo che ora l’Asl sia subissata di richieste. Noi seguiremo tutti i protocolli già del resto messi in atto dopo i primi decreti.

Quanto a me, non sono preoccupato. Dai primi di marzo prendo precauzioni ed evito ogni contatto per tutelare i confratelli, alcuni dei quali sono anziani e malati». Prega padre Alessio, e dà appuntamento ai fedeli per una diretta streaming alle 15 di oggi, sulla pagina facebook “Santuario Madonna dell’Arco” e su quella di Ilmediano.it. Oggi è l’anniversario del quarto miracolo della Madonna dell’Arco, quello delle stelle*, che risale al 25 marzo 1675. «Ci affidiamo alla Mamma dell’Arco» – ripete il priore. Tamponi, dopo le 23 di ieri, anche ad altri (tra personale e degenti) residenti della casa anziani. Parrebbe, anche ad altri domenicani, anche se il priore – data l’emergenza coronavirus in atto – si era ben guardato dallo stare accanto ai “fratelli” già a rischio per età e condizioni di salute.

 

* Un evento prodigioso avvenne il 25 marzo 1675.

Così ne scrive padre Ludovico Ayrola: “È l’ora del tramonto del 25 marzo 1675, un religioso del convento piamente pregava dinanzi all’altare di Maria, quando alzando gli occhi verso l’Immagine, vide sotto la lividura della guancia risplendere un color d’oro e tutto intorno sfavillare numerose e piccole stelle. Teme una allucinazione e chiamato il sacrestano senza prevenirlo, l’invita a guardare l’Immagine. L’interrogato colmo di meraviglia, conferma le luci e le stelle, e corre a chiamare il Priore, in quel tempo il padre Giuseppe Rosella. Questi si fa accompagnare da altri due frati all’altare della Vergine, che confermano l’evento. Il padre priore a tutti i religiosi presenti impose, sotto forma di precetto di obbedienza, di non parlare ad alcuno di quanto avevano visto, affinché nessuno possa essere suggestionato ed il miracolo si sveli da sé. Alle prime luci dell’alba, il vescovo di Nola, monsignor Filippo Cesarino, è nel Santuario a visitare la Sacra Immagine. Osserva lungamente le stelle, e non approvando il silenzio dei padri sul prodigio ordina di divulgare la notizia e di non porre ostacoli alla gioia ed al fervore dei fedeli. Ritornato a Nola, comanda che per tutta la diocesi s’istituiscano pubbliche processioni di ringraziamento. Il Viceré del tempo, Antonio Alvarez Marchese D’Astorga, accorre anche lui al Santuario, e confermando simile ordine del Vescovo di Nola, comanda che per mano di pubblico notaio venga redatto documento dell’accaduto, da inviare poi al Re di Spagna, assieme a riproduzione dipinta del miracolo. Dopo il Viceré vennero e constatarono il prodigio l’Arcivescovo Cardinale Orsini (più tardi papa Benedetto XIII), l’inquisitore, i Consultori del Santo Uffizio.

Il 26 aprile, dopo un mese dall’apparizione delle stelle, il notaio Carlo Scalpato da Nola, richiesto dal Priore del convento, redasse l’atto in presenza e con la testimonianza di moltissime persone autorevoli, religiose e civili, tra le quali troviamo il Nunzio della Santa Sede presso il Regno di Napoli sua eccellenza Marco Vicentino, Vescovo di Foligno; il Vescovo di Nola Filippo Cesarino; il Vicario Generale della Diocesi, Giovanbattista Fallecchia; il Duca D. Fabrizio Capece Piscicelli del Sedil Capuano e suo fratello Girolamo; don Nicola Capecelatro; il residente del Duca di Toscana presso la Corte di Napoli. D. Santolo di Maria, ed il giudice del luogo dottor Onofrio Portelli”.

A testimonianza di quel prodigioso evento, oggi ad abbellire l’immagine della Madonna ci sono dodici stelle sul vetro che ne regge le corone.

Mariglianella, ultima stretta contro il Coronavirus. Tutti a casa ed ognuno nel proprio comune

Finalmente siamo giunti ad una stretta in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, come nel DPCM 22 marzo 2020 del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con cui sono state introdotte ulteriori misure da applicare all’intero territorio nazionale. Fino al 3 aprile 2020, dovranno restare chiuse le attività produttive non indispensabili a garantire i beni essenziali, mentre restano aperti i negozi alimentari, i supermercati, le farmacie, le parafarmacie, le edicole e i tabaccai. Inoltre è vietato lo spostamento di ognuno al di fuori del proprio comune.

