Oltre 3mila ragazzi per le strade. Gli adulti però sono rimasti a guardare.
“Ciao don Peppino: io non ho paura”, è la scritta di uno dei tanti cartelli portati da migliaia di studenti che stamattina hanno affollato il corteo organizzato dalle associazioni anti racket locali. Nel segno di don Peppino Diana, il sacerdote ucciso a Casal di Principe il 19 marzo marzo di 22 anni fa, circa tremila giovani degli istituti medi e superiori della città, accompagnati dai loro professori, hanno colorato di coraggio le vie di una Pomigliano spenta. Al corteo infatti non hanno partecipato gli adulti, i genitori di questi ragazzi, molti dei quali, commercianti compresi, si sono limitati a guardare dai negozi e dai marciapiedi ciò che stava accadendo. La manifestazione è stata organizzata dall’associazione antiracket “Pomigliano per la Legalità”, presieduta da Salvatore Cantone e dedicata a Domenico Noviello, il commerciante assassinato dalla camorra del litorale domizio per essersi rifiutato di pagare il pizzo. In testa al corteo c’erano, tra gli altri, il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, il comandante della compagnia carabinieri di Castello di Cisterna, capitano Tommaso Angelone, il comandante della compagnia della guardia di finanza di Casalnuovo, capitano Danese, il vicequestore e dirigente del commissariato di Acerra, Antonio Cristiano, il presidente dei piccoli commercianti di Pomigliano aderenti all’associazione Caip-Aicast, Ciro Esposito, il noto cantante e imprenditore Felice Romano, e i sacerdoti don Peppino Gambardella e don Virgilio Merone. La manifestazione si è chiusa a piazza Primavera con una serie di discorsi e di testimonianze.



