Coronavirus in Campania, Codacons:”si requisiscano i posti letto di terapia intensiva delle cliniche private”

0

 Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dalla Codacons.

 A fronte dell’aggravarsi dell’emergenza coronavirus in Italia il Codacons invia oggi una diffida alla Regione Campania affinché adotti misure eccezionali per incrementare i posti letto in terapia intensiva da destinare alla cura dei pazienti affetti da Covid-19.

Mentre infatti aumenta in modo vertiginoso il numero dei contagiati, negli ospedali pubblici del nord Italia i reparti di rianimazione sono oramai al collasso e a breve non potranno più assicurare le cure in terapia intensiva per mancanza di posti letto disponibili – spiega il Codacons – Per tale motivo inviamo oggi una diffida alla Regione Campania affinché, come previsto dalla legge, requisisca con urgenza posti letto in terapia intensiva e subintensiva presso tutte le cliniche sanitarie private presenti sul territorio, da destinare alla cura dei pazienti contagiati da coronavirus sia della Campania sia di altre regioni d’Italia i cui ospedali hanno raggiunto il livello di saturazione.

Nella diffida il Codacons indica anche un elenco di strutture private presenti in Campania e che, in base ad una ricerca condotta dall’associazione, dispongono di reparti di terapia intensiva e subintensiva. Reparti che ora – chiede il Codacons – dovranno essere sottoposti a requisizione cautelativa urgente allo scopo di garantire le necessarie cure ai malati di coronavirus.

Di seguito l’elenco di alcune cliniche private della regione individuate dal Codacons:

Casa di Cura San Michele s.r.l.

PINETA GRANDE S.P.A.

CLINICA MEDITERRANEA S.P.A.

VILLA DEI FIORI S.R.L.

VILLA DEI FIORI S.R.L.

  1. R. TRUSSO s.r.l.

Clinica Montevergine

Casa di Cura SANTA RITA Spa – Terapia Subintensiva

CLINICA ATHENA – terapia subintensiva

Clinica Sanatrix

Il Codacons ricorda infine che chiunque voglia segnalare criticità, carenze o altre problematiche inerenti le misure sanitarie, o abbia bisogno di aiuto e assistenza, può contattare il forum sul coronavirus messo a disposizione dall’associazione al numero 89349933 attivo 24 ore su 24. Attivo anche un forum di assistenza psicologica che risponde al numero 89349949.

Regione Campania, regolata la vendita al dettaglio dei beni di prima necessità

Con un atto di indirizzo rivolto ai Comuni della Campania, la giunta regionale ha invitato gli amministratori a non introdurre limitazioni agli orari di apertura degli esercizi commerciali di vendita al dettaglio di alimenti e di altri beni di prima necessità.

Il documento si configura anche come una tiratina d’orecchi nei confronti di quanti, nei giorni scorsi, nel tentativo di rispondere alle pressanti istanze dei cittadini si erano mossi per prendere iniziative prettamente locali, adottando misure singole che hanno contribuito a generare confusione. Inoltre, con il nuovo documento firmato dal governatore Vincenzo De Luca si revocano, laddove fossero stati introdotti, i vincoli e i limiti agli orari di apertura dei supermercati, al fine di garantire ai cittadini l’accesso costante ai servizi essenziali offerti dalla grande distribuzione ed evitare, così facendo, assembramenti e file nel fare la spesa.

Nell’avviso è anche riportato che in virtù della drastica limitazione degli spostamenti, disposta al fine di contenere il contagio nella gravissima fase dell’emergenza attualmente in atto, e della conseguente riduzione della rete di distribuzione al dettaglio fruibile dai singoli utenti, si rende necessario “assicurare la continuità dei servizi nei singoli comuni, soprattutto con riferimento ai centri di piccole dimensioni ove è meno diffusa la rete distributiva, a vantaggio dei cittadini nei singoli territori comunali ed al fine, altresì, di evitare gli assembramenti che conseguirebbero alla contrazione degli orari di apertura dei singoli esercizi”.

Sconfessate, dunque, le ordinanze emanate nelle ultime ore da alcuni amministratori, i quali nell’attesa del nuovo decreto presidenziale avevano tentato la carta dell’autogestione, attitudine prontamente respinta dal governo regionale che in questo modo ha inteso non dare adito a interpretazioni e relative confusioni, il tutto in un momento estremamente delicato per l’emergenza Coronavirus: è atteso nei prossimi giorni, infatti, il picco del contagio al sud.

