Mario Gifuni, presidente del consiglio comunale di Sant’Anastasia, è oggi, indiscutibilmente, colui che regge le sorti dell’amministrazione Abete.
Presidente, nella nostra ultima intervista, ci lasciammo con un sospeso: la questione Gori. Da alcuni giorni, infatti, la locale sezione del PD sta esultando per una sentenza del TAR che sancisce illegittimo il recupero delle bollette pregresse del 2012. I democratici anastasiani, si può leggere sulla loro pagina facebook, hanno sottolineato questa sentenza come una conferma alle sue responsabilità. Qual è la sua versione dei fatti?
La sentenza è frutto di un lavoro anche nostro. Infatti, per quanto ne possa dire il PD, il primo ad accorgersene che ci fosse qualcosa di anomalo fui io stesso, analizzando come d’abitudine una bolletta di casa. Debbo ammettere che sulla Gori la faccenda è lunga, e per far chiarezza su tutta quanta la faccenda sarebbe meglio un articolo monotematico. Alcune informazioni, però, vanno giustamente date. Innanzitutto, quando mi sono insediato, ho trovato una situazione con diverse anomalie. Siamo intervenuti, ad esempio, nel recupero di svariate utenze che sfruttavano le nostre forniture senza pagare un centesimo al comune. E questo avveniva da decenni nel totale silenzio. Va ricordato, poi, che abbiamo realizzato un chilometro di rete idrica. Un servizio essenziale che, grazie a noi, fornirà acqua a decine e decine di famiglie che fino a ieri ne erano sprovviste.Insomma, se proprio vogliamo dirla tutta, più che una vittoria del PD, questa della Gori è un successo dei comitati per l’acqua pubblica.
Differentemente da chi mi ha preceduto, sono stato l’unico a creare un vero taglio alla spesa pubblica. E se permetti, vorrei concludere questo passaggio con un chiarimento per me essenziale. Troppe sono state le maldicenze ed è giunto il momento di smetterla. Mia figlia, tutti lo devono sapere, non ha mai lavorato in Gori. Tutt’oggi frequenta l’università e sta per laurearsi in scienze biologiche. L’unica sua priorità, al momento, è quella di terminare gli studi e andare via dall’Italia.
Negli ultimi mesi, l’amministrazione che rappresenta, è stata scossa da diverse polemiche. Scontri che, da settimane, stanno prendedo sempre più piede. Di questa lotta intestina, spronata in particolare dall’ex sindaco Carmine Esposito, lei, che risposte può darci?
Io spero che Carmine Esposito risolva la sua situazione giudiziaria. È stato un buon sindaco, è innegabile. Ma quando si lancia in determinati giudizi, spesso, appare ingeneroso. È vero, poi, che non si possono fare paralleli tra lui e l’attuale primo cittadino. Sono personalità e potenzialità diverse. Uno è più mite, Abete, mentre l’altro è particolarmente esplosivo. Uno proviene dall’apparato, l’altro no. Innegabile, però, è il fatto che tutti noi che abbiamo intrapreso questo percorso con Lello Abete, mi riferisco pure a coloro che oggi hanno lasciato, rappresentiamo e rappresentavano la continuità della vecchia amministrazione. Quindi, l’intenzione di voler prendere a tutti i costi le distanze, dichiarandosi discontinui, non è giusto e corretto. Del resto, non può peggiorare tutto nell’arco di soli due mesi. Chi continua a sostenerlo, danneggia se stesso.
Per quanto riguarda Sant’Anastasia in volo, ovvero la lista che ha preso più voti alle ultime elezioni, posso affermare che osserviamo tutto questo teatrino con non poco fastidio. Personalmente, ho sempre preferito i fatti alle chiacchiere. Stare tra la gente ed essere fattivo. Concreto. In questo anno da presidente, per fare da garante, sono stato attento al mio ruolo bipartisan, ed ho soffocato la mia indole vivace e attiva in ogni discussione. Ho lavorato molto su ciò che il ruolo mi permette tanto da aver dotato il consiglio comunale di un nuovo regolamento. Un regolamento che rende decisamente più democratica e disciplinata l’attività dei consiglieri. Questo è un fatto che non avveniva da decenni.
Presidente, torniamo un attimo su Carmine Esposito, ormai vero e proprio mattatore della scena politica. Qualche domenica fa, l’ex sindaco, in un incontro con i suoi simpatizzanti, ha avuto, per lei, parole d’elogio. Mario Gifuni è stato l’unico, ed è quasi un miracolo quando parla l’ex sindaco, ad essere risparmiato dalle sue solite invettive. Che dice, ci è lecito pensare ad una silenziosa manovra di avvicinamento? Le sta chiedendo, a modo suo, di dare questa spallata finale a Lello Abete?
