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Licenziamenti Almaviva e Gepin: mille grida di aiuto dalle strade di Napoli

Stamane grande corteo dei lavoratori dei call center nel capoluogo partenopeo. Con loro i dirigenti dei tre sindacati e Valeria Ciarambino.

Oltre mille persone che lanciano l’appello a non perdere altri posti di lavoro. I dipendenti dei call center Almaviva e Gepin Contact hanno voluto rispondere con una partecipazione massiccia ai licenziamenti, riempiendo stamattina il corteo che a Napoli dalla sede di via Brin di Almaviva ha raggiunto il municipio prima e infine la sede della presidenza della giunta regionale, a Santa Lucia. A ogni modo l’occupazione della sede di Almaviva stamane non c’è stata. La Slc Cgil, che aveva annunciato l’iniziativa, ha preferito partecipare al corteo fortemente voluto dal primo momento dagli altri due sindacati di categoria, la Fistel Cisl e la Uilcom. Al posto dell’occupazione i militanti della Cgil hanno inscenato un flash mob liberando in aria, dal piazzale antistante l’ufficio, 400 palloncini rossi, tanti quanti sono i licenziamenti annunciati dall’azienda. Quindi la partenza del corteo, intorno alle 10, che ha paralizzato il traffico del centro di Napoli. Tra la folla si poteva distinguere Valeria Ciarambino, unico politico di spicco a prendere parte attiva nella protesta. Si potevano vedere anche le bandiere del Pcl, il Partito comunista dei lavoratori. “Noi ci siamo mossi – spiega la capogruppo regionale del Movimento Cinque Stelle – con le interrogazioni parlamentari di Luigi Di Maio per Almaviva e Gepin e con una mozione alla Regione, attraverso cui abbiamo chiesto che la Regione Campania faccia una scelta politica chiara, mettendo in campo tutti gli strumenti in suo possesso atti a favorire la permanenza delle aziende nel suo territorio: non ha senso creare nuovo lavoro se perdiamo quello che c’è già. Inoltre chiediamo che la Regione si attivi innanzitutto per sollecitare i tavoli ministeriali e per controllare in che modo stiano operando le aziende dei call center. In particolare chiediamo al governo centrale cosa sia facendo contro le delocalizzazioni, sul fronte dell’applicazione della clausola sociale, contro le gare al massimo ribasso, favorite proprio da enti parastatali”. La partecipazione al corteo è stata, come anticipato, massiccia. “E’ una magnifica giornata di partecipazione – ha confermato Salvatore Topo, segretario generale della Fistel Cisl di Napoli e della Campania – stiamo portando i lavoratori Almaviva e Gepin fino a palazzo Santa Lucia e lo faremo sempre, con tutti i lavoratori di tutti i call center. A noi le campagne elettorali non interessano, a noi interessa risolvere il problema concreto dei lavoratori”. Dopo le divisioni degli ultimi giorni a Napoli si è fatta avanti la pax sindacale. “Questo di oggi è uno sciopero unitario e ne seguiranno altri  – ha affermato Alassandra Tommasini, segretaria generale della Slc Cgil della Campania – Almaviva non può pensare di scaricare ogni volta i problemi economici sui lavoratori, che hanno fatto già tanti sacrifici. Per Gepin la situazione è più grave perchè Poste ha fatto una gara al massimo ribasso assolutamente insostenibile per l’azienda. In entrambi i casi lotteremo duramente per risolvere in maniera positiva questa situazione”. Massimo Tagliatela, segretario generale della Uilcom di Napoli e della Campania, ha puntato l’attenzione su tutto il settore dei call center. “E’ un problema dell’intero settore – ha confermato Tagliatela – ci vuole una volontà politica seria per affrontare il pericolo che le aziende stanno correndo. La clausola sociale non può essere rimandata alla contrattazione collettiva. Poi c’è la questione della delocalizzazione e quella delle gare al massimo ribasso, che stanno mettendo a rischio 40mila posti di lavoro entro la fine dell’anno”. Una delegazione di lavoratori e sindacalisti ha incontrato il sindaco Luigi de Magistris, in municipio. Un’altra è stata invece ricevuta a palazzo Santa Lucia dall’assessore regionale Serena Angioli. Domani, alle 2 del pomeriggio, primo esame congiunto per Almaviva, presso l’Unione degli industriali di Roma. La procedura di mobilità, che coinvolge 3mila addetti delle sedi di Napoli, Palermo e Roma, scadrà il 5 giugno. Nessuna notizia invece per Gepin, la cui sede di Casavatore dovrà chiudere determinando il licenziamento, entro il 10 maggio, di tutti i suoi 220 addetti.

   

 

 

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