Nola, Covid 19 e crisi economica: richiesti interventi urgenti alla cassa forense

Riceviamo e pubblichiamo  un comunicato stampa dal COA di Nola.

 

Questo pomeriggio il Presidente del COA di Nola, avv. Domenico Visone, ha trasmesso al Presidente della Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, avv. Nunzio Luciano, una nota urgente, a nome del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola e dei 5000 iscritti al Foro di Nola, per sollecitare l’assunzione di una serie di provvedimenti, di concerto con il Governo, finalizzati a produrre gli effetti di seguito indicati:

  • Esonerare, per l’anno 2020, tutti gli iscritti dal pagamento dei contributi;
  • Consentire la liquidazione ed il pagamento in favore di tutti gli avvocati dei compensi già maturati per l’attività fino ad oggi svolta in regime di patrocinio a spese dello stato o di cedere pro soluto i crediti che gli avvocati Italiani vantano nei confronti dello Stato per le prestazioni rese in regime di patrocinio a spese dello Stato;
  • Assicurare la massima copertura sanitaria ai colleghi colpiti da esiti del coronavirus e concedere ad essi l’assistenza indennitaria, in deroga al limite minimo di 60 gg., di inabilità temporanea assoluta o di analoga misura di carattere assistenziale;
  • Prelevare dal Fondo straordinario di intervento art. 2 , c. 4, lett. D), una somma, di contributo pari ad una percentuale (tra il 30 e il 50%) del canone di locazione dello studio professionale e della rata di mutuo contratto per l’acquisto dello studio relativamente ai mesi di sussistenza dell’emergenza sanitaria COVID -19;
  • Prevedere per tutti i colleghi che abbiano all’attualità debiti contributivi pregressi la fa-coltà di chiedere il rientro in bonis mediante pagamento dei soli contributi omessi, con esclusione quindi di sanzioni e interessi, con pagamento rateizzabile in almeno 5 anni;
  • Richiedere al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza per le professioni;
  • Richiedere la defiscalizzazione delle indennità di contenuto assistenziale riconosciute in relazione alla pandemia coronavirus;
  • Richiedere da subito l’autorizzazione preventiva alla assunzione delle misure di cui sopra e delle altre ritenute necessarie in deroga alla normativa vigente in tema di sostenibilità e con esonero dal percorso-controllo di postuma autorizzazione demandato ai Ministeri vigi-lanti.

«Il Consiglio Forense di Nola ha inteso sottolineare, come allo stato, non vi siano più dubbi circa gli effetti devastanti, insopportabili, insormontabili, che l’intera classe Forense sta subendo e subirà, in relazione alla proroga della sospensione delle attività giudiziarie oltre il 15.04.2020 e dei provvedimenti restrittivi di continuo emessi in virtù dell’ emergenza Covid 19», afferma il Presidente Visone, «dovendo assumere consapevolezza di tale criticità, credo che non si debba più procrastinare sulla necessità di porre in essere, anche oggi, interventi idonei, funzionali a sostenere la classe cui apparteniamo, sia pure in modo differenziato ed in considerazione delle situazioni individuali».

 

Emergenza Coronavirus, ospedale di Nola: contagiato anche il primario di cardiologia

Il dottor  Carmine Sommese, positivo al Covid 19,  è attualmente ricoverato al Moscati e le sue condizioni sono stabili. E’ di oggi la notizia del secondo contagio:  si tratta del dottor Luigi Caliendo, primario del reparto di  cardiologia dell’ospedale di Nola.