Sotto questo aspetto nei giorni precedenti a Mariglianella, dato lo sviluppo commerciale avuto negli ultimi anni, c’è stata la continua affluenza di avventori e acquirenti dal circondario nei punti vendita, autorizzati all’apertura anche in questa emergenza sanitaria, dislocati sul territorio comunale.
Nel rispetto dell’Ordinanza n. 20 del 22 marzo 2020 del Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, “a tutti i soggetti provenienti dalle altre regioni d’Italia o dall’estero, che faranno ingresso in regione Campania o vi abbiano fatto ingresso negli ultimi 14 giorni per rientrare nel territorio regionale, è fatto obbligo: di comunicare tale circostanza al Comune e al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta o all’operatore di sanità pubblica del servizio di sanità pubblica territorialmente competente; di osservare la permanenza domiciliare con isolamento
fiduciario, mantenendo lo stato di isolamento per 14 giorni dall’arrivo, con divieto di contatti sociali; di osservare il divieto di spostamenti e viaggi; di rimanere raggiungibile per ogni eventuale attività di sorveglianza; in caso di comparsa di sintomi, di avvertire immediatamente il medico di medicina
generale o il pediatra di libera scelta o l’operatore di sanità pubblica territorialmente competente per ogni conseguente determinazione ”.
E’ richiesto dunque un ultimo sforzo da parte di tutti.
Il Sindaco Felice Di Maiolo è sceso direttamente in campo dando il suo personale apporto, dato l’esiguo numero di agenti di Polizia Municipale, all’intensa attività di vigilanza urbana. In questo periodo non sono stati possibili adeguati avvicendamenti e turnazioni di riposi per i pochi agenti in servizio. Nel pomeriggio di domenica 22 marzo il Sindaco Di Maiolo ha percorso tutta Mariglianella intercettando alcuni indisciplinati soggetti, anche di provenienza da altri Comuni, chi a piedi, chi in bicicletta e chi in macchina, ordinando a tutti loro il perentorio ritorno nelle proprie abitazioni.
Il Sindaco Di Maiolo unitamente ai suoi colleghi dell’Agenzia Area Nolana, in data 21 marzo, ha sottoscritto la richiesta “di poter avere sul territorio dell’area nolana la presenza dell’Esercito per intensificare i controlli e quindi garantire il rispetto delle norme al fine di evitare possibili forme di contagio”, avendo rilevato le grosse difficoltà “principalmente per la carenza di personale di Polizia Municipale” nell’esercitare il controllo sul rispetto delle disposizioni normative.
Intanto a Mariglianella, ad esclusivo favore degli anziani over 65, ammalati e diversamente abili, è in corso la consegna dei beni di prima necessità ed è iniziata la distribuzione domiciliare delle mascherine.
Il Sindaco, Felice Di Maiolo, ha rassicurato sull’assenza di casi di contagio da Coronavirus a Mariglianella ed ha affermato che “ogni misura di propria competenza è stata messa in campo da questa Amministrazione Comunale, nel rispetto dei DPCM, delle Ordinanze del Ministero della Salute e della regione Campania, per continuare efficacemente l’opera di contenimento della diffusione di contagi da virus Covid-19. Ripeto instancabilmente che per combattere il Coronavirus si deve restare a casa. Girando sul territorio ho personalmente redarguito alcuni indisciplinati cittadini alcuni residenti,
altri provenienti dai paesi limitrofi.
Confido – ha concluso il Sindaco Felice Di Maiolo –  nell’impegno e la
responsabilità di tutti i concittadini i quali per ogni aggiornamento possono accedere tramite al sito web del Comune, nella sezione Coronavirus, o alla mia pagina facebook, all’indirizzo https://www.facebook.com/felicedimaiolo1963/ 
Contributo foto:web

Sant’Anastasia. La solidarietà ai tempi del Covid-19

Parte la raccolta alimentare per i cittadini meno abbienti del territorio. L’iniziativa è targata “Love for Sant’Anastasia”.

L’associazione Love for S.Anastasia lancia la frase “NON LASCIAMOLI SOLI” che spera sulla stregua di “andrà tutto bene” possa diventare anche essa frase slogan dell’emergenza in cui siamo immersi almeno nelle nostre zone. Un motto che vuole essere un invito a non dimenticarsi delle fasce più deboli che vivono ancora con piú incertezza questo momento, un richiamo al valore della speranza, che non finisce mai.

