Emergenza Coronavirus alla residenza anziani di Madonna dell’Arco, l’intervento del Priore

Di seguito pubblichiamo l’intervento che il priore del Santuario di Madonna dell’Arco, padre Alessio Romano – che è anche rappresentante legale della RSA Anziani – ha postato pochi minuti or sono sulla sua pagina facebook

Non avrei mai voluto dover scrivere questo post, ma le voci, i pettegolezzi, i giudizi che stanno debordando dal web e sui telefonini in queste ore, mi impongono di non restare in silenzio. La mia priorità è stata, fin dal principio di questa emergenza e ancor prima che fossero adottate in tutta Italia misure ad hoc, di tutelare le persone. I degenti della Residenza Sanitaria Anziani, i dipendenti, i confratelli, tutti. L’ho fatto subito, adottando misure di prevenzione ancor prima che queste ultime diventassero regole imposte da Governo, Regione, Asl. Ho deciso io di prenderle, conscio che mio dovere è rassicurare, garantire un clima di serenità. Purtroppo il nemico non è di quelli da sottovalutare e noi non lo abbiamo fatto. Leggo commenti che creano allarmismi inutili e che profittano del momento difficile sostenendo che tutto ciò sarebbe colpa nostra, mia e dei Domenicani, mia e della direzione della Rsa. Smettetela, perché non sapete di cosa state parlando! Tuttora, dopo circa 16 ore l’Asl non ha ancora consegnato tutti i risultati. Io stesso ho un risultato ufficioso, per quel che mi riguarda. Mettiamo ordine: il primo tampone è stato richiesto dal medico curante di un degente il 17 di marzo. Lo sapete quando sono arrivati ad effettuarlo? Ve lo dico io: lunedì scorso, il 23 marzo, in seguito a ben tre morti due dei quali risultati positivi. Otto giorni fondamentali. Solo allora chi di dovere ha compreso che ciò che noi avevamo chiesto era urgente ed importante. Nonostante le sollecitazioni, mie e del medico curante, il risultato è giunto solo dopo che ci è scappato il morto. Perciò, se chi parla da dietro una tastiera si sente più bravo, efficiente, efficace dei medici, dei dirigenti Asl e di tutti coloro che hanno la responsabilità di vite umane, scendessero in strada e andassero a dar loro una mano, andassero a richiedere tamponi se ci riescono, venissero a darci una mano nelle case di riposo che stanno diventando, la Mamma dell’Arco ci salvi, focolai in tutta Italia, come gli ospedali.

Sant’Anastasia, 24 positivi al coronavirus: la residenza sanitaria anziani potrebbe essere focolaio

Arrivati i risultati di 70 tamponi sui 107 effettuati martedì: sono negativi il priore dei Domenicani, padre Alessio Romano e tutti i confratelli che vivono in convento, compreso padre Luca, il cappellano della residenza anziani. Positivi al Covid- 19 sono risultati invece nove degenti e 14 dipendenti della RSA, per la maggior parte donne. Positivo anche un medico curante. Tra i dipendenti contagiati ci sono lavoratori che arrivano da Somma Vesuviana, Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Cicciano, Pollena Trocchia, Acerra, Volla. I test sono stati eseguiti a Nola, nel dipartimento di patologia dell’ospedale, nel laboratorio apposito attivato per tutta l’area compresa nel distretto sanitario, al fine di velocizzare i tempi nello screening del coronavirus.

La notizia è giunta ieri – giorno in cui alla residenza anziani si è verificato un altro decesso, il settimo in poco più di due settimane –  a cavallo della mezzanotte. Il numero dei positivi, 24, ai quali si aggiungono quelli dei test compiuti nei giorni scorsi e i tre casi verificatisi precedentemente in città, portano improvvisamente a quota 30 i contagi da Covid 19 a Sant’Anastasia. Potrebbero diventare di più, parliamo naturalmente di quelli noti, già oggi quando saranno comunicati gli esiti degli altri 40 tamponi sui 107 effettuati martedì.

