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La vita è tutta un social?

Il punto interrogativo è d’obbligo perché che la nostra vita sia “social” cioè condivisa con altri – conosciuti e/o sconosciuti – è innegabile, quanto lo sia dipende da noi e dai nostri parametri.
Oggi ne parliamo con Ernesto Bellini, l’autore di due libri incentrati sul racconto delle sue – e delle nostre – giornate attraverso i post condivisi sul social network più diffuso al mondo, Facebook.
Lo incontriamo in occasione della presentazione – a Napoli e Pomigliano d’Arco – del suo secondo libro “Nonostante Facebook sto crescendo una figlia.

Di vaga origine pugliese, milanese di nascita, reggiano di adozione, napoletano per vocazione, Ernesto Bellini è pronto alla presentazione del suo “Nonostante Facebook sto crescendo una figlia” a Napoli e a Pomigliano d’Arco.

La scelta dei luoghi in cui ha finora presentato il libro, per l’autore, è puramente affettiva e il nostro territorio non si differenzia dagli altri. Così dopo Cinisello, Reggio Emilia e Correggio è la volta di luoghi scelti perché affascinano, catturano e divertono.
Noi qui siamo pronti ad accoglierlo con tutta l’energia vesuviana che a lui piace tanto.

“Nonostante Facebook sto crescendo una figlia” è il secondo libro della “saga” e, come il primo, “Nonostante Facebook ho fatto una figlia”, nasce traendo i suoi contenuti dai post scritti dall’autore sul social fb.

Un libro innanzitutto divertente, ironico, scanzonato. Difficile non ritrovarsi in qualche post, non riconoscersi in alcuni dei comportamenti descritti e in alcuni dei “personaggi” che, altro non sono, se non le persone che l’autore incontra ogni giorno, le persone con cui si rapporta, interagisce e che diventano protagonisti di un libro perché – oggi funziona così – la nostra vita – interamente o in parte – la condividiamo con il mondo intero, la rendiamo “social”.

Chi è dotato di sana autoironia non potrà che rivedersi nel libro, ritrovarsi nei post e riderne.

E’ un libro che partendo dall’ironia offre comunque diversi spunti di riflessione: come guardando in uno specchio rivediamo noi e la società che formiamo, a volte, lo ammetto, si ride a denti stretti, il paradossale suscita sarcasmo e quel paradossale siamo comunque noi.

Ogni capitolo è dedicato ad un argomento, in un ordine alfabetico che aiuta il lettore ad orientarsi, a leggere per tematiche seguendo il personale estro del momento.

Gli spunti di maggiore riflessione dal capitolo “G come genti”, le risate più dirette nei capitoli “F come Facebook” e “T come Tassista a Milano” un capitolo scritto dal fratello di Ernesto che, inutile dirlo, racconta gli incontri con gente dalle personalità più disparate.
Bello anche il capitolo “C come comicità” in cui l’autore omaggia gli artisti comici che maggiormente ammira, veri pilastri della comicità italiana ed internazionale.

Una menzione speciale al capitolo “Q come Quelli che…”, omaggio al giornalista Beppe Viola.

C’è anche l’Amore – infinita tenerezza e allegria – che suscita il capitolo dedicato a lei, Agata, la figlia che cresce nonostante la dedizione del suo papà sia divisa tra lei e Facebook.

Premesso che io Ernesto lo conosco da tanti anni e che siamo amici, vi dico che nelle domande che seguono ho voluto metterlo in difficoltà come solo un vero amico può fare e lui me lo ha concesso, rispondendo sempre e senza reticenze, come solo un vero amico sa fare, regalandomi il piacere di un’intervista irriverente.

D: Partiamo subito con la domanda scomoda: Come per alcune opere d’arte contemporanea, leggendo il tuo libro qualcuno potrebbe pensare “avrei potuto scriverlo io!”… Invece?
E avrebbe ragione. Senonché uno spirito di osservazione, quale ho sviluppato io, necessita di anni di allenamento, di sfighe inenarrabili e frequentazioni equivoche.

