Se il solo annuncio dell’IPO aveva scatenato gli investitori, l’ingresso a Wall Street del cavallino sarà sicuramente trionfale.
Alla veglia della quotazione in Borsa di Ferrari, l’attenzione dei mercati finanziari è tutta rivolta all’IPO dell’anno. Vi proponiamo la traduzione di un articolo pubblicato venerdì, proprio sul Wall Street Journal.
Ferrari ha pronti i documenti per la sua tanto attesa offerta pubblica iniziale e ha fissato il prezzo per azione che potrebbe valutare il produttore di auto di lusso quasi 10 miliardi di dollari.
Le azioni verranno vendute dalla società “madre” di Ferrari, Fiat Chrysler Automobiles NV, sotto il simbolo “RACE”. Il prezzo per azione può oscillare tra i $48 e i $52: Ferrari potrebbe raggiungere una valutazione di mercato massima di $9.8 miliardi.
Lo spettacolo comincerà la settimana prossima e andrà in scena negli Stati Uniti e in tutta l’Europa, nel suo corso la domanda dei potenziali investitori determinerà la cifra che potrà essere raccolta, la quale potrebbe essere pari a $893 milioni. Lo scambio di titoli dovrebbe cominciare il 21 ottobre.
Anche se, dopo l’impennata del 2014, quest’anno il listino americano ha rallentato, Ferrari e i suoi banchieri hanno puntato sul fatto che la reputazione globale del marchio, specialmente tra gli investitori sani, aiuterà il mercato a stare alla larga dalla recente volatilità che ha ostacolato altri affari.
Sergio Marchionne, CEO sia di FCA che di Ferrari, annunciò l’IPO un anno fa e mise in moto un aumento delle azioni di Fiat Chrysler. Infatti, gli investitori hanno voluto spremere il titolo Ferrari prima che fosse di proprietà del mercato di massa: le azioni di FCA hanno avuto un rialzo del 76% rispetto all’anno scorso.
Una volta che il 10% di Ferrari sarà venduto nell’IPO, Fiat Chrysler progetta di distribuire l’altro 80% di sua proprietà agli azionisti. Il rimanente 10% è infatti di proprietà di Piero Ferrari, figlio di Enzo fondatore della società.
Sin dall’annuncio di Marchionne, analisti e investitori hanno dibattuto sul valore del cavallino. Alcune stime al ribasso raggiungono addirittura $4.54 miliardi: una valutazione vicina ai 10 miliardi sarebbe vista come una vittoria del CEO.
Negli ultimi anni, la società ha intenzionalmente mantenuto la produzione annuale a sole 7.000 macchine, in modo da creare uno “scarcity premium” facendo aspettare i compratori circa un anno prima di poter entrare in possesso di una Ferrari.
Marchionne sostiene che la società potrebbe spingere la produzione fino a 10.000 macchine all’anno senza danneggiare il premio di cui sopra, in modo tale da aumentare le vendite in mercati come quello cinese, e al contempo mantenerle stabili in mercati maturi come quello americano o europeo.
Nel 2014 il fatturato generato è stato di 2.76 miliardi di euro, con un aumento rispetto al 2013 del 18%, anche l’utile netto è aumentato dell’11% arrivando a €265 milioni.
Le aspettative sul terzo trimestre sono altrettanto positive: entrate di circa €725 milioni, con un aumento del 9.5% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso. È stato anche comunicato che le nuove 488 Spider, presentate a Settembre all’Auto Show di Francoforte, verranno consegnate nel quarto trimestre.
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