Il Santuario, pur con l’esito negativo dei tamponi per il priore e tutti i confratelli (eccetto un padre domenicano, anch’egli degente e ricoverato in Rsa da qualche anno), resta per ora chiuso. Intanto già dalla mezzanotte di ieri, seguendo le linee guida dell’Asl, tutti i positivi sono stati isolati nella struttura di via padre Raimondo Sorrentino. In stanze singole, in attesa di altre direttive e attendendo l’esito degli altri tamponi.

Ottaviano, covid 19, il sindaco: “Qui 40 posti per contagiati fuori pericolo, ma fate presto”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Ottaviano.

 

“Fate presto! La clinica Trusso di Ottaviano mette a disposizione circa 40 posti letto, dove i pazienti possono essere ospitati anche in condizioni di isolamento. In questo modo, possono essere ricoverati anche i contagiati da covid – 19 fuori pericolo. Ma bisogna muoversi, bisogna fare presto per liberare i primi 40 posti dagli ospedali intasati: ci vogliono risposte rapidissime dalla Regione”. Lo rende noto il sindaco di Ottaviano Luca Capasso, che ha concordato l’appello con i responsabili della casa di cura ottavianese.

“Grazie alla disponibilità della Trusso possiamo dare una risposta concreta ai problemi di sovraffollamento degli ospedali: i posti sono qui, sono disponibili, ma bisogna evitare di perdere tempo. Fate presto!”, aggiunge Capasso.

Pomigliano, terzo decesso per Coronavirus. Grave un operaio Fiat. Denunciato farmacista

Pomigliano piange un terzo morto mentre la paura aumenta anche a causa di altri due casi di sospetto contagio da Coronavirus, ancora una volta nelle grandi fabbriche della città. Dopo il decesso di Francesco Rea, 55 anni, l’operaio, moglie e due figli, che lavorava in una ditta di rifiuti a San Vitaliano, e dopo quello di un’anziana di 80 anni, reduce da un funerale tenuto in provincia di Salerno al quale avevano partecipato vari familiari poi risultati positivi, martedi sera è stata la volta di Alberto Piccolo, 54 anni, un carpentiere che lavorava a Piacenza, uno degli epicentri nazionali del contagio. Piccolo alcuni giorni fa era rientrato dal capoluogo emiliano. Secondo quanto trapelato, non appena giunto a Pomigliano si sarebbe autodenunciato presso le autorità locali ponendosi in quarantena volontaria. L’uomo, vedovo da alcuni anni, al rientro da Piacenza era andato ad abitare in un alloggio del vecchio centro cittadino già occupato dalla figlia venticinquenne. Piccolo si sarebbe quindi sentito male la settimana scorsa. I parenti hanno scritto sui social che “per giorni avrebbe chiesto inutilmente il ricovero alle autorità sanitarie”. Martedi il carpentiere è stato ricoverato nell’ospedale di Nola. Era in preda a una potente crisi respiratoria. Ieri sera è arrivato il risultato del tampone: morte per Coronavirus. In base a quanto fatto sapere dalle autorità sanitarie “l’uomo di Pomigliano deceduto era passato per il pronto soccorso di Nola presentando difficoltà respiratorie”, cioè i sintomi tipici dell’insidioso virus che sta terrorizzando tutti. Paura alle stelle alimentata anche dalla situazione nelle grandi fabbriche. Ieri FCA ha infatti comunicato ai sindacati che un operaio dello stabilimento automobilistico di Pomigliano è stato ricoverato in ospedale, a Napoli. Si tratta di un lavoratore del reparto affidabilità, l’ultimo reparto chiuso dall’azienda, il 22 marzo. Tutto il resto della fabbrica era stato chiuso già dieci giorni prima. Per questo motivo il sindacato Si Cobas parla di “colpevole ritardo nonostante le diffide a non tenere nessun reparto aperto” e preannuncia azioni legali. Comunque ora S. C. , per il quale ancora si attende il risultato del tampone, versa intubato in gravi condizioni nell’Ospedale del Mare, quartiere Ponticelli, a Napoli. Si teme anche per un altro lavoratore del polo delle fabbriche, un dirigente della Leonardo che ha febbre alta e tosse insistente e che sta chiedendo invano il tampone da dieci giorni, chiuso in casa. In tutto, tra casi sospetti e conclamati sono sei i casi che stanno facendo tenere il fiato sospeso tra le migliaia di addetti delle grandi fabberiche Fiat, Avio Aero e Leonardo.  Nella città di Pomigliano comunque si combatte. Il comandante della Polizia Locale, il colonnello Luigi Maiello, ha creato una rete tra il Comune, la Polizia Locale, la Caip, l’associazione dei commercianti, e l’associazione “Legami di Solidarietà”. Attraverso le centrali operative della Polizia Locale e della Protezione Civile gli operatori si stanno occupando dei primi interventi urgenti, ad esempio della raccolta e della consegna a domicilio dei farmaci salvavita. Con questa rete si stanno anche consegnando alimenti a una serie di famiglie totalmente prive di reddito, anche del Reddito di Cittadinanza, e che in una situazione del genere si trovano stipate nelle abitazioni senza nulla.  “Tutto questo – dice Maiello – è stato possibile grazie alla generosità dei commercianti di Pomigliano e al personale della stessa Polizia Locale che ha donato buoni pasto e versato cinque ore alla settimana di straordinario, una scelta che abbiamo fatto nei primi giorni dell’emergenza”. Controlli serrati. Maiello ieri ha denunciato in procura un farmacista del centro che vendeva mascherine usa e getta a venti euro l’una.