Lo annuncia il primario  Caliendo sulla sua a pagina Fb:  “Da qualche giorno sono in isolamento a casa per positività al tampone coronavirus, per fortuna fin adesso con una sintomatologia lieve.  La mia attività di direttore della cardiologia di Nola e direttore del dipartimento area critica dell’Asl Na 3 Sud che svolgo con impegno ed entusiasmo, specie in questo periodo di grande difficoltà, mi ha portato evidentemente ad avere ‘contatto’ con persone affette da coronavirus nell’ambiente ospedaliero, nonostante tutte le precauzioni osservate. Sono state avvisate le autorità sanitarie e comunali. Pertanto chiunque abbia avuto negli ultimi 14 giorni contatti ravvicinati con il sottoscritto e presenta sintomi anche lievi (tosse, febbre, etc) deve avvisare le autorità sanitarie tramite il medico di medicina generale. Nel ribadire la solita raccomandazione di stare a casa perché tutto sarà più facile, ringrazio tutti gli amici che in questo particolare momento mi stanno dando prova di grande affetto e soprattutto la mia amata famiglia che, con grande sacrificio ed abnegazione, è in isolamento precauzionale in una parte della mia casa. Un pensiero al mio gruppo della cardiologia di Nola che con grande professionalità, in questo delicato momento, continua l’impegno senza mai arretrare e per l’affetto e la stima che mi manifestano ogni giorno. Tutto finirà presto. Con affetto”.

COVID-19: si decide stop a Lotto e Superenalotto

Stop al Superenalotto e alle altre lotterie. L’Agenzia Dogane e Monopoli, scrive Agipronews in una nota, ha disposto la sospensione di alcuni giochi come lotterie o slot machines.

Tra questi, si legge nella disposizione, “la sospensione del gioco operato con dispositivi elettronici del tipo slot machines” oltre allo stop per “Superenalotto”, “Superstar”, “Sivincetutto Superenalotto” e “Lotto tradizionale” dal termine dei concorsi di sabato 21 marzo 2020; “Eurojackpot” la cui sospensione, con effetto immediato, è estesa alle modalità di raccolta online. Sospese, infine, anche “scommesse che implicano una certificazione da parte di personale ADM con decorrenza 22 marzo 2020”.

Contributo foto: web

Leonardo Pomigliano: primo contagiato. E’ un dipendente ricoverato al Cotugno

Dopo il contagiato alla Fiat di Pomigliano e i due casi all’Avio Aero ora spunta anche un altro lavoratore infettato da Coronavirus nella terza grande fabbrica di Pomigliano, la Leonardo, 3000 addetti, dove si producono le fusoliere per gli ATR. “Si tratta di un dipendente della divisione velivoli”, comunicano i sindacati in un messaggio scritto diramato ai lavoratori. Il dipendente ricoverato si trova nell’ospedale Cotugno. La rsu dello stabilimento aeronautico di Pomigliano comunica nello stesso messaggio di aver appreso il fatto “da fonti non ufficiali” e che “ solo dopo aver chiesto conferma all’azienda questa ha confermato”.  La Leonardo di Pomigliano è aperta. Come l’Avio Aero del resto. La Fiat invece è chiusa da giorni e lo rimarrà fino al 3 aprile.  Non si capisce ancora bene se Leonardo e Avio Aero rientrino o meno nel provvedimento appena firmato da Conte per chiudere le fabbriche.

Le imprese funebri campane si rifiutano di eseguire le operazioni funebri per i casi di Covid19

Le imprese della Campania si rifiutano di eseguire le operazioni funebri e cimiteriali per i casi di coronavirus. A denunciarlo Gennaro Tammaro, delegato campano di Efi (Eccellenza funeraria italiana), sindacato di categoria del settore, che chiede un intervento delle istituzioni locali per arginare questa emergenza nell’emergenza. “Questo diniego, dettato soprattutto dalla paura di un contagio, sta creando – ha spiegato Tammaro – uno squilibrio insostenibile con il carico che pende verso chi invece, per senso di dovere e collettività, continua a fornire i servizi indispensabili in questo momento storico. Non possiamo continuare così altrimenti l’intero sistema rischia il collasso”. “Ci rivolgiamo direttamente al sindaco di Napoli Luigi de Magistris e al governatore Vincenzo De Luca: la situazione è inaccettabile. In questo momento le imprese funebri che intervengono sui casi di morti per Covid o sospetto contagio da coronavirus si contano sulle dita. Queste ditte – ha aggiunto – stanno chiedendo ai propri dipendenti uno sforzo lavorativo e psicologico non indifferente. Se questa situazione emergenziale si protrarrà ancora a lungo come sembra, non basterà questo impegno a salvarci da un’emergenza, anche sanitaria, legata al fatto che non siamo in grado di assolvere da soli a questa mole di lavoro”. “Senza un intervento istituzionale, siamo destinati a andare in crisi nel giro di pochi giorni. Rivolgiamo questo appello anche agli altri colleghi delle imprese funebri: abbiamo bisogno di tutti, per uscire da questa crisi nel minor tempo possibile”, ha concluso Tammaro.

