mercoledì, Marzo 11, 2026
13.8 C
Napoli

“Lamento per Julia” di Susan Taubes, tra identità femminile e coscienza frammentata

La frammentazione del Sé è un concetto complesso e strutturato che gli esperti descrivono come una scissione difensiva originata da esperienze traumatiche significative. Di fronte a eventi che eccedono le capacità di elaborazione dell’individuo, la psiche si organizza in parti distinte, spesso in conflitto tra loro, ciascuna portatrice di funzioni specifiche di protezione, sopravvivenza o adattamento. Nel modello dell’Internal Family Systems (IFS), così come nella teoria della dissociazione strutturale, queste parti rappresentano tentativi intelligenti — seppur dolorosi — di preservare l’integrità psichica. L’obiettivo terapeutico non è eliminarle, ma riconoscerle e integrarle, ricostruendo un senso unitario e coerente.

A parlare di frammentazione come esito di esperienze traumatiche non è solo Janina Fisher, con il suo fondamentale lavoro sul trauma e sulla dissociazione, ma anche teorici come Otto Kernberg, che ha indagato la scissione nelle strutture borderline di personalità, e Heinz Kohut, il quale ha descritto le fratture del Sé come conseguenza di gravi fallimenti empatici nelle relazioni primarie. In tutti questi approcci emerge una costante: il trauma non distrugge il Sé, ma lo divide e, in taluni casi, lo costringe a sopravvivere in forme parziali.

Ci vorrebbe un libro per raccontare cosa accade quando una coscienza frammentata tenta di ricomporsi attraverso la narrazione, quando le parti del Sé non trovano integrazione nella terapia ma nella scrittura. Quel libro è “Lamento per Julia” di Susan Taubes (edito Fazi).

Ritrovato e pubblicato postumo, è un’opera sperimentale e più breve rispetto a Divorzi, unico romanzo completo pubblicato da Taubes nel 1969, poco prima della sua morte, la cui protagonista è Sophie Blind, spesso letta come alter ego dell’autrice, il cui percorso esistenziale viene esplorato in maniera semi‑autobiografica e sperimentale. “Lamento per Julia” è, invece, un’opera che rifugge la narrazione tradizionale mostrandosi come canto/lamento, dove la figura femminile è analizzata prima come oggetto. È, infatti, costruita come un monologo narrativo febbrile da parte di una voce disincarnata che “crea”, abita e descrive la figura di Julia, una donna enigmaticamente passiva, oggetto di proiezioni psicologiche e filosofiche.

Julia è una donna sposata e madre, inserita in una vita apparentemente ordinaria, ma attraversata da una frattura interna profonda. Non accadono eventi clamorosi; ciò che accade è interno. La trama si sviluppa come una sequenza di riflessioni. Le scene sono minime, ricche di immagini e digressioni filosofiche che mostrano la protagonista. Il vero “movimento” narrativo è il rapporto tra Julia e la voce che la racconta: una relazione ambigua, dove la donna non parla per guarire, ma viene parlata, sezionata, interpretata. Julia vive il corpo come limite, la maternità come ambivalenza, il matrimonio come struttura che la contiene e al tempo stesso la soffoca. La sua identità non si sviluppa, ma si frantuma, oscillando tra desiderio di dissoluzione e bisogno di senso.

Nel testo di Taubes, la frammentazione non è solo un tema, ma diventa struttura narrativa. Il narratore osserva e smarrisce Julia. La protagonista non possiede un’identità compatta, ma vive in una tensione continua tra corpo e coscienza, tra essere e guardarsi essere, incarnando quella scissione interna che la psicologia del trauma riconosce come esito di un’esistenza attraversata da pressioni culturali e relazionali. In questo senso, Lamento per Julia si configura come una potente rappresentazione letteraria di un Sé diviso, che non cerca tanto una guarigione definitiva quanto una forma di consapevolezza dolorosa e lucida della propria molteplicità.

In una lettera al marito, l’autrice scriveva: “I must carry with me [my Jewish identity] like a sealed box containing I don’t know what, maybe dynamite…” — una potente immagine che rivela il suo conflitto interiore e l’eredità culturale come peso e mistero da portare sempre con sé.