“La frase “Non lasciamoli soli ” vuole essere un invito – ci spiega il presidente Love for Sant’Anastasia, Mimmo De Simone – Abbiamo dovuto a malincuore la prima settimana di Marzo chiudere la nostra sede operativa, abbiamo riflettuto molto su come poterci muovere per non abbandonare le fasce più deboli, le famiglie che seguiamo e tutti coloro che hanno bisogno. Non riuscivamo a trovare una modalità valida ma hanno bussato alla finestra di casa mia 3 famiglie che aiutavamo ogni settimana prima di questa emergenza: nei loro occhi ho visto la disperazione. Ho chiamato subito i miei ragazzi e ho detto loro che non possiamo permetterci di lasciarli soli.
Da qui è partito lo slogan e le iniziative che seguiranno tra cui una raccolta alimentare che attiveremo seguendo tutte le normative in vigore.
Il virus può tenerci chiusi in casa … ma non può fermare i nostri cuori. Non lasciamoli soli, non lasciateci soli..aiutateci ad aiutare queste famiglie”.
Per sapere come fare, ecco i nostri contatti: 392 12 22 718 o su Facebook: Lovefor Sant’Anastasia

Conad e WRM group donano un milione di euro al Pascale

Conad e la WRM Group del finanziere Raffaele Mincione, soci in BDC, la società che ha rilevato la rete ‘ex Auchan’ e la gestisce attraverso la società Margherita Distribuzione, hanno deciso di donare 1 milione di euro al gruppo di ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori IRCCS Fondazione Pascale di Napoli che sta sviluppando un innovativo farmaco per la cura dei pazienti che hanno contratto il Coronavirus Covid-19.

“Con questa donazione vogliamo dimostrare la nostra gratitudine a quei ricercatori, medici, paramedici e infermieri che in ogni ospedale e laboratorio si impegnano senza sosta a sviluppare farmaci che possano concorrere a mitigare gli effetti dell’epidemia e a combattere la malattia – ha dichiarato Antonio Brianti, amministratore delegato di Margherita Distribuzione – I nostri dipendenti sono da settimane impegnati nei negozi ex Auchan a garantire la disponibilità di beni alimentari e primari a milioni di famiglie in tutta Italia e anche a loro va il mio ringraziamento per la loro dedizione, senso di responsabilità e determinazione”.

Nola, emergenza sanitaria, la libreria Bibì&Cocò “riapre” con incontri virtuali

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dalla Libreria nolana Bibì&Cocò
Le titolari: “Accendiamo la cultura. Dalla parte delle mamme e dei bambini con iniziative che ne favoriscano la crescita”
Dal blackout totale per contenere il rischio contagio da Covid 19 all’apertura virtuale con incontri tematici rivolti ai bambini.
Non si ferma la cultura a Nola nonostante i divieti e le restrizioni imposte dal Governo. In tempi di crisi, anche di idee, e di tanto –  troppo – tempo a disposizione, c’è chi si rimbocca le maniche rinventandosi un mestiere che non va mai in vacanza: la cultura per i bambini.
L’iniziativa porta la firma di Carmela Cassese e Stefania Stefanile, due giovani imprenditrici titolari della libreria Bibì&Cocò di corso Tommaso Vitale a Nola, punto di riferimento dell’intero territorio nolano per i tanti eventi promossi in sede, e non solo, destinati a piccoli fino a tredici anni.
Tante le iniziative portate avanti e tanti ancora gli incontri in agenda già programmati fino all’estate. Poi il brusco stop con l’emergenza sanitaria sempre più dilagante.
Dopo quindici giorni di chiusura forzata – ma anche voluta in autotutela – in queste ore arriva il tanto atteso annuncio sui social: “la libreria riapre per far ritornare tutto, o quasi, al proprio posto…virtualmente”.
Ecco dunque che da sabato 28 marzo la serranda dei locali riaprirà via social per ospitare il primo dei tre incontri programmati.
L’appuntamento è alle 17.30 sulla pagina facebook della libreria con “Il sabato di Bibì&Cocò”.
Mercoledì 1 aprile, stessa ora, con “Sat Nam Bimbi con l’insegnante Erminia Cioppa”.
Venerdì 3 aprile, pillole di musica in allegria con il maestro Antonio Guida.
“Riaccendiamo la speranza colorando le nostre giornate ma, soprattutto, offendo una concreta possibilità di svago e di educazione formativa ai nostri bambini – spiegano Carmela e Stefania – Siamo prima di tutto mamme e conosciamo il mondo dei più piccoli che va, sì tutelato e protetto, ma anche stimolato ed alimentato con continui progetti che ne favoriscano la crescita. Ovviamente il programma è in aggiornamento e a questi già pubblicizzati, ne seguiranno altri anche se il nostro augurio è di ritornare quanto prima in libreria tutti insieme per riprendere il discorso avviato con i bambini che – aggiungono – necessita, mai come in questo momento, di curiosità, fantasia ed entusiasmo. Solo così potremo ritornare a quella normalità affettiva ed educativa che tanto ci manca”.

