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Il reportage, Castelllo di Cisterna: il paese in cui tutto può accadere

 

Le reazioni alla razzia delle telecamere fatte installare dal ministro Alfano dopo l’uccisione dell’immigrato eroe.

 

” E’ stato un atto grave ma ora non dobbiamo commettere l’errore di criminalizzare un intero rione, un intero paese “. L’assessore al patrimonio comunale Lucia Adaldo, 37 anni, accetta di commentare la vicenda della sparizione delle telecamere stando proprio lì, tra quei pali ormai spogli dei preziosi strumenti tecnologici fatti installare dal governo per infliggere un bel colpo alla camorra dello spaccio e della delinquenza di strada. E’ un piccolo-grande atto di coraggio questo dell’assessore Adaldo. Lei infatti è cresciuta ed ha vissuto per tanti anni proprio lì, nel posto in cui sta commentando l’ultimo sfregio di mamma criminalità, nel rione della ricostruzione di Castello di Cisterna, storica base territoriale dello spaccio di ogni tipo di droga. ” Io fino a prima di sposarmi ho vissuto qui e sono stata nominata appena dieci giorni fa assessore – aggiunge la neoamministratrice comunale – con ciò voglio testimoniare che in questo rione ci sono tante persone oneste, perbene: il fatto che tutti qui mi vedano come loro può costituire una motivazione in più per rilanciare tutto il complesso edilizio “. Nel rione della ricostruzione di Castello di Cisterna regna il degrado strutturale: infiltrazioni, fogne insufficienti, un parco pubblico ridotto piuttosto male, mercatini coperti e tanti altri locali mai utilizzati. E una disoccupazione dilagante. Stessa situazione nell’altro rione bunker, la Cisternina, che si trova a pochi passi, divisa dal grande complesso post terremoto solo dal piccolo stadio comunale, dove il 26 settembre scorso è stato organizzato il concertone per Anatolij. Un evento importante infangato dal flop fatto registrare dalla partecipazione popolare: poche centinaia di persone, in gran parte studenti. Il paese non c’era allo stadio. E ora è arrivata quest’altra batosta sul fronte della lotta alla criminalità: la sparizione delle telecamere consumata a  colpi di piccone e martello. ” Quando ho saputo di questa cosa – racconta il sindaco, Clemente Sorrentino – ho avuto un momento di sbandamento: è stata una mazzata. Noi abbiamo contato e contiamo sul comando gruppo carabinieri di Castello di Cisterna “. E’ molto preoccupato Sorrentino. ” Questa cosa che hanno fatto è stata voluta – dice – è un segnale forte “. E’ lo stesso primo cittadino a sospettare un disegno criminale dietro quello che è appena successo. ” E’ capitato – il particolare fornito dal sindaco – proprio mentre stavo predisponendo in municipio una serie di azioni, da cooordinare tra polizia municipale e carabinieri, volte a proteggere il nuovo sistema di videosorveglianza “. Sorrentino allo scopo aveva anche emanato un’ordinanza “anti botti”, di quelle che in molti comuni napoletani si stanno adottando in vista dell’imminente Capodanno. Ma i criminali, evidentemente, lo hanno, come dire, ” anticipato” con un sgambetto di quelli “indimenticabili”. Sullo sfondo resta una cittadina di 8mila anime, Castello di Cisterna, tutto sommato indolente. ” No, non lo abbiamo saputo oggi per cui tra noi colleghi non ne abbiamo discusso. Comunque ci dispiace, certo “, risponde una commessa del supermercato Piccolo. L’esercizio commerciale in cui alla fine di agosto è stato ucciso Anatolij Korol si trova a trecento metri da dove sono state divelte le telecamere fatte installare a seguito della tragica vicenda. Ieri qui, nel supermercato, dietro a una delle due casse c’era la commessa che l’ucraino eroe stava difendendo dai rapinatori in azione, che durante la colluttazione lo hanno freddato con due colpi di pistola. ” Non credo che abbia voglia di parlarne “, avverte però la collega. Più loquace è il parroco dell’unica chiesa del paese, la chiesa di San Nicola. ” certamente si resta sconvolti di fronte a fatti del genere – conclude don Francesco Capasso – è la lotta del male contro il bene: dico alla comunità di non scoraggiarsi. Rivolgo un appello affinché chi ha visto qualcosa parli “.

 

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