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Furto sacrilego nella cappella dell’ospedale. Il vescovo di Acerra ai ladri: « Restituite tutto o vi scomunico »

Per il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, quello appena celebrato è stato un decennale del suo vescovado davvero amaro. Una lieta ricorrenza rovinata da un furto sacrilego: il calice e la pisside contenente le ostie consacrate sono stati rubati dalla cappella dell’ospedale Villa dei Fiori, la grande clinica convenzionata del territorio a nord est di Napoli. L’atto blasfemo è stato consumato nella mattinata di sabato 11 novembre, quando cioè la cappella era stata appena aperta al culto dei degenti e dei loro parenti che giungono in visita nell’ospedale. L’episodio ha intanto spinto il vescovo a minacciare la scomunica per i ladri in caso di mancata restituzione degli oggetti sacri trafugati. Il messaggio è stato pubblicato sul sito della diocesi di Acerra. « Comunico – scrive Di Donna – che purtroppo è stato commesso un furto sacrilego nella cappellina della clinica Villa dei Fiori di Acerra, dal cui tabernacolo è stato asportato il santissimo sacramento. E’ stata presa la pisside con le Ostie. Chiedo dunque – la richiesta del prelato – che nelle parrocchie si preghi in riparazione del furto sacrilego. Si tratta di un gravissimo delitto per il quale è prevista – annuncia il vescovo – la scomunica latae sententiae. E’ forte perciò l’appello affinché siano restituite le specie eucaristiche. Nello stesso tempo si richiamano tutti i fedeli al dovuto rispetto all’Eucaristia conservata nel tabernacolo ». La scomunica latae sententiae è la forma di scomunica più immediata e diretta, che non ha cioè bisogno di particolari passaggi giuridici per essere comminata. La giustifica proprio il furto delle ostie consacrate, cioè del corpo di Cristo. A ogni modo gli investigatori escludono piste particolari, come quella satanista, paventata da certa stampa sensazionalista ( sul caso indaga la stazione dei carabinieri di Acerra, diretti dal maresciallo Vincenzo Vacchiano ). Più probabilmente i ladri sarebbero stati invece attratti dalla lucentezza dorata del calice e della pisside, cosa che forse ha fatto pensare che gli oggetti sacri potessero essere d’oro. Ma non è così. Sono composti da una lega luccicante di ottone. Nuovi valgono al massimo un centinaio di euro. Nel frattempo la cappella della clinica Villa dei Fiori sembra proprio che sia entrata nel mirino dei ladri accattoni. « Si – conferma un’infermiera fermata mentre passa davanti alla chiesetta – tempo fa dalla cappella hanno rubato un bambinello, durante il periodo natalizio, e alcune statuette dei santi che erano state piazzate sui lati. Comunque non rubavano qui dentro da un bel po’ di tempo ». L’infermiera parla anche di furti avvenuti nelle stanze dei degenti. « Ogni tanto – aggiunge – sparisce qualcosa anche dalle camere in cui si trovano ricoverati gli ammalati. Ma pure in questi casi è un po’ che non avvengono fatti spiacevoli ». La clinica Villa dei Fiori è un fiore all’occhiello della sanità locale. Si tratta però di una struttura molto grande, con centinaia di posti letto. Frequentata da migliaia di persone al giorno. « Purtroppo – spiega l’ingegner Francesco Ciccarelli, proprietario della struttura – siamo stati costretti a dirottare nei locali del pronto soccorso quasi tutte le nostre guardie giurate ». Anche questo presidio è infatti periodicamente flagellato dalla piaga delle violenze ai medici e agli infermieri ogni volta che i parenti di un paziente non si ritengono soddisfatti dalle prestazioni sanitarie offerte. E’ lo stesso, triste, fenomeno che caratterizza i grandi nosocomi napoletani.

La cappella della clinica in cui sono stati rubatigli oggetti sacri 2
La cappella della clinica in cui sono stati rubatigli oggetti sacri 2

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