« Mi sento in colpa e quindi in dovere di fare tutto il possibile per Nadia e i suoi figli ». L’outing pubblico dell’imprenditore Michele Piccolo sembra calzare a pennello con i terribili fotogrammi dell’uccisione di Anatolij Korol, l’ucraino di 42 anni assassinato il 29 agosto di due anni fa proprio nel tentativo di sventare una rapina in uno dei supermercati di Piccolo, a Castello di Cisterna, hinterland orientale di Napoli. Korol poteva starsene immobile come fecero tutti, dipendenti e avventori del supermercato, e invece si avventò a mani nude e con tutte le sue forze sui malviventi che stavano saccheggiando a mano armata le casse dell’esercizio commerciale, i fratellastri Gianluca Ianuale e Marco Di Lorenzo, figli del boss locale Vincenzo e residenti a due passi, in via Selva. I due giovani spararono su Anatolij due colpi di pistola, a bruciapelo. Piccolo, subito dopo il sacrificio dell’immigrato eroe, assunse nel panificio di un altro suo supermercato, nella vicina Sant’Anastasia, Nadia, la vedova di Anatolij, garantendo assistenza finanziaria a tutta la famiglia, i due figli compresi, un’adolescente e un bambino di appena qualche anno. Intanto l’anno scorso il Comune di Castello di Cisterna “si dimenticò” di commemorare l’immigrato eroe. Ieri però il sindaco Aniello Rega c’ha messo una pezza organizzando in serata una cerimonia di premiazione nel centro sociale del rione De Nicola. Quindi la “confessione” di Piccolo, pronunciata davanti a tutti, mentre l’imprenditore consegnava una targa a Nadia. « Mi torna alla mente – ha poi commentato Massimiliano Manfredi, parlamentare Pd e componente della commissione antimafia – la scena di quel ragazzo italiano ucciso di recente a calci in una discoteca di Barcellona, sotto gli occhi impauriti di tutti. Se solo qualcuno dei presenti avesse avuto il coraggio che ha avuto Anatolij quel ragazzo probabilmente sarebbe sopravvissuto: Korol è stato un esempio di sacrificio umano e di vera integrazione. Ha avuto quel coraggio che è mancato anche ai nostri connazionali ». Sulla stessa falsariga gli interventi del presidente della commissione regionale antimafia, Carmine Mocerino, del comandante della compagnia carabinieri di Castello di Cisterna, il capitano Tommaso Angelone, del comandante della compagnia della Guardia di Finanza di Casalnuovo, Pasquale Danese. Tra i presenti anche il deputato di Forza Italia, Paolo Russo, il presidente di Libera Campania, Antonio D’Amore, i sindaci di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana, Lello Abete e Salvatore Di Sarno. La consigliera regionale del Pd, Bruna Fiola, ha dato un caloroso abbraccio a Nadia. Non ci sono state polemiche, nonostante il Comune, a luglio, abbia bocciato la delibera della precedente amministrazione che disponeva l’intitolazione a Korol della strada in cui fu ucciso, via Selva appunto. « Questa sera – ha avvertito all’inizio della cerimonia il sindaco Rega – sono vietate critiche e polemiche ». Dal canto suo la vedova Nadia ha solo ringraziato, senza dire praticamente nulla. Come di consueto. Quindi l’abbraccio a Piccolo, l’imprenditore-benefattore col senso di colpa.
(fonte foto: ilgiornale.it)