Lui punta sulle persone che gli sono state vicine, ed è giusto che guardi anche a me che gli devo tanto per ciò che mi ha insegnato. Ma quello che accadrà, che farò, sarà una mia scelta. Una posizione scevra da influenze esterne. Tra sei mesi, ripeto, sei mesi, precisamente a fine maggio, se dovessi accorgermi che mancano i requisiti politici, progettuali, tecnici ed umani per proseguire con questa amministrazione, mi dimetterò da ogni mio incarico senza nessuna esitazione. Meglio staccare la spina e non tenere in vita un malato terminale. Sarebbe un inutile accanimento che non porterebbe a nulla.
Se non vogliamo perdere quanto si è fatto in questo anno, campagna elettorale compresa, è indispensabile mettere in campo azioni concrete. Gesti di vero cambiamento. Bisogna iniziare a risparmiare, un esempio su tanti, sui responsabili di posizione. Ci sono funzionari che, oltre allo stipendio, intascano un ulteriore incentivo di 11 mila euro all’anno, e se ottengono 25 punti per gli obbiettivi raggiunti, ricevono un ulteriore bonus da tre mila euro. Eppure, guarda un po’ il caso, da quando ci siamo noi, che nessuno di loro ha raggiunto il punteggio necessario. Che stranezza, non trovi?
Se dovessi troncare il mio rapporto con la giunta Abete, ci tengo a precisarlo, porterò avanti la mia attività politica al di fuori del palazzo senza mai fermarmi. La continuerò, come ho sempre fatto, tra la gente. In mezzo ai loro problemi. I cittadini mi identificano come uno di loro. Una persona umile che proviene dal mondo del lavoro. Dopo maggio, se gli eventi dovessero precipitare, non farò più distinzioni di colori ed ideali. Questi, ormai, sono ragionamenti antiquati. Andrò con chi ha un progetto valido. Perché bisogna puntare sulle idee, sulla volontà di impegnarsi.
Eppure, nonostante la sua lucida disamina, il clima politico resta infiammato. Un giovane, il cittadino che vorrebbe partecipare e credere ancora nella politica, come dovrebbe giudicare quanto accade da tre mesi a questa parte?
Quando volano gli stracci è inevitabile che tutto si comprometta. Ti faccio alcuni esempi: Armando Di Perna, assessore dimessosi, ha avuto dei problemi con il sindaco Abete in svariate riunioni dove si discuteva di bilancio. Pavone, invece, ex staffista di Esposito e poi di Abete, poteva e può dare tanto in termini politici, ma ha avuto troppi problemi con diversi consiglieri. Provo per tutti loro un grande affetto e vorrei consigliargli di smetterla, per il bene del paese, con questo gioco delle torte in faccia.
Sui giovani che si affacciano alla politica, invece, posso testimoniarti che, nella nostra coalizione, abbiamo fatto tanto per offrire a loro gli giusti spazi. Tanti siedono in consiglio comunale e sono parecchio attivi. Abbiamo investito sul ricambio generazionale. C’abbiamo creduto e l’abbiamo attuato. Cosa che, potrai verificarlo, non è accaduto nell’opposizione, portata ancora avanti dai soliti noti. Da parte nostra c’è tutta l’intenzione di formare una nuova classe dirigente. Tutto il resto è apparato. Noia. Vedi il PD. Ognuno si governa da solo.
Al di là di tutto questo, però, convengo con la tua domanda, e confermo che c’è sicuramente bisogno di sobrietà. Gioverebbe a tutti.
Si è da poco aperto il cantiere lungo tutta via Arco. Finalmente, il paese, avrà l’accesso che meritava. La sua giusta dignità. Una buona notizia, questa, macchiata da uno spiacevole accadimento. La ditta incaricata dei lavori, inspiegabilmente, ha depositato i materiali di risulta, chiamiamoli senza esagerazione rifiuti speciali, accanto alla scuola Boschetto. Quali notizie, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, può dare ai genitori di quei piccoli scolari e di quanti, numerosi, vivono in quella zona?
È stato commesso un grave errore. Una leggerezza che andava assolutamente evitata. Io stesso ho parlato con un rappresentate delle forze dell’ordine e stiamo già provvedendo. Aggiungo dell’altro: per evitare strani movimenti, ho verificato che il basolato esportato dai marciapiedi e dalla strada, non venisse venduto sotto banco. Detto ciò, tutti i rifiuti verranno immediatamente rimossi.



