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FCA Pomigliano, la Fiom punta al rientro in trattativa: “Finita l’era Marchionne, basta esclusioni”

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L’era Marchionne è finita con la recente scomparsa dell’amministratore delegato italo canadese e secondo la Fiom con essa deve finire anche la stagione dell’esclusione del più grande sindacato dei metalmeccanici dai rapporti sindacali che contano nel gruppo automobilistico. Dunque, l’organizzazione di categoria della Cgil vuole rientrare in partita con l’azienda di casa Agnelli e lo fa oggi, partendo proprio dalle assemblee operaie di Pomigliano, cioè dalla fabbrica in cui nel 2010 furono concepite l’uscita del gruppo da Confindustria e dalla contrattazione nazionale collettiva e la creazione del conseguente contratto specifico aziendale, che rispetto al contratto nazionale dei metalmeccanici limita il diritto di sciopero e rende i salari e l’organizzazione del lavoro più flessibili. Ma quel contratto non fu firmato dalla Fiom, i cui delegati, a Pomigliano come poi altrove nel comparto dell’auto, furono espulsi dalla fabbrica. Qualche anno dopo ci volle una sentenza della Corte Costituzionale per farli rientrare ripristinando anche agli esponenti del sindacato metalmeccanico i diritti sindacali che invece hanno continuato ad avere Fim, Uilm e Fimsic, che invece il nuovo contratto specifico aziendale lo firmarono. Intanto sono ormai otto anni che la Fiom non partecipa ai tavoli di trattativa con FCA insieme alle altre organizzazioni di categoria. Ma Fim, Uilm e Fismic sostengono ancora che per rientrare con loro al tavolo della contrattazione il sindacato di Francesca Re David debba firmare il contratto firmato nel giugno del 2010 e avallato dal 62 % dei lavoratori di Pomigliano con un referendum di fabbrica in qualche modo storico. << Quel referendum – replica però Michele De Palma, segretario nazionale Fiom per il settore auto – fu una pistola puntata alle tempie dei lavoratori perché o si votava si o Marchionne chiudeva lo stabilimento >>. Nel frattempo il contratto specifico aziendale sta per scadere, a dicembre. << Noi andremo all’assemblea di Pomigliano – spiega De Palma – per presentare ai lavoratori la nostra ipotesi di piattaforma contrattuale. Il contratto vigente ha fatto impoverire occupazione, diritti e salari e quindi la nostra ipotesi punta proprio sull’occupazione, sul recupero dei diritti e sul netto miglioramento del salario >>. A questo punto ci si chiede però se la Fiom sia pronta a firmare un nuovo contratto specifico aziendale slegato dalla contrattazione nazionale collettiva. << Ma se per otto anni di fila – risponde ancora De Palma – non abbiamo firmato il contratto specifico come potremmo mai firmarlo adesso ? Noi rivendichiamo il ritorno alla normalità, a relazioni sindacali normali >>. Il sindacato di sinistra chiede sostanzialmente la fine dei tavoli separati. << Inoltre – conclude il dirigente sindacale – chiediamo che i contratti siano votati dai lavoratori, cosa che attualmente non c’è in FCA >>. Oggi, alle 11 e 30, dopo l’assemblea a Pomigliano, conferenza stampa della Fiom nella sede territoriale della Cgil.