alberto piccolo con la figlia_
alberto piccolo con la figlia_

Emergenza coronavirus, l’allarme del Cocer: “Soldati dimenticati e discriminati”

Il Cocer Esercito, con una recente delibera, a tutela del personale militare, ha chiesto che tutti i Soldati impiegati nell’operazione strade sicure (operazione riconvertita ad esigenza Covid) abbiano lo stesso trattamento economico del colleghi delle forze di polizia. È inaccettabile, secondo il Cocer, che gli uomini dell’Esercito, che in questo momento stanno dando il maggior supporto a sostegno delle istituzioni impiegati per  ospedali da campo, medici ed infermieri in prima linea, nuclei di bonifica  controllo biologico, trasporto salme e controllo del territorio, siano ricompensati con indennità straordinarie, nettamente inferiori ai colleghi del Comparto Sicurezza. Una disparità di trattamento inaccettabile. Aprire le casse per dare 70 ore di straordinari (al mese) sia ai poliziotti che ai  carabinieri e 20 (forse 40) ai Soldati i quali, per buona parte, lavorano fuori sede è una mancanza di sensibilità ed attenzione verso chi nel momento del bisogno corre al capezzale del paese. Il Cocer Esercito si  appellato con un comunicato stampa nei giorni scorsi al ministro Guerini affinché questa ingiustificabile sperequazione venga presto sanata a tutela della dignità di tutti i militari dell’esercito. I soldati rispondono come sempre “signorsì” quando occorre salvare vite umane, ma non possono essere trattati come militari di serie B ed alla bisogna essere abbandonati al loro destino di potenziali bersagli di un nemico invisibile contro il quale nessuno può nulla se non i soldati a garanzia del bene comune.

Covid Center Boscotrecase, corsa contro il tempo per allestire i nuovi reparti

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Mario Casillo (Capogruppo regionale Pd), i sindaci di Boscotrecase e Torre Annunziata incontrano i vertici dell’Ospedale

