Popolazioni napoletane allo stremo. Le frasi sui social: “Non se ne può più”.
Alle otto di ieri sera è scoppiato un altro incendio, ad Acerra, piena Terra dei Fuochi. In zona Asi è andata in fumo una parte della Kleiner, uno stabilimento chimico in cui si producono e si stoccano vernici e solventi industriali. E’ il secondo rogo tossico in provincia di Napoli che devasta un’attività imprenditoriale generando nello stesso tempo un grave danno ambientale. Il giorno prima, a Torre del Greco, le fiamme hanno infatti carbonizzato il deposito giudiziario di Torre del Greco. Centinaia di veicoli sequestrati dalle forze dell’ordine sono stati letteralmente squagliati dal fuoco. Una densa nube nera ha sfregiato il panorama più bello del mondo, quello del golfo di Napoli ovviamente. E ieri la Terra dei Fuochi è tornata agli onori, ma sarebbe meglio dire agli oneri, delle cronache. Sul posto, nell’area Asi di Acerra, sono accorsi i vigili del fuoco, polizia, carabinieri, esercito. C’era anche il giovane ambientalista Alessandro Cannavacciuolo, un vero cacciatore di roghi e di discariche abusive nella zona. Un ecologista coraggioso rimasto troppo spesso solo a combattere contro un sistema consolidato di affari e connivenze corrotte orchestrato ai danni dell’ambiente, delle coltivazioni e, soprattutto, della salute delle gente, di tanti bambini, molti dei quali c’hanno rimesso la giovanissima vita. Tragedie che non toccano le coscienze di criminali senza scrupoli.



