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Lavoratori senza stipendio completo: continuano i disagi per i pendolari. È guerra sui numeri tra l’Eav e Marciano (Pd)

 

Corse che saltano, altre che partono in ritardo: la battaglia della Circumvesuviana continua e si intreccia con la polemica politica. Da tre giorni, ormai, macchinisti e capitreno stanno attuando una singolare protesta per reclamare lo stipendio di giugno: il 50% lo hanno avuto con soldi anticipati dalla stessa Eav (l’azienda che controlla la Circum), il restante dovrebbero averlo lunedì. Intanto, sono sul piede di guerra: si rifiutano di fare lo straordinario (è un loro diritto, ma in Circum la carenza di personale costringe l’azienda a ricorrere tutti i giorni allo straordinario) e fanno partire i treni con dieci minuti di ritardo. Ogni tanto scartano qualche treno perché ritenuto inidoneo (guasto e quindi inadatto a funzionare). Risultato: 70 corse saltate l’altro ieri, idem ieri mentre oggi sono già decine. Alla protesta si aggiunge la cronica mancanza di materiale e, così, questa mattina, il primo treno da Sorrento verso Napoli è partito soltanto alle 7,28, cioè circa un’ora e mezza dopo il consueto orario. Un vero calvario per i pendolari, costretti a fare i salti mortale per raggiungere il posto di lavoro o tornare a casa. Nel frattempo, è anche guerra politica. L’Eav, ieri, con un comunicato ha voluto specificare le ragioni del ritardo nei pagamenti: “Il pagamento del 50% delle competenze stipendiali, con definitiva regolarizzazione entro il giorno 6, è stato il risultato di una scelta di responsabilità per ovviare al ritardo tecnico – amministrativo attribuibile tutto all’Ufficio Tesoreria della Regione Campania.

Ciò all’esclusivo fine di venire incontro alle esigenze dei propri lavoratori e ridurre in maniera rilevante il loro disagio. Per raggiungere tale risultato, la Società EAV è dovuta ricorrere allo svincolo di fondi destinati. Inoltre, soltanto da ieri sono nella disponibilità di cassa dell’EAV circa 15 milioni di euro al netto dell’IVA versata all’erario”. I soldi, insomma, sarebbero arrivati tardi per colpa della Regione. Una tesi confutata dal consigliere regionale Pd Antonio Marciano che spiega: “Ho visionato tutti gli atti degli uffici regionali. La distinta di pagamento porta come data il 30 giugno: il tempo di pagare tutti gli stipendi ci sarebbe stato”