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Il maglificio di Quindici

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Ho accompagnato il Vescovo per inaugurare a Quindici il maglificio 100Quindici Passi. L’evento, già di per sé importante per la zona, è diventato più significativo dopo il gesto intimidatorio (cinque colpi sparati sul portone d’ingresso) della camorra locale, cui è stato confiscato il bene, che poi è stato restituito agli italiani ed è diventato occasione di sviluppo per quel territorio. E’ stato un bel momento di speranza e di corresponsabilità.

Numerose le presenze. Molto rappresentative. Segno che la società civile si sta svegliando e vuole assicurare un futuro migliore soprattutto ai nostri giovani. E’ stato un traguardo importantissimo per Quindici e per quanti, con tenacia, hanno creduto  al progetto, pur tra tante difficoltà ambientali. Hanno dimostrato che, nonostante tutto, un riscatto è ancora possibile. E poi Quindici, come tutto il Vallo di Lauro, non è solo camorra. C’è tanta gente onesta, laboriosa. Tanti giovani vogliono cambiare. Hanno capito, finalmente, che  i pochi non possono danneggiare  i molti.

Tra i tanti interventi mi ha molto colpito quello di alcuni giovani locali i quali hanno consegnato a tutti, ma particolarmente alle Istituzioni, un dossier su “un anno di attività nel Vallo di Lauro”.

Il dossier parte dai fatti.

La camorra – è scritto nell’elaborato – assume le forme di una faida  tra due famiglie locali (Cava-Graziano) che allargano il loro potere e la loro influenza a tutto il territorio, attraverso la spartizione di affari ed interessi economici. Moltissimi i fatti di sangue. Nei soli anni 1982-2008 si sono registrati ben 25 omicidi, oltre 60 agguati, 4 scioglimenti del Comune per infiltrazioni criminali, oltre 100 arresti e bel 7 vittime innocenti. Adesso, si pensa, siamo in una fase di “risveglio” dei clan, anche per la scarcerazione di alcuni esponenti di rilievo dei due gruppi.

Lo scenario – continua ancora il dossier – è chiaramente molto preoccupante. I giovani invocano (al di là delle passerelle in certe occasioni) che “ l’indignazione passeggera lasciasse il passo ad una chiara scelta di campo, che diventi prassi quotidiana. Il ruolo degli amministratori lo cali è importante, ma forse, più importante, è il ruolo di ogni cittadino per abbattere quel muro di omertà che a volte sfocia nella compiacenza e che rende labile il confine tra legalità ed illegalità.

Accettando questa sfida i giovani hanno chiuso il loro applaudatissimo intervento con una frase di Pietro Ingrao: “Se parliamo di fare il possibile, sono capaci tutti. Solo se pensi l’impossibile hai la misura di quello che puoi cambiare”.

ANNUNCIARE-DENUNCIARE-RINUNCIARE

http://ilmediano.com/category/sociale/annunciare-denunciare-rinunciare/

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