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Con Sarri in panchina, suda pure il block notes

Il Napoli si sbarazza del Chievo: Higuain piega le mani a Bizzarri, Reina para bene e resta cattolico.

“Ma qua se prima non ci scartiamo tutti gli avversari non segneremo mai”. Affidiamo alla frase pronunciata dal ragazzino che ha visto la partita con me ieri sera la sintesi del primo tempo di Chievo – Napoli: compattezza e aggressività da parte dei clivensi, associata a qualche spreco di troppo da parte degli azzurri, facevano pensare ad una serata di sofferenza, ad una vittoria difficile se non improbabile. Aggiungiamoci pure il fatto che il Chievo si era fatto prestare l’ormai ben noto pullman dal Carpi per metterlo davanti alla porta e non dimentichiamo che i veronesi avevano in squadra una serie di “bestie nere”, da Pellissier a Pepe, passando per Meggiorini (e, peraltro, il Chievo stesso è una bestia nera). Insomma, sembrava proprio una serata storta. E invece, pare che il Napoli di quest’anno sia destinato a sfatare tutti i tabù. E così, quando il bambino si è accomodato a letto, perché figlio di genitori assennati che non vogliono che faccia tardi, Higuain ha pensato bene di piegare le mani a Bizzarri, portiere argentino che qualche anno fa subì una tripletta nientedimeno che dal Pampa Sosa (è stato quest’ultimo a scriverlo su Twitter, in un improbabile dialetto napoletano), che ha 37 anni e che quando ha giocato nel Real Madrid commise così tanti errori che spianò la strada a Casillas. Chievo – Napoli 0 a 1 e partita archiviata.
Il fatto è che quest’anno ci possiamo persino permettere di sfottere i portieri altrui, perché noi ne abbiamo uno degnissimo. L’anno scorso Rafael non usciva dall’area piccola se prima non aveva completato il quarto mistero glorioso e anche tra i pali le mani alzate servivano a pregare, non certo a parare. Reina, invece, esce, para, grida, rilancia eppure resta cattolicissimo: prova ne sia il fatto che ha battezzato alcuni dei suoi figli alla Mezquita di Cordoba, meravigliosa ex moschea divenuta cattedrale cristiana (andate a visitarla, se passate per l’Andalusia).

La chiosa finale, ancora una volta, è tutta per l’allenatore, il bagnolese Maurizio Sarri. Durante la partita del Chievo ha preso appunti, proprio come faceva Benitez: solo che lui suda, suda tanto. Gli sudano le mani e, nonostante il freddo, qualche goccia gli cola pure dalla fronte. Risultato: un taccuino così ‘nzevato che diventa quasi impossibile capire cosa ci sta scritto. Ma la forza del mister sta tutta lì: con lui sudano tutti, persino il block notes

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