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Due bambini ricoverati per aver ingerito cannabis: uno è un neonato

Due bambini napoletani, entrambi di età inferiore a un anno, sono finiti in ospedale dopo aver ingerito sostanze stupefacenti. I piccoli, ricoverati a distanza di poche ore l’uno dall’altro al Santobono, hanno riportato un’intossicazione da cannabis. Due episodi distinti, ma che riaccendono l’attenzione sul tema delle intossicazioni accidentali nei minori.

 

I CASI

 

Il primo episodio si è verificato nella notte tra il 9 e il 10 settembre. Un neonato di San Pietro a Patierno è giunto al pronto soccorso pediatrico in stato di coma e con sintomi riconducibili a una possibile intossicazione. Gli esami tossicologici hanno confermato la presenza di THC, principio attivo della cannabis.

 

Poche ore dopo, la sera del 10 settembre, un secondo bambino è stato trasferito al Santobono dall’ospedale Vecchio Pellegrini, dove la madre lo aveva portato inizialmente. La donna ha raccontato che il figlio avrebbe raccolto da terra qualcosa in un giardino vicino a piazza Garibaldi. Anche in questo caso, i test clinici hanno rilevato la presenza di cannabis.

 

LE CURE

 

Entrambi i piccoli sono stati sottoposti a trattamenti di decontaminazione e idratazione intensiva, che hanno permesso di stabilizzare i parametri vitali nell’arco di due giorni. «In questi casi – spiega Vincenzo Tipo, primario del pronto soccorso del Santobono – vengono effettuati accertamenti mirati e test urinari per rilevare eventuali sostanze stupefacenti. Successivamente si procede con terapie di supporto per favorire la disintossicazione».

 

L’ALLARME

 

Il protocollo sanitario prevede anche la segnalazione immediata alle forze dell’ordine e ai servizi sociali, che a loro volta si attivano per monitorare il contesto familiare. Le indagini, coordinate dalla Procura per i minorenni, serviranno a chiarire eventuali responsabilità.

 

Il dato che emerge, tuttavia, è allarmante: «In media ogni anno registriamo circa 15 minori intossicati da stupefacenti» spiega Tipo. I sintomi, prima che si arrivi al coma, comprendono difficoltà respiratorie, perdita di equilibrio, sonnolenza e alterazioni motorie.

 

Due episodi ravvicinati che riportano alla ribalta un fenomeno sempre più diffuso e che impone un’attenta riflessione da parte delle famiglie e delle istituzioni.

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