Oltre 500 posti di lavoro a rischio.
Clamoroso nell’indotto aeronautico: il fondo Usa d’investimenti Lcv ha dato forfait all’ultimo momento annunciando il suo ritiro dal “closing” d’ingresso nella Dema previsto il 16 novembre scorso. In una lettera consegnata dalla società americana all’azienda di Somma Vesuviana si scrive sostanzialmente che il rischio d’investimento valutato è troppo alto a causa delle incertezze e delle sofferenze che caratterizzerebbero l’andamento industriale e finanziario dell’impresa produttrice di componenti aeronautici. Ora dunque la situazione è drammatica. Secondo indiscrezioni occorrono circa 40 milioni di euro per risollevare le sorti dell’azienda vesuviana. Azienda che oltre all’impianto di Somma ne ha pure un altro a Brindisi, con 150 addetti, e un terzo ancora ad Airola, in provincia di Benevento, sotto l’insegna della Cam. Con questo rifiuto degli americani si è consumato il secondo fallimento sul fronte del salvataggio dell’azienda napoletana. Il primo c’è stato ad aprile quando è finito con un nulla di fatto l’accordo per la creazione di una new company con l’arrivo della Seri, un’impresa del Matesano. Intanto i sindacati hanno emanato un comunicato attraverso il quale definiscono molto grave questa situazione in cui precipita la Dema e chiedono un incontro urgente al ministero dello sviluppo economico. In base a quanto trapelato da ambienti sindacali l’azienda ha solo tre mesi di tempo per reggere da sola.



