Città Metropolitana: braccio di ferro tra De Magistris e il consiglio

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Il presidente della nuova assemblea di Napoli e dell’hinterland avanza critiche sulla prossima riunione. Tuccillo: “convocazione tardiva”.

Con l’eliminazione della provincia e l’istituzione della Città metropolitana il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, si è ritrovato per legge a capo del nuovo organismo che sovrintende le attività urbanistiche, ambientali e scolastiche dei 90 comuni che compongono il labirinto di cemento attorno al capoluogo. Un potere enorme quello dell’ex magistrato e adesso doppio sindaco, di Napoli e della Città Metropolitana.

Ma i tanti primi cittadini e consiglieri comunali dell’hinterland, 24 dei quali compongono l’attuale consiglio metropolitano, stanno tentando di contrastare questo potere. Vogliono che si giunga all’elezione diretta del sindaco della Città metropolitana. Intanto solo dopo vari mesi De Magistris ha deciso di convocare per venerdi prossimo, 30 aprile, la seconda riunione dell’assemblea di piazza Matteotti. La politica locale spinge per l’approvazione in tempi brevi dello statuto in chiave elettiva. Ma il leader del movimento arancione frena. Nel frattempo a proposito della convocazione il presidente dell’assemblea cittadina, Domenico Tuccillo, sindaco di Afragola, critica le lungaggini.

“La convocazione del consiglio metropolitano giunge tardiva”, lamenta Tuccillo. Che aggiunge: “Adesso occorre compiere tutti gli sforzi possibili per fare in modo che entro il mese di maggio venga adottato lo Statuto dal Consiglio metropolitano. Ribadisco che, con la bozza approvata dalla Commissione e mettendo in campo tutte le attività previste dal Comune di Napoli e dal Consiglio metropolitano, esistono tutte le condizioni per poter arrivare già nel 2016 all’elezione diretta del Sindaco della città metropolitana “. Si stanno però scontrando due mentalità.

Da una parte ci sono De Magistris e i suoi, convinti che proprio il potere conferito a ogni comune napoletano abbia provocato il disastro urbanistico, ambientale e politico che è sotto gli occhi di tutti nell’area metropolitana partenopea, la più popolata d’Italia. Dall’altro c’è la politica dei vari paesi che non vuole cedere di un passo, che non intende rinunciare a un potere accumulato dal Dopoguerra.

 

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