Buon anno a ciascun lettore del mediano.it e a tutti coloro che lo diventeranno; buon anno ai carabinieri, ai poliziotti, agli agenti della forestale, ai vigili urbani; buon anno ai colleghi giornalisti di tutte le testate, soprattutto a coloro che lavorano con coscienza e per compensi talvolta ridicoli; buon anno anche ai “colleghi” o presunti tali che comodamente scopiazzano i nostri articoli e quelli di altri, a quelli che rubano le nostre foto e accumulano clic comodamente seduti al desk; buon anno ai politici, a tutti loro, siano sindaci, assessori, consiglieri comunali, amministratori o segretari di partito: a quelli rispettosi e gentili, a quelli presuntuosi e incapaci, a quelli che incautamente rilasciano dichiarazioni per poi pentirsene dando la colpa, immancabilmente, ai giornalisti; buon anno agli innamorati, alle famiglie, ai bambini, alle mamme, ai papà, ai nonni, a chi è solo ed è in cerca di un affetto; buon anno a chi non ha una casa, a chi stenta ad arrivare a fine mese, a chi non ha un lavoro; buon anno ai poeti, agli scrittori, agli artisti, ai musicisti, a chi ci regala un sogno o un istante di gioia; buon anno a chi pulisce ogni giorno le nostre strade, a chi ci serve il caffè, a chi ci fa il pieno di benzina, a tutti coloro che ogni giorno incontriamo e ai quali magari non pensiamo di rivolgere un sorriso; buon anno agli amici, alle persone care, ai tanti avatar virtuali con i quali ogni giorno ormai interagiamo, spesso senza nemmeno pensare come era più bello guardarsi negli occhi; buon anno a tutte le creature, agli animali che ci tengono compagnia e che ci scaldano il cuore, ai randagi e a chi si occupa di loro; buon anno a chi sta soffrendo, che i mesi a venire siano migliori e pieni di nuova speranza per gli ammalati, per i detenuti, per chi attende una notizia che possa cambiargli la vita intera o un attimo soltanto; buon anno ai ricchi, perché siano più generosi; ai poveri, perché abbiano una possibilità; buon anno a chi questa notte si è divertito e a chi è rimasto solo; buon anno a chi è felice con poco e a chi non si accontenta; buon anno a chi vorrà accettare questi auguri… e questa poesia
Il primo giorno dell’anno Lo distinguiamo dagli altri come se fosse un cavallino diverso da tutti i cavalli. Gli adorniamo la fronte con un nastro, gli posiamo sul collo sonagli colorati, e a mezzanotte lo andiamo a ricevere come se fosse un esploratore che scende da una stella. Come il pane, assomiglia al pane di ieri. Come un anello a tutti gli anelli. La terra accoglierà questo giorno dorato, grigio, celeste, lo dispiegherà in colline, lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia e poi, lo avvolgerà nell’ombra.
Eppure, piccola porta della speranza, nuovo giorno dell’anno, sebbene tu sia uguale agli altri come i pani a ogni altro pane, ci prepariamo a viverti in altro modo, ci prepariamo a mangiare, a fiorire, a sperare.
(Pablo Neruda)



