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Crisi Trasnova, proroga in Consiglio Comunale: a rischio il futuro di 300 lavoratori

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Il Consiglio Comunale di Pomigliano d’Arco sulla crisi Trasnova

Il 17 dicembre, nell’aula consiliare del Comune di Pomigliano d’Arco, si è svolto un Consiglio comunale monotematico: l’unico punto all’ordine del giorno era infatti la crisi Trasnova.

Trasnova, società che si occupa della logistica per Stellantis, rappresenta solo la punta dell’iceberg di una più ampia crisi industriale che sta colpendo Pomigliano d’Arco, mettendo a rischio il futuro di circa 300 lavoratori. Il Consiglio comunale si è riunito per dimostrare sostegno agli operai e per individuare possibili soluzioni.

È stata concessa una proroga di quattro mesi: se inizialmente i lavoratori Trasnova rischiavano il licenziamento già a dicembre, Stellantis ha proposto una proroga accordata il 4 dicembre durante il tavolo convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Probabilmente a febbraio si terrà un nuovo incontro, nel quale il Comune di Pomigliano d’Arco auspica di poter disporre di un quadro più chiaro della situazione.

All’incontro hanno preso parte, oltre ai lavoratori Trasnova, i rappresentanti sindacali Giuseppe Raso (Fismic Campania), Aniello Guarino (Fim Napoli), Giuseppe D’Alterio (Uilm Napoli) e Mauro Cristiani (Fiom Napoli). Assente la Regione Campania, nonostante fosse stata ufficialmente invitata: non vi erano le condizioni per essere presenti, in quanto proprio il giorno precedente erano state assegnate le cariche.

È intervenuto il consigliere Raffaele Cennamo, che ha dichiarato: «Il mondo del lavoro è cambiato. L’intelligenza artificiale e l’automazione hanno modificato tutto: il sindacato dovrebbe interrogarsi e aprire un tavolo per rivoluzionare l’approccio in base a questi cambiamenti. Aumenterà la tecnologia e diminuirà la forza lavoro; bisogna trovare soluzioni anche dialogando con la politica».

Si è trattato di un Consiglio comunale in cui maggioranza e opposizione hanno espresso posizioni condivise.

Dopo gli interventi dei rappresentanti sindacali, ha preso la parola l’assessore comunale al Lavoro, Marianna Manna: «È su queste industrie che si basa il sostentamento di molte famiglie (…) C’è un solo obiettivo: non perdere nemmeno un posto di lavoro».

La FIAT non era presente per questioni istituzionali, ma si è resa disponibile a un colloquio con la giunta regionale e con il sindaco.

Successivamente è intervenuto il vicesindaco Leone, che ha ringraziato i lavoratori presenti: «La perdita di un presidio del genere non è solo una perdita economica, ma anche la perdita di un patrimonio culturale. Non possiamo permettercelo. Oltre a essere una battaglia politica, è una battaglia di dignità. Nei prossimi giorni ci adopereremo per trovare soluzioni».

A concludere l’incontro è stato il sindaco, che ha proposto alcuni punti per affrontare la crisi:

-nuove commesse da parte di Stellantis;

-rinnovo del contratto con Stellantis;

-individuazione, da parte della Regione e del Comune di Pomigliano d’Arco, di nuovi sbocchi produttivi, come ad esempio il settore aerospaziale;

-una soluzione alternativa individuata direttamente dalla Regione per i lavoratori.

«Se togliete il lavoro a un uomo, gli togliete la dignità. Questa amministrazione comunale è e sarà al fianco dei lavoratori. Il problema sarà risolto quando un padre tornerà a casa sereno, dicendo alla propria famiglia: “Abbiamo risolto il problema”».

All’unanimità il Consiglio ha approvato un documento che impegna l’ente  a un’azione istituzionale permanente con i seguenti punti principali:

  • l’istituzione presso il Comune di un tavolo istituzionale permanente con Regione Campania, organizzazioni sindacali e capigruppo consiliari;
  • la richiesta a Trasnova di verificare nuove commesse senza avviare procedure di licenziamento;
  • l’invito a Stellantis a internalizzare le attività e le risorse coinvolte;
  • la sollecitazione alla Prefettura di Napoli per un confronto istituzionale urgente;
  • il coinvolgimento diretto del Ministro delle Imprese e del Made in Italy per una soluzione definitiva.

Si conclude così il Consiglio comunale monotematico, privo di contrapposizioni politiche, che ha posto al centro la tutela del lavoro e della dignità dell’uomo.

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