“Abbiamo voluto incontrare personalmente la direzione generale dell’Asl Napoli 3 Sud, la direzione sanitaria dell’Ospedale Sant’Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase, una rappresentanza di medici, anestesisti, infermieri, operatori sanitari e rappresentanze sindacali della struttura ospedaliera trasformata da qualche settimana in Covid Center” – è quanto affermano in una nota congiunta Mario Casillo, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Regionale della Campania, e i sindaci di Boscotrecase e Torre Annunziata, Pietro Carotenuto e Vincenzo Ascione.
All’incontro tenutosi presso la sala riunioni dell’Ospedale di Boscotrecase erano presenti il direttore Generale dell’Asl Napoli 3 Sud, dottor Gennaro Sosto, il direttore dell’azienda sanitaria, dottor Gaetano D’Onofrio, il dirigente dell’azienda sanitaria, dottor Savio Marizani, il direttore sanitario dell’Ospedale, dottor Ferdinando Siani, il suo vice, dottor Adriano De Simone, oltre ad una rappresentanza del personale medico, infermieristico e sindacale della struttura ospedaliera.
“La conversione dell’Ospedale in Covid Center è stata un’operazione non semplice, effettuata in tempi rapidi per far fronte alla situazione di emergenza che viviamo in tutta Italia. Le attività, nonostante le difficoltà, stanno proseguendo celermente. Come confermato anche dai medici, l’allestimento della struttura prosegue senza sosta e anche le attrezzature che stanno confluendo sono all’avanguardia e tecnologicamente avanzate” – spiegano i tre esponenti politici.
“Continuano senza sosta i lavori per l’allestimento di altri 40 posti letto di sub intensiva con la dotazione di altrettanti ventilatori, molti dei quali sono già arrivati e in funzione. Inoltre è stata già bandita la gara da 3 milioni di euro che verrà aggiudicata entro il 31 marzo, per permettere già dall’1 aprile l’inizio dei lavori per realizzare altri 12 posti di terapia intensiva. Un reparto che andrà a integrare l’attuale numero di terapie intensive che in tutta l’Asl Napoli 3 Sud è di 20 unità”.
“Per quanto concerne il blocco dei ricoveri la situazione è stata determinata esclusivamente dalla saturazione dei posti disponibili. Scelta operata dalla direzione sanitaria per continuare a garantire livelli adeguati di assistenza ai pazienti presenti nella struttura ospedaliera dove si sta somministrando il farmaco della cosiddetta cura Ascierto, tanto che fino ad ora si registrano 10 pazienti in via di guarigione. Smentendo categoricamente chi vuole disegnare scenari apocalittici e che in questo momento alimentano solo sterili e inutili polemiche”.
Nel corso dell’incontro si è affrontato anche la questione sicurezza degli operatori, per i quali è partito lo screening che sarà esteso a tutto il personale. “Vogliamo rivolgere loro il nostro più vivo ringraziamento per lo straordinario lavoro che stanno portando avanti unitamente alla direzione generale e sanitaria. Come confermato dagli stessi sanitari e dalle rappresentanze sindacali quotidianamente arrivano 160 kit per gli 80 operatori impegnati che comprendono anche le mascherine ffp3. La direzione generale ha assicurato che saranno predisposti anche tutti gli accorgimenti per garantire la totale sicurezza per gli operatori in entrata e uscita, con l’implementazione dei percorsi di vestizione” –
“Infine si provvederà fin da subito a intensificare un duplice canale comunicativo: il primo tra la direzione sanitaria e i familiari dei pazienti per informarli del loro stato di salute, il secondo verso la popolazione sulle attività sanitarie svolte e che saranno affidate al sindaco di Boscotrecase che provvederà ad informare gli altri colleghi sindaci e la popolazione. La nostra azione di vigilanza sarà quotidiana nell’interesse esclusivo della collettività” -continuano-
“Grazie allo sforzo della direzione sanitaria e all’abnegazione del personale ospedaliero che sta lavorando in maniera instancabile e al quale va il nostro più sentito ringraziamento, stanno dimostrando di fronteggiare al meglio questa criticità. Siamo sicuri che ne usciremo tutti più forti e più consapevoli delle nostre enormi potenzialità” – concludono.

Marigliano, Covid 19, i consiglieri di minoranza:” Sostegno concreto per il commercio, l’artigianato e le famiglie della città”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dei consiglieri di minoranza.

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Oggetto: Covid 19, emergenza sociale ed economica

I sottoscritti  Consiglieri Comunali Filomena Iovine,  Michele Cerciello, Pasquale Beneduce, Rosa Di Palma, Giovanni Papa, Dino Manna, Felice Mautone  dei gruppi di minoranza del Consiglio Comunale di Marigliano chiedono quanto segue:

La  grave crisi igienico sanitaria che l’Italia e la nostra città stanno vivendo, che ha comportato la chiusura di gran parte delle attività produttive ed economiche cittadine, purtroppo avrà una immaginabile  ripercussione negativa sull’economia locale con  problematiche implicazioni e ricadute sul tessuto  sociale.

