I lavori di realizzazione del grande ripetitore della Telecom, in via Tappia, periferia nordoccidentale di Acerra, sono fermi. E’ stata una denuncia dettagliata alla procura della Repubblica a creare problemi, Un esposto degli ambientalisti della zona secondo cui durante lo scavo per la costruzione delle fondamenta dell’antenna, un palo alto trenta metri, sarebbe emersa un’enorme discarica abusiva di rifiuti. Poi però la discarica sarebbe stata di nuovo occultata, tutta coperta, per consentire la posa del palo su cui sarà necessario installare i ripetitori. Ma è tutto bloccato ora. Il Comune ha infatti avviato un procedimento amministrativo attraverso cui è stato ordinato ai responsabili del cantiere di via Tappia di rimuovere i rifiuti trovati nel sottosuolo. La municipalità è dunque certa che sotto il palo della Telecom esista effettivamente la discarica abusiva. La Telecom ha da adesso in poi poco più di un mese di tempo per eliminare alla radice il problema altrimenti il Comune di Acerra ha minacciato l’azienda di telecomunicazioni di agire in suo danno in caso di inottemperanza del provvedimento puntato al risanamento. Era stato l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo a segnalare alle autorità competenti l’esistenza di uno sversatoio fuorilegge, emerso dallo scavo per la posa delle fondazioni. Poi sul sul posto sono accorsi i vigili della polizia municipale, che hanno rilevato la presenza dei rifiuti. Poco dopo il Comune ha avviato il procedimento finalizzato alla rimozione dei rifiuti. Si tratta di una vicenda controversa. Cannavacciuolo ha infatti accusato l’amministrazione comunale di non aver agito in tempo. “Hanno prima fatto scadere i termini e poi hanno fatto qualcosa per ripristinare la legalità”, afferma l’ecologista. Il riferimento è al meccanismo del silenzio-assenso grazie al quale la società che sta costruendo l’impianto ha avuto la meglio nell’ambito della procedura amministrativa di avvio dei lavori. Il Comune infatti si era opposto alla costruzione del ripetitore solo dopo che erano scaduti i termini di legge. In pratica la municipalità avrebbe reagito troppo tardi. “Il Comune di Acerra – suggerisce intanto Cannavacciuolo – può bloccare definitivamente i lavori e l’attivazione del ripetitore utilizzando due semplici motivazioni: la violazione del decreto del presidente della Repubblica sulle opere urbanistiche perché non rispetta la distanza con i fabbricati vicini e perché è stato realizzato su un’area agricola e in uno spazio che contiene rifiuti”. L’obiettivo dunque è di non far completare il ripetitore. “Anche perchè – fa notare Cannavacciuolo – a poca distanza dall’impianto ci sono le scuole del grande rione popolare Gescal di via Bruno Buozzi”. Gli ambientalisti della zona hanno rinnovato l’invito al Comune di Acerra a “sequestrare tutto il cantiere del ripetitore Telecom”.








