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Dopo 14 anni, la Caretta caretta torna a Castel Volturno

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Sono sbucate dalla sabbia all’improvviso, tra i piedi dei bagnanti meravigliati e incantati da queste piccole creature. Sulla spiaggia di Castel Volturno, dietro lago Patria, si è schiuso un nido di Caretta caretta: un evento che non accadeva dal lontano 2002 e che ha colto di sorpresa anche gli esperti della Stazione Zoologica Anton Dohrn. Si tratta della nona schiusa avvenuta in questa stagione riproduttiva in Campania, la prima però in provincia di Caserta. Tutte le altre sono avvenute in Cilento.

La Caretta caretta è la tartaruga marina più diffusa nel mar Mediterraneo, ma è fortemente minacciata: il traffico navale, l’inquinamento del mare, le reti vaganti e soprattutto l’urbanizzazione e l’erosione dei litorali sabbiosi stanno seriamente compromettendo la sua sopravvivenza. Tanto che nelle acque territoriali italiane è quasi al limite dell’estinzione.

Il nido casertano è stato avvistato per la prima volta la mattina del 1 ottobre da alcuni bagnanti che hanno avvertito subito i ricercatori dell’Anton Dohrn, coordinati da Sandra Hochscheid, che hanno iniziato i consueti rilievi. Grazie anche all’aiuto dei volontari Enpa e alla collaborazione del lido Miramare, sono riusciti a contare un totale di 98 uova, di cui 35 già schiuse.

Al termine delle operazioni, «sono state recuperate dieci tartarughine: tre non erano ancora completamente formate e sono rimaste in affidamento ai ricercatori dell’Anton Dohrn, mentre altre sette sono state liberate al tramonto» racconta il naturalista Valerio Russo, presente al momento, insieme ad alcuni bagnanti e ad altri cittadini accorsi ad assistere all’evento. Per la conservazione di questa specie così minacciata, infatti, l’aiuto dei cittadini per segnalare i nidi e consentire ai ricercatori di intervenire prontamente è davvero importante. «Eravamo tutti entusiasti, ricercatori e cittadini, compreso il proprietario del lido Miramare. Un lieto evento per questo territorio così ricco di biodiversità, ma martoriato dall’inquinamento, che nonostante tutto riesce spesso a riservarci delle sorprese» ha concluso Russo.

Ora non resta che sperare che queste piccole tartarughe, una volta adulte, tornino a nidificare sulla spiaggia in cui sono nate.

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