Pur apprezzando le attività poste in essere dal Sindaco e dalla sua Amministrazione, riteniamo che esse siano insufficienti sia a dare supporto alle attività commerciali, sia a fornire il giusto sostegno alle famiglie in difficoltà.

Chiediamo al Sindaco di convocare un tavolo emergenza Covid 19 con tutte le forze presenti in consiglio comunale indipendentemente dai ruoli di maggioranza ed opposizione al fine di migliorare la risposta alle tante emergenze che così prepotentemente vanno esplodendo in queste ore. Crediamo sia utile poi coinvolgere, in questo processo, anche le realtà associative laiche e cattoliche di cui la nostra Marigliano è ricca.

Sarà utile provvedere ad una molteplicità di azioni che cessino di essere “parziali” e “caritatevoli” per divenire modello di integrazione sociale per non lasciare nessuno indietro.

Bisogna attivare procedure pubbliche di partecipazione che prescindano dalle nostre stesse persone e consentire accessi non mediati da conoscenze ed imbarazzi, i criteri di assegnazione devono essere predeterminati e certi e con criteri trasparenti che non violino la privacy.

Insomma ne abbiamo di cose da fare e noi, anche nel giudizio critico nei confronti della Sua amministrazione, oggi, nell’emergenza nazionale, non ci sottraiamo ad aiutare Lei stesso e prima di tutti i nostri concittadini.

Non elemosine, non clientele né scambi elettorali… ma il DOVEROSO sostegno alle imprese, alle attività commerciali, artigianali e alle famiglie della nostra Marigliano.

I consiglieri

Filomena Iovine                                                      Rosa Di Palma

Michele Cerciello                                                    Giovanni Papa

Pasquale Beneduce                                                  Felice Mautone

Dino Manna                                                            Francesco Capasso

 

Emergenza Covid19, Avio Aero di Pomigliano: Failms e Fiom scrivono al Prefetto

Riceviamo e pubblichiamo la lettera della Failms e della Fiom al Prefetto di Napoli

 

Oggetto: richiesta di sospensione di tutte le attività produttive all’interno dello stabilimento di Pomigliano d’Arco 

 

In un momento drammatico in cui tutta l’Italia si ferma per arginare il contagio di Covid-19 solo l’industria risulta del tutto disinteressata al tema e continua a svolgere la sua attività come se nulla fosse successo, nonostante l’ultimo decreto del governo.

La retorica del “stringiamoci a coorte”, salviamo il nostro Paese stando a casa, vale per tutti tranne per gli operai che quotidianamente devono ammassarsi alla catena di montaggio, nei pullman, negli spogliatoi e nelle mense, ove la distanza di sicurezza di un metro non solo non è attuata ma è oggettivamente impossibile.

Operai – che come era agevole comprendere immediatamente – stanno cominciando ad ammalarsi e, giocoforza, diverranno veicolo di contagio per le loro famiglie, i vicini, i supermercati dove fanno a fare la spesa. Ricordiamo che nello stabilimento AVIO AERO di Pomigliano ci sono già stati due casi. 

Chiunque abbia mai frequentato uno stabilimento produttivo, sa infatti benissimo che in detti luoghi la distanza di un metro (in realtà gli esperti affermano che la distanza di sicurezza dovrebbe essere di almeno un metro ed ottantadue centimetri) è oggettivamente un parametro non rispettabile. E quello che è stato messo in campo dall’azienda, sottolineato da interviste e in una lettera della RSU FIOM FAILMS, sono dichiaratamente insufficienti per poter lavorare in tutta sicurezza.

La scelta che il Governo ha fatto con il decreto del 22 marzo 2020 è purtroppo quanto mai chiara: la produzione non si può fermare, costi quel che costi! E pazienza se qualcuno e, cioè gli operai, dovranno pagare il prezzo di una siffatta scellerata scelta, perché buona parte delle produzioni oggi inutili, possano continuare.

L’AVIO AERO di Pomigliano non produce beni né offre servizi essenziali né ovviamente beni necessari in questo momento di emergenza, e che le sue attività non rientrano neanche tra quelle discutibili,  individuate dal dpcm 22 marzo 2020 nella lista ATECO.