Sant’Anastasia, sanificazione: terzo intervento a zone

E’ programmato per mercoledì 25 marzo il terzo intervento straordinario, fatto a macchia di leopardo, di sanificazione delle strade del centro urbano non trattate nei precedenti interventi, con inizio alle ore 13:00 e fine alle ore 16:00 circa.

Il Responsabile del Servizio Ambiente ing. Antonio Cantalupo ha firmato questa mattina la disposizione che va ad integrare il primo intervento fatto già nelle strade centrali del paese.
L’intervento sarà attuato da un mezzo specifico per detta attività, con due uomini, un
autista ed un operatore a terra con la freccia.
Non sono esclusi altri interventi nei prossimi giorni, ma il tutto va fatto seguendo o tenendo in debita considerazione le indicazioni dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS).
Secondo il parere dell’ISS, infatti, e le raccomandazioni poste all’attenzione dei Comuni nel 18 marso scorso, l’invito è quello di ricorrere alle sanificazioni di strade, marciapiedi e
piazze con interventi non frequenti e non invasivi al fine di evitare effetti controproducenti e nocivi per l’ambiente e le falde acquifere, nonché per gli stessi operatori. Stante l’alto
potere inquinante dell’agente utilizzato (ipoclorito di sodio a basse percentuali) per le
sanificazioni nel caso di tutela della salute pubblica, non è consigliabile, secondo l’ISS, un
suo utilizzo frequente, ma limitato ad interventi straordinari e come integrazione e non
sostituzione delle modalità con cui normalmente si provvede alla pulizia stradale.
Tutti i cittadini di Sant’Anastasia sono esortati a collaborare, evitare passeggiate, evitare di entrare in contatto diretto con le persone, evitare di sostare nelle piazze e restare a casa con i propri familiari.
Un appello va fatto alla cittadinanza, spiega il Responsabile ing. Antonio Cantalupo,
poiché pervengono al Servizio Ambiente segnalazioni sulla circostanza di bruciare
materiale plastico nei caminetti, specie in zona Romani: si invitano i cittadini ad utilizzare
quale materiale combustibile per i camini solo ed esclusivamente legna (o pellet per le
relative stufe) e non anche altro materiale, compreso mobilio.
Contributo foto: web

Coronavirus, Falco (Corecom Campania): Subito misure a sostegno informazione locale

Napoli, dal Presidente del Corecom Campania Domenico Falco, un appello al premier Giuseppe Conte e al sottosegretario all’editoria,  Andrea Martella.

“Il governo adotti subito misure a sostegno dell’informazione locale che ancora una volta, in questo momento drammatico per l’intero Paese, non si è tirata indietro e senza risparmiarsi sta svolgendo con coraggio e professionalità il suo ruolo al servizio dei cittadini.
Ritengo indifferibile, dopo la mancata previsione nel decreto ‘Cura Italia’ di iniziative rivolte ad aiutare le emittenti radiotelevisive, i giornali locali e le testate giornalistiche on line, con sostegni economici concreti”. Questo l’appello rivolto da  Domenico Falco, presidente del Corecom Campania, al premier Giuseppe Conte e al sottosegretario all’editoria,  Andrea Martella.
Domenico Falco, presidente Corecom Campania
“Voglio esprimere il mio personale ringraziamento a tutti gli operatori della comunicazione che nella nostra regione stanno garantendo, in condizioni lavorative di estremo pericolo, un’informazione tempestiva e corretta oltre a un servizio fondamentale di aggiornamento dei cittadini sulle continue misure adottate dal governo nazionale e dalla Regione Campania per combattere e limitare il contagio del nuovo coronavirus”.
Ricordo – conclude Falco – che l’Ordine dei giornalisti e il Corecom Campania stanno monitorando le notizie diffuse sul ‘Covid-19’ con l’Osservatorio sulle fake news, attraverso l’algoritmo messo a punto dal collega Stanislao Montagna”.