D: “Nonostante Facebook…” ma secondo te, siamo davvero così impegnati a rendere “social”, la nostra vita da viverla in funzione di questi strumenti?
Io credo che lo strumento di Facebook – non voglio qui citare Eco, di cui ho letto a malapena il Nome della Rosa – abbia dato voce a un mondo di persone che aveva bisogno della propria vetrina aperta. Forse per alimentare il proprio ego (questa è autobiografica) forse perché non aveva di meglio da fare. Sicuramente, in molti casi, per crearsi un’immagine mistificata.
Da sempre penso che, magari in modo semplicistico, se il miliardo di iscritti a Facebook, dedicasse al volontariato un terzo del tempo in cui naviga compulsivamente tra foto di gattini e del cibo che consumano gli amici, il mondo sarebbe migliore.

D: Sei una giovane penna che pubblica su carta; è una scelta “tattica” o una scelta “di cuore”?
Direi più una scelta di cuore, mia e del grafico, gentiluomo all’antica. Continua a piacerci l’odore della carta, il possedere fisicamente il libro, magari farci le sottolineature a matita e riempirci la libreria, per quando vengono gli amici a casa. Poi, capisco che, ai tempi degli e-book, dovremo provvedere a creare la versione online, magari qualche copia in più la venderemmo.

D: Come dicevo introducendo il libro, ci hai descritti un po’ tutti, difficile non ritrovarsi in almeno uno dei 2601 post. In realtà chi ti manca? C’è qualcuno di cui non hai parlato?
Ho risparmiato Gesù Cristo, tenuto conto che non sono abbastanza ateo e il tema della religione è delicato quanto il calcio. In realtà, la composizione dei capitoli ha subito una discreta scrematura, rispetto ai pensieri più salaci pubblicati negli anni su Facebook. D’altra parte, cosa non si farebbe per vendere qualche copia in più. Ma direi che in quei 2601 pensieri siamo rappresentati tutti.

D: Un libro del genere, un libro che definirei senza peli sulla lingua dà all’autore la soddisfazione di “dirne quattro a…” sebbene scherzando? Traducendo dal napoletano si direbbe: “ti sei tolto qualche pietra da dentro le scarpe?
Mi viene da rispondere: ma a chi gliene frega dei miei sassolini nella scarpa? Ho soltanto voluto rappresentare il mio punto di vista, nel bene e nel male, consapevole che serva ben altro per cambiare il mondo. Mi accontento di fare esercizio di ironia, dote che mi ha aiutato a sopravvivere a ‘sta vita complicata.

D: Questo è il secondo libro della saga “Nonostante Facebook”, ma io che ti conosco da un po’ di anni so che hai scritto anche altro: Ernesto sta giocando a far lo scrittore, oppure realizzerebbe un sogno?
Prendo la prima: sto giocando, semplicemente. Ho fatto gli studi bassi e sono consapevole dei miei limiti. Ho sempre scritto racconti brevi, raccolte di pensieri, descritto personaggi. Ma non mi ha mai sfiorato l’idea di cimentarmi in un romanzo, su questo voglio tranquillizzare tutti. Iniziai con un tema sulla Formula Uno in terza media, che ricordo molto apprezzato. Tra l’altro odio la Formula Uno.

Noi alle presentazioni dei tuoi libri ci saremo, per affetto sì, ma anche perché il libro hai saputo scriverlo davvero bene.

“Nonostante Facebook sto crescendo una figlia” sarà presentato presso:
Libreria Edicolè Mondadori Point – Napoli, Calata Porta di Massa Venerdì 1 Aprile ore 15:00;
Soul Lounge e Grill – Pomigliano d’Arco, Piazza Mercato 14 – Venerdì 1 Aprile ore 20:00.

 

La copertina del libro
La copertina del libro

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 MEDIANOGLAM

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