Stamane il presidente del Consiglio, accompagnato da John Elkann e Sergio Marchionne, ha incontrato gli operai della Sata. Fuori però c’è stata l’iniziativa provocatoria dei cinque licenziati di Pomigliano.
Quando si mettono a confronto la foto di Renzi insieme e John Elkann, a Sergio Marchionne e agli operai nuovi assunti di Melfi con quella che ritrae i cinque licenziati della Fiat di Pomigliano, vestiti da pagliacci e travisati dalla maschera del presidente del Consiglio, salta all’occhio immediatamente una sensazione netta: che ritraggono due mondi diversi, completamente opposti. Nel primo c’è l’eleganza del vestire, il dinamismo, il benessere, l’efficienza, l’andare a carro armato sulla strada dei progetti industriali e finanziari. Nel secondo pianeta si distinguono invece la voglia di dissentire, la creatività di chi ce la sta mettendo tutta per riottenere il posto di lavoro, la provocazione satirica che però non può nascondere le facce stanche della fatica di vivere. Intanto l’asse Renzi-Marchionne oggi ha “battezzato” le oltre mille nuove leve operaie della grande fabbrica lucana, che in questo momento è l’unica della FCA in Italia davvero a pieno regime, con i suoi tre modelli di vettura, 500 x, Renegade e Grande Punto. “E assumeremo a breve altri mille lavoratori”, ha annunciato proprio stamattina l’ad di FCA. Contemporaneamente manifestavano davanti al super stabilimento, vestiti da pagliacci e con la maschera del Matteo nazionale, riveduta e corretta in chiave claunesca, Mimmo Mignano, Marco Cusano, Massimo Napolitano, Antonio Montella e Roberto Fabbricatore. I cinque operai sono stati licenziati l’anno scorso per aver protestato esibendo un fantoccio di Marchionne impiccato a un patibolo. L’ennesima provocazione per denunciare i due suicidi di altrettanti cassintegrati di Pomigliano, Pino De Crescenzo e Maria Baratto, trasferiti come la maggior parte di loro in quello che chiamano “il reparto confino di Nola”. I cinque estromessi hanno anche realizzato un manifesto che ritrae il volto di Renzi in versione clown. “Abbiamo fatto questo perchè lui fa solo pagliacciate – dice Mignano – butta soltanto fumo negli occhi profittando di quei pochissimi posti dove ancora si lavora, magari da schiavi. Intanto il Paese è in ginocchio e aziende come la Fiat fanno quello che vogliono, calpestando le più elementari leggi della democrazia”.






