Il vicepresidente della Camera scommette sulla sfida contro i licenziamenti nei call center.
In via Galileo Ferraris, a Napoli, i ragazzi del call center Gepin portano a spalla la bara dell’azienda, l’ufficio che lavorava per Poste Italiane, ubicato a Casavatore, i cui 220 addetti sono tutti da licenziare. Dietro di loro, in testa al “corteo-funerale”, c’è Luigi Di Maio. C’è anche la consigliera regionale Valeria Ciarambino. Il vicepresidente della Camera e leader del Movimento Cinque Stelle punta sulla discesa in campo al fianco dei lavoratori dei call center minacciati dalle gare al massimo ribasso e dalle delocalizzazioni.
“Avevo chiesto al ministro dello sviluppo Economico Federica Guidi – ha detto Di Maio – di venire qui, da noi, a vedere la tragedia che si sta consumando nei call center. Ma non si è fatta vedere. Chiediamo un tavolo specifico per Gepin e rivendichiamo per i lavoratori la clausola di solidarietà”. Il 10 maggio Gepin spedirà a casa dei lavoratori le lettere di licenziamento. Altre 130 sono destinate agli addetti della sede di Roma, che però, a differenza di quella di Casavatore, non sparirà.