Dunque, il sacrificio che si chiede ai lavoratori non ha alcuna legittimazione né è finalizzato a soddisfare essenziali interessi della collettività.

L’unico motivo per il quale l’AVIO AERO continua la produzione va rinvenuto nell’interesse economico della proprietà e dei suoi rapporti di forza e relazionali con la compagine istituzionale.

Noi – i cittadini di serie B, i sacrificabili al profitto di pochi – non ci stiamo e non possiamo piegarci a siffatta macelleria sanitaria e sociale.

Chiediamo che anche l’AVIO AERO si dimostri responsabile e sensibile alla salute dei lavoratori e per l’effetto disponga la sospensione di tutte le attività produttive sino al 3 aprile, con il riconoscimento dell’intero salario per gli operai.

Di contro – ed in assenza della doverosa sospensione generale delle attività – ogni eventuale danno alla salute dei lavoratori non potrà che essere imputato, sulla base delle norme penali e civili allo stato vigenti, al management ed alla proprietà dell’AVIO AERO a cause delle improvvide decisioni assunte, e alle Istituzioni che, con una lettura di parte e molto permissiva nei confronti delle aziende degli ultimi provvedimenti legislativi per affrontare l’emergenza contagio, le hanno dato copertura istituzionale.

Pomigliano, 25 marzo 2020            

RSU FIOM e FAILMS GEAvioAero       

(fonte foto:rete internet)                                           

Ospedale del Mare, i sindacati: “Carenze organizzative nel contenimento della pandemia”

Con una nota dai toni accesi i sindacati dell’Ospedale del Mare a Ponticelli, che fa parte dell’A.S.L. Napoli 1 Centro, denunciano le gravi carenze palesate nel corso di questa emergenza Coronavirus.

Riceviamo da FP CGIL OSPEDALE DEL MARE – CISL FP OSPEDALE DEL MARE – UIL FPL OSPEDALE DEL MARE – FIALS OSPEDALE DEL MARE e pubblichiamo:

“L’emergenza sanitaria che sta interessando l’intero Paese, sta aprendo scenari tutt’altro che incoraggianti in Campania e in tutto il meridione. L’incremento  costante dei contagi da SARS-CoV-2 (Covid-19) rischia di mettere in ginocchio il Sistema Sanitario Regionale, già duramente provato da tagli e politiche restrittive messe in atto negli ultimi anni. L’Ospedale del Mare, nonostante la sua giovane età, deve fare i conti con questa realtà quotidianamente. Nonostante tutto, le lavoratrici e i lavoratori, con impegno e dedizione hanno cercato di sopperire alle croniche carenze che in questa Azienda rappresentano ormai la normalità, ma a tutto vi è un limite.

Le croniche carenze aziendali vengono quotidianamente gravate da una inadeguata gestione (grosso termine rispetto alla attuale mala gestione) da parte della Direzione Sanitaria Presidiale, che ha raggiunto il culmine in questi momenti di forte tensione. Una Direzione Sanitaria che ancora non ha stabilito percorsi e modalità specifiche da adottare in caso di accesso, attraverso il Pronto Soccorso, di pazienti affetti da SARS-CoV-2, o presunti tali, rendendosi vergognosamente responsabile dell’innesco di una inarrestabile catena del contagio che si estende a pazienti ed operatori.

Una Direzione Sanitaria che con la scusa dell’epidemia incontrollata si è isolata, anzi blindata nella propria palazzina, tracciando un profondo solco divisorio con i lavoratori lasciati allo sbaraglio. Una Direzione Sanitaria che quando raramente ha avuto il buonsenso di recarsi in prima linea lo ha fatto in piena sicurezza, bardandosi con DPI di gran lunga più efficaci di quelli in uso quotidiano dal personale a stretto contatto con l’emergenza SARS-CoV-2. “La cosa più simile a un fascista è un borghese spaventato”, citando Brecht.

