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Il Carnevale di Sant’Anastasia: divertimento con Zezi, cortei e tradizioni popolari

Riceviamo e pubblichiamo

Le strade storiche, le piazze della socialità quotidiana e le contrade popolari tornano a essere palcoscenico di partecipazione collettiva con “Carnevale in contrada”, il progetto culturale diffuso in programma il 13 febbraio che unisce quartieri, scuole e associazioni in un percorso creativo condiviso.

Inserito nella rassegna “ViviAmo Sant’Anastasia – II Edizione”, facente parte del Cartellone degli Eventi Metropolitani 2025–2026, l’evento si conferma come uno degli appuntamenti più attesi della tradizione.

«Il Carnevale è una delle espressioni più autentiche dell’identità del territorio vesuviano e – dichiara il Sindaco, Carmine Esposito –rappresenta un patrimonio culturale che l’Amministrazione comunale ha il dovere di tutelare e valorizzare. Con “Carnevale in contrada” investiamo su un modello di partecipazione che coinvolge scuole, associazioni e cittadini, rafforzando il senso di appartenenza e restituendo centralità ai quartieri come luoghi di vita e identità».

Dalle 9.30 prenderà il via la parata guidata dall’associazione “Zezi, gruppo operaio ‘74” insieme con i  bambini di tutte le scuole cittadine. Partenza: chiesa di Sant’Antonio.  Il percorso attraverserà piazza IV Novembre e piazza Cattaneo, fino a Madonna dell’Arco, toccando luoghi simbolo della vita quotidiana e della memoria collettiva del paese. Non una semplice sfilata, ma un cammino condiviso tra spazi vissuti ogni giorno, che diventano scenari di musica, teatro e racconto popolare.

Storico collettivo di musica popolare campana, gli Zezi portano in strada canti, tamburi e voci corali legati alla tradizione orale dei quartieri popolari. A Sant’Anastasia non si limitano a esibirsi: camminano con la comunità, coinvolgono i bambini e trasformano la sfilata in un’esperienza educativa e partecipata.

“Carnevale in contrada” nasce come progetto di comunità: nei mesi precedenti all’evento, scuole, associazioni e comitati di quartiere hanno co-progettato costumi, performance e menù della tradizione, trasformando corti e spazi informali in veri laboratori a cielo aperto. I bambini sono protagonisti attraverso corsi di musica, teatro e costumi, guidati da docenti e artisti del territorio. Il progetto valorizza saperi artigiani, promuove il dialogo intergenerazionale e incentiva il riuso dei materiali, con un’attenzione concreta alla creatività sostenibile.

«Abbiamo voluto portare avanti un’idea di Carnevale che non fosse solo evento, ma percorso condiviso – aggiunge l’Assessore alla Cultura, Saveria Giordano – capace di valorizzare gli artisti del territorio e far risaltare le nostre tradizioni, in particolare quella carnevalesca del vesuviano. Abbiamo fortemente voluto che tutte le scuole del territorio fossero coinvolte, collaborando insieme attraverso una serie di laboratori svolti nel corso delle ultime settimane. La presenza del gruppo degli Zezi e il protagonismo dei bambini rendono questa iniziativa un’esperienza educativa, in grado di tramandare la memoria popolare e, allo stesso tempo, di rinnovarla con linguaggi contemporanei. È un progetto su cui l’Assessorato alla Cultura lavora fin dall’inizio di questa amministrazione: valorizzare le tradizioni andando alla scoperta delle radici».

Alle 16 appuntamento in località ’o Ponte ’e Fierro, mentre alle 18, nella località Abbasce ’e Rumane, la giornata si chiuderà con la Canzone della Zeza, rito carnevalesco profondamente sentito dalla comunità, che restituisce, attraverso canto e teatro popolare, il senso più autentico della festa. L’amministrazione comunale sostiene l’iniziativa perché riconosce nel Carnevale un presidio culturale e sociale: un’occasione per rafforzare il senso di appartenenza, rimettere in circolo i luoghi della città e investire sui più giovani come custodi delle tradizioni, costruendo una continuità educativa capace di rinnovarsi ogni anno.

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