In manette un dipendente del Comune di Brusciano e un brasiliano residente a Terni. Sono accusati di aver creato pratiche false per conferire cittadinanza e passaporto . Tra i beneficiari anche dei calciatori.
Dietro compenso di denaro avevano fatto in modo che circa 300 cittadini brasiliani ottenessero la cittadinanza italiana in virtù dello ius sanguinis, senza però avere i requisiti previsti dalla legge.
In questo modo avrebbero ottenuto la cittadinanza anche giocatori di calcio militanti in squadre dei campionati italiano, francese e portoghese, che in tal modo sarebbero riusciti ad aggirare i vincoli di tesseramento previsti dall’attuale normativa. Tra loro, un centrocampista del Palermo, Bruno Henrique Corsini, e un calciatore altro del Monaco, Gabriel Boschilia.
Il giro d’affari è stato scoperto dai carabinieri delle stazione di Somma Vesuviana, guidati dal maresciallo Raimondo Semprevivo. I militari dell’Arma, coordinati dalla Procura di Nola, e sotto la direzione del capitano Tommaso Angelone, hanno lavorato alle indagini che stamattina hanno portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Nola nei confronti di due indagati: uno è il responsabile dell’Ufficio di Stato Civile del Comune di Brusciano, Michele Di Maio, l’altro è un brasiliano residente a Terni, titolare di un’agenzia di disbrigo pratiche amministrative, Sonda Vanderlei Luis. Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, falsità ideologica e materiale commessa da Pubblico Ufficiale in atti pubblici e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.