Una considerazione che si concreta nella struttura del romanzo e che si piega alla spietata collocazione storica, diventando un prezioso scritto sull’identità femminile e su ciò che significa essere donna in un mondo plasmato da leggi e figure patriarcali. In “Lamento per Julia” il concetto di possesso e ossessione parte dalla stessa voce narrante, che non coincide mai del tutto con lei, quella di un uomo che non solo racconta Julia, la sua adorata amica d’infanzia, ma la costruisce, la plasma, la possiede nell’intimità della propria logica fuori dal comune. Il tono è a tratti ironico, a tratti crudele, a tratti compassionevole. Un atto che somiglia quasi a una psicoanalisi rovesciata, dove il narratore è al tempo stesso creatore e critico. Questa voce narrante – disincarnata e onnisciente – funge da lente metafisica attraverso cui guardare la protagonista e interrogarsi sui limiti della propria rappresentazione. Questo tipo di narrazione richiama il modernismo, ma con una sensibilità femminile unica, perché non si tratta solo di mostrare uno stato d’animo, ma di smascherare le strutture nascoste che definiscono l’essere donna. La verità che traspare dalle pagine di questo libro è chiara: Taubes non scrive sulla donna, scrive come donna. In “Lamento per Julia”, la protagonista non è solo un personaggio, ma una figura che incarna la doppia coscienza, l’equilibrio e lo scontro fra desiderio, aspettative sociali, ruolo familiare e coscienza di sé.

Come ammise Taubes a proposito di “Lamento per Julia”: “Mi resi conto forse troppo tardi che si trattava davvero di un romanzo comico … e, se l’avessi saputo prima, probabilmente lo avrei scritto meno funereo.”

Sulla pagina, la questione femminile non è semplicemente un tema da trattare e mettere a nudo davanti agli occhi del proprio pubblico, ma è materia stessa della scrittura. Lo stile dell’autrice è volutamente complesso e filosofico, con una narrazione che non segue un percorso convenzionale ma si snoda come un monologo di coscienza riflettendo sul corpo, sulla mente e sulla relazione fra i due. Le imposizioni culturali e familiari, specialmente quelle derivanti da figure maschili di autorità caricano la tensione tra soggettività e ruolo sociale, cioè il divario tra chi si sente interiormente e come viene percepita o “costruita” dagli altri.

Quello che sembra apparire chiaro è l’influenza che l’intera vita di Taubes ha avuto sulla sua scrittura, in particolare, il rapporto con il padre Sándor Feldmann, un importante psicoanalista di origine ungherese. Era un seguace della psicoanalisi freudiana e molto rispettato nel suo ambito professionale, il cui lavoro divenne modello intellettuale anche come fonte di conflitto con la figlia, dato che spesso Sándor vedeva la letteratura come qualcosa di meno “serio” rispetto alla psicoanalisi. La sua carriera e il contesto culturale in cui operava contribuirono a far crescere Susan in un ambiente intellettualmente rigoroso, che mescolava riflessione filosofica, religione e psicologia. La famiglia Feldmann era ebraica e culturalmente colta, e il padre rappresentava un legame diretto con la tradizione intellettuale e psicologica dell’Europa centrale pre‑bellica.

Questo rapporto con il padre si riflette nei suoi romanzi, in cui spesso le figure maschili autoritarie o psicoanalitiche diventano simboli delle strutture patriarcali e culturali contro cui le protagoniste femminili devono confrontarsi.

“Lamento per Julia” è, dunque, un’opera potente e difficile, che richiede al lettore non solo attenzione, ma disponibilità ad abbandonare i percorsi narrativi convenzionali. In questo senso, il testo di Taubes è non solo un capolavoro riscoperto, ma una lettura essenziale per chi vuole comprendere come la letteratura possa interrogare e rinnovare la coscienza femminile.

 

In evidenza questa settimana

Somma Vesuviana, Antonio Masulli trionfa a Bari nel concorso nazionale “Divina Colomba 2026”

Ancora una volta il maestro pasticcere Antonio Masulli si...

Casoria ospita il corso di specializzazione sulla sicurezza stradale per la Polizia Locale

Casoria – Si è svolta ieri mattina, nella sala...

Tredicenne accoltellato mentre cerca di separare alcuni ragazzi dopo lite

Un ragazzo di appena 13 anni è rimasto ferito...

Somma Vesuviana, La Viribus Unitis 100 trionfa: l’appello alle istituzioni

La squadra calcistica U19 della Viribus Unitis 100 ha...

Argomenti

Related Articles

Categorie popolari

Adv