(FONTE FOTO:RETE INTERNET)

A Napoli e in provincia, al via i controlli dell’Esercito

0

Da questa mattina soldati pattugliano strade per verificare assembramenti.

Sono scattati stamattina a Napoli e in provincia i controlli dell’esercito per il rispetto del decreto contro il coronavirus. Quattro le pattuglie composte da due o tre soldati ognuna impiegate sui diversi turni nell’arco della giornata. I militari dissuadono le persone dallo stare in strada e verificano l’eventuale presenza di assembramenti e gruppi di cittadini. Nel caso ci sia la necessità di verbalizzare comportamenti scorretti si mettono in contatto con la polizia di stato per l’intervento.

A Napoli i controlli dell’esercito soni stati effettuati nel quartiere di Pianura, periferia a ovest di Napoli. Controlli anche nell’area nord e in particolare nel Comune di Marano, mentre un’altra pattuglia dell’esercito è stata assegnata ad Afragola e Acerra, cittadine tra la provincia di Napoli e quella di Caserta. Militari ad Ercolano e ad Ottaviano. In provincia di Caserta controlli dei soldati a Castel Volturno, mentre in provincia di Salerno particolare a Sala Consilina, Polla, Atena Lucana e Caggiano.

Contributo foto: web

A Caserta e provincia trasporti pubblici gratis per il personale sanitario

Trasporti pubblici gratis a Caserta e provincia per medici e infermieri che devono recarsi a lavoro. Lo annunciano il sindaco di Caserta Carlo Marino e l’azienda di trasporti Clp. Il servizio sarà a chiamata, e consentirà spostamenti in qualsiasi momento della giornata per venire incontro alle esigenze di categoria impegnate in prima linea nella lotta al contagio da Coronavirus. “Questa sinergia – afferma il sindaco Carlo Marino – è indirizzata a favorire l’arrivo di medici ed infermieri sul proprio posto di lavoro e l’iniziativa osserverà scrupolosamente le direttive e le ordinanze nazionali e regionali che regolano lo spostamento delle persone”. “L’iniziativa – spiega la Clp – rappresenta per la nostra azienda un modo per mostrare vicinanza ad un settore che è in prima linea in questa difficile battaglia e per dare, in tal senso, un nostro piccolo contributo. Abbiamo chiesto al Comune di Caserta di fare da ponte con le Asl ed i presidi ospedalieri territoriali”.

Ottaviano, ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza da Covid – 19

Con l’ordinanza numero 61 del 22 marzo, il sindaco di Ottaviano Luca Capasso ha disposto, fino al 3 aprile, le seguenti misure sul territorio cittadino per la prevenzione e gestione dell’emergenza da Covid – 19:

  • il divieto di allontanamento dal territorio comunale, da parte dei cittadini presenti a Ottaviano, se non per comprovate ed indifferibili necessità (lavoro, questioni di salute, assistenza a familiari che ne abbiano esigenza)

    ·         il divieto di accesso al territorio se non nei casi sopra menzionati (lavoro, questioni di salute, assistenza a familiari che ne abbiano esigenza)

    ·         è fatta salva la possibilità di transito in ingresso e in uscita dal territorio comunale da parte di operatori sanitari e socio-sanitari, del personale impegnato nelle attività relative all’emergenza, nonché degli esercenti delle attività consentite, con obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione personale

    ·         la proroga della chiusura sia delle attività didattiche che scolastiche

    ·         la chiusura nei giorni festivi di tutte le attività commerciali (compresi supermercati, negozi di alimentari e tabacchi), ad eccezione di farmacie e parafarmacie, al fine di consentire la sanificazione degli ambienti frequentati dagli avventori

    ·         il divieto di esposizione delle merci al di fuori degli esercizi commerciali

    ·         la chiusura del cimitero consortile, con la logica eccezione delle attività di tumulazione delle salme

    ·         il divieto di accesso a parchi e giardini pubblici, con lo svolgimento delle attività motorie consentite solo nel raggio di 200 metri dalla propria abitazione

    ·         il divieto di recarsi, per l’approvvigionamento di alimenti, presso gli esercizi commerciali in numero superiore ad uno per ogni nucleo familiare e per non più di due volte la settimana.

    Contributo foto: web