Casalnuovo, colata di cemento: stop a metà dal consiglio comunale

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Approvata ieri sera dall’assemblea cittadina la delibera che esclude le aree industriali dismesse dall’applicazione della legge regionale 13. Si continuerà a costruire nelle zone abitate. Eletto il nuovo presidente, Gaetano De Maria         

 

A Casalnuovo l’applicazione della nuova legge regionale sull’edilizia, la numero 13 del 10 agosto scorso, non sarà consentita nelle aree industriali dismesse ma lo sarà in tutto il resto del territorio comunale, comprese le aree residenziali già densamente popolate. Con la delibera approvata ieri sera dalla stragrande maggioranza dei consiglieri comunali presenti, l’assemblea cittadina ha dunque stabilito che la nuova legge, erede del Piano Casa, escluderà le grandi aree industriali abbandonate da anni.

Una legge che, come la precedente, permette, a determinate condizioni, di ristrutturare o di abbattere e ricostruire gli edifici consentendo un ampliamento delle volumetrie preesistenti dal 20 fino al 35 %. Il Comune ha però escluso dal provvedimento edilizio regionale le grandi aree abbandonate in cui un tempo erano attive alcune delle più importanti fabbriche del Napoletano.

 

Exide, Eridania, Farvima, Cartiera, Colussi, Liquigas, alcuni dei nomi che hanno fatto la storia dell’industria campana. Qui, secondo un calcolo dell’ufficio tecnico municipale, grazie alla legge 13 sarebbe stato possibile realizzare circa 2mila nuovi appartamenti al posto delle fabbriche dismesse. Un numero estremamente elevato di abitazioni rispetto alle condizioni della città, già satura di cemento visto che conta quasi 50mila abitanti, stipati in appena 7,7 chilometri quadrati.

 

Con il voto di ieri sera, però, questa evenienza è stata scongiurata. Ma resta il fatto che l’ampliamento volumetrico continuerà a essere consentito in tutto il resto della città, cioè nelle zone residenziali A e B, densamente popolate. Su quest’aspetto della questione il consiglio comunale ieri sera non ha posto paletti. A favore della delibera hanno votato 19 dei 23 consiglieri comunali presenti alla convocazione tenuta a palazzo Lancellotti. Si sono astenuti quattro consiglieri dell’opposizione: Salvatore Errichiello, Giovanni Nappi, Carmine Perrella e Salvatore Sassone. Tre consiglieri di opposizione hanno invece votato a favore del provvedimento insieme con la maggioranza: Espedito Iasevoli, Carmine Romano detto Enzo e Giovanni Brandi. Poco prima era stato eletto il nuovo presidente del consiglio comunale. Si tratta di Gaetano De Maria, 56 anni, che nel lavoro di tutti i giorni è un tecnico esperto in materia edilizia.

 

Fa parte del gruppo misto insieme con il consigliere Luigi Piscopo. De Maria prende il posto di Katia Iorio, figura ormai consolidata di Forza Italia nel territorio. Intanto la città attende il nuovo Piano urbanistico, il Puc. L’unico strumento edilizio comunale è il Piano regolatore generale, ormai più che datato, risale al 1998, a quando la città era meno popolata e meno cementificata, anche se già all’epoca era stata assalita dagli speculatori. Nel frattempo l’applicazione della legge regionale nelle zone A e B, consentendo la prosecuzione della costruzione di nuovi appartamenti nel centro urbano, potrebbe vanificare la redazione dello stesso Puc. Se e quando sarà redatto il piano urbanistico si rischierà di dover prendere solo atto della situazione esistente visto che il tessuto urbano risulterà più saturo di quanto lo sia attualmente.