Ad oggi i DPI, palesemente inefficaci e insufficienti, vengono forniti con il contagocce, spesso sono custoditi sottochiave con l’avallo di questa Direzione Sanitaria, negando la sicurezza di TUTTI i lavoratori. L’approvvigionamento, già notoriamente critico, viene gestito in maniera sommaria, senza una attenta valutazione dei reali bisogni delle singole Unità Operative, traducendosi in una distribuzione insufficiente, tra le lamentele nei confronti di chi, incolpevole, è incaricato solo alla consegna.

Una Direzione Sanitaria sorda! Sono diverse le note sul tema e su altri temi, che le scriventi OO.SS. hanno portato singolarmente all’attenzione: solo a poche se non pochissime è stato dato seguito.

Per tanto, le scriventi OO.SS. non sono più disposte ad attendere oltre. Nell’esclusivo interesse delle lavoratrici e dei lavoratori  che quotidianamente rischiano la propria incolumità in una guerra combattuta senza armi, PRETENDONO l’adozione immediata di protocolli specifici per l’accoglienza e la gestione dei pazienti affetti (o presunti tali) da SARS-CoV-2, un’adeguata fornitura e distribuzione di DPI IDONEI per la salute di utenti ed operatori, che i colpevoli di questa FALLIMENTARE ORGANIZZAZIONE VENGANO RIMOSSI DAGLI INCARICHI; INCARICHI ANCORA UNA VOLTA AFFIDATI AD UNA DIRIGENZA MEDICA CHE SI è DIMOSTRATA FALLACE NEL GESTIRE QUESTA FASE EMERGENZIALE”.

Somma Vesuviana, Somma Futura, la consigliera Di Pilato e Insieme per Somma: “Sostegno alle famiglie in difficoltà”

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa dai consiglieri di Somma Futura, dalla consigliera Di Pilato e dal movimento Insieme per Somma(M.Rosaria Raia e Andrea Scala)

 

I consiglieri di opposizione di Somma Futura e la consigliera Lucia Di Pilato unitamente al Movimento “Insieme per Somma,” nell’ottica di una collaborazione con l’amministrazione, formulano alcune proposte a sostegno dei cittadini.

In un momento di grossa crisi come quella che sta attraversando il nostro paese l’amministrazione deve fare un grande sforzo per stare accanto ai cittadini in difficoltà.
È il momento di racimolare quanti più soldi possibili (magari spostandosi da voci di bilancio che in questo momento non fanno capo a servizi essenziali) e far partire un GRANDE PIANO A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE.

Tre sono i settori sui quali intervenire:

1) Il primo è quello degli alimenti.
C’è la necessità di assicurare generi di prima necessità a chi in questo momento non può lavorare e prevedere UN PACCO ALIMENTARE.
È indispensabile un censimento veloce attraverso anche una autodichiarazione per tutte le persone che non stanno lavorando (negozi chiusi, lavoratori autonomi ecc) e consegnare il pacco a prescindere dai requisiti reddituali.
L’ultima volta è stato fatto dall’amministrazione Piccolo, grazie all’Assessore Salierno, con una somma di 11.000 euro erano previsti circa 100 pacchi mensili per 9-10 mesi consegnati dalla protezione civile locale.
La misura potrebbe alleggerire il carico di parecchie famiglie.

2) FARMACI
Così come gli alimenti ampliare a più persone e per tutto il tempo della crisi la possibilità di ricevere il bonus farmaceutico.
Anche tale misura è stata introdotta dall’amministrazione Piccolo e poi fortunatamente prorogata.
La spesa non grava sulle casse comunali in quanto – almeno all’epoca del’ introduzione – la somma impiegata proveniva dagli utili che il consorzio farmaceutico di gestione delle farmacie comunali versava al comune annualmente.

3) AFFITTI
Nell’ottica di un concreto intervento l’amministrazione può anticipare i rimborsi per le c.d. “domande dei fitti”.
Per tutti quelli che hanno fatto domanda e che sono in graduatoria ma in attesa da anni si potrebbero anticipare alcune quote.
Sono soldi corrisposti dalla Regione e che poi l Ente riavrà accreditati.

Siamo disponibili a qualsiasi confronto e forma di collaborazione, soprattutto in questo momento, affinché si possa adottare qualsiasi misura di sostegno per le famiglie in difficoltà.