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La criminalità dietro i roghi: paesaggio “atomico” dopo l’incendio di Torre del Greco (foto)

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Si moltiplicano i sospetti sull’ondata di fiamme tossiche nel Napoletano.    

E’ di quelle da paesaggio post atomico la scena immortalata nella foto del deposito per la custodia giudiziaria di Torre del Greco, in viale Europa, distrutto dallo spaventoso incendio di ieri. Delle auto e delle moto sequestrate dalle forze dell’ordine restano solo ordinate file di metalli accartocciati su basi di plastiche squagliate. Il disastro ambientale anche se non sarà ammesso dalle autorità preposte ai controlli è stato comunque più che visibile ed è sotto gli occhi di tutti. La nube nera che ieri si è levata dal deposito ha invaso il cielo a bassa quota in uno spazio aereo che va dal Nolano e dall’agro Nocerino-Sarnese  fino al golfo di Napoli, passando per i paesi del Vesuviano orientale, da Terzigno e da Boscoreale a Torre Annunziata e a Pompei. Intanto si puntano i sospetti sulla criminalità organizzata dietro questa storia dei depositi giudiziari che ogni tanto vanno a fuoco. Nel deposito di viale Europa, ormai stracolmo, sarà fatto spazio a nuovi veicoli sequestrati mentre i resti carbonizzati di quelli vecchi dovranno essere smaltiti seguendo le complicate e costose regole della bonifica dei rifiuti pericolosi. Un’operazione costosa dunque. Ecco perché si ipotizza il dolo in questa vicenda. Dolo che viene ipotizzato anche  per gli altri grandi roghi tossici che si sono sviluppati in queste settimane nel Napoletano, come quello sul Vesuvio, a Terzigno, oppure come quello del campo rom ubicato tra Afragola e Casalnuovo o come quelli che si sono sviluppati ad Acerra, in località Porchiera, e tra Afragola e Acerra, in località Cinquevie, a Giugliano o ancora nel campo rom di Secondigliano. Questo perché bruciare i rifiuti significa con certezza trasformarli tutti in rifiuti pericolosi e quindi i costi di rimozione lievitano a dismisura. Inoltre la moltiplicazione dei roghi sollecita automaticamente l’attuazione di lavori di bonifica in somma urgenza da parte delle pubbliche amministrazioni, appalti che spesso riescono a eludere i controlli antimafia e anti corruzione.

 

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