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Casalnuovo, primo parco pubblico nella città del cemento: dopo la Procura indaga anche l’Anticorruzione. Guardia di finanza in municipio

I lavori per il primo parco pubblico nella città degli scandali edilizi: dopo la Procura indaga anche l’Anac. Il 16 aprile i carabinieri, su delega della Procura di Nola, hanno acquisito in municipio atti e documenti dell’appalto. Ieri poi stessa operazione, stavolta della guardia di finanza di Roma, che ha agito per conto dell’Autorità nazionale anti corruzione di Raffaele Cantone. La doppia inchiesta è scaturita da una denuncia firmata dal consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Christian Cerbone, e dal leader ambientalista Alessandro Cannavacciuolo. Nel mirino, tra le altre cose, il collaudo e la consegna al Comune dell’opera, risalenti al 29 marzo, e la bonifica di tonnellate di amianto rinvenuto durante i lavori in corso da quattro anni nell’area dismessa della ex fabbrica Moneta. Ma nonostante l’opera sia stata dichiarata collaudata e consegnata, dopo 42 giorni resta chiusa al pubblico e divisa in due lotti, uno dei quali è rimasto sterrato. Molti gli aspetti da chiarire di questa vicenda. In primo luogo la magistratura dovrà accertare quanti soldi siano stati effettivamente spesi finora dal Comune, in particolare per bonificare gli oltre ventimila metri quadrati di spazi individuati per realizzare il parco. Sarà necessario anche capire dove e come siano stati smaltiti i rifiuti pericolosi e non trovati nel sottosuolo della fabbrica Moneta. Molte le tonnellate di amianto. Poi sarà necessario anche capire come mai il 29 marzo l’opera sia stata dichiarata collaudata e consegnata al Comune quando poco prima l’area era stata divisa in due lotti e quando a quella data entrambi i lotti si presentavano a occhio nudo del tutto incompleti e ben lungi dall’essere ultimati. Uno dei due lotti è rimasto infine un semplice sterrato. Nell’altro i lavori sono proseguiti dopo la data di collaudo e consegna. Sono state zollate le aiuole con erba già preparata e acquistata da un fornitore e sono state completate e pavimentate le passerelle. Ma tutto questo, è bene ripeterlo, ben dopo la data di collaudo e consegna. Inoltre la zona in cui è stato trovato l’amianto si trova separata dalla porzione di parco pubblico che il sindaco ha deciso di completare soltanto da un recinto telato. Resta dunque sullo sfondo l’interrogativo più drammatico. Per mesi tantissimo amianto è rimasto accatastato in mezzo al cantiere, accanto a una scuola e a tante abitazioni. Ma esistono dichiarazioni, risalenti all’anno scorso, sia pubblicate su facebook che registrate, delle istituzioni locali e dei dirigenti dei lavori, in base alle quali < tutto l’amianto del parco Moneta è stato rimosso >. C’è stato persino chi si è spinto a dire che < tutto l’amianto che stava nel sottosuolo del cantiere è stato tolto e inviato in una discarica specializzata della Sardegna >. Dovranno però essere i giudici a verificarlo. Anche i carabinieri e la guardia di finanza. Ci si chiede a questo punto come sia possibile che il sindaco voglia inaugurare un parco pubblico realizzato a metà e per giunta con tutto intorno una zona in cui è stato rinvenuto amianto a bizzeffe.  < Il sindaco Massimo Pelliccia – commenta Christian Cerbone – ha chiamato me e Cannavacciuolo “allarmisti” ma dopo la nostra denuncia sono giunti i carabinieri in municipio e poi la guardia di finanza per l’Anac, che si muove così quando ci sono forti dubbi. Ora aspettiamo i risultati prima di decidere chi sia allarmista o meno >. Cerbone ricorda un episodio. < Nel 2016 – racconta – chiesi la convocazione di un consiglio comunale per conoscere lo stato del sottosuolo della Moneta ma le mie interrogazioni non furono inserite nell’ordine del giorno dell’assemblea cittadina. Io quindi interpellai il prefetto: ammonì il presidente del consiglio per la mancata discussione della delicata problematica che investe la salute dei cittadini >.

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