Giovedi sera i senza lavoro del Consorzio Unico di Bacino hanno chiesto scusa al loro vescovo, monsignor Antonio Di Donna, che durante quei concitati frangenti “incendiari” aveva anche avuto un battibecco con i manifestanti. La “pace” tra gli arrabbiatissimi Cub e il prelato è stata suggellata ieri sera durante un cordiale incontro in vescovado. Gli scioperanti hanno smontato dal sagrato del duomo la tenda che avevano installato 18 giorni fa, accanto all’ingresso della chiesa più importante della diocesi. Di Donna ha quindi accolto a casa sua i ribelli, tutti cinquantenni del posto, Carmine Marrazzo, Vincenzo Maiorino e Giovanni D’Errico. « Monsignore – ha esordito Marrazzo – le chiediamo scusa per le azioni di cui siamo stati protagonisti. Qualcuno ci ha accusato di essere stati blasfemi ma noi non volevamo esserlo, io sono un credente. Noi siamo solo disperati ». « Non dovete preoccuparvi – il perdono del vescovo – anche se qualcuno mi diceva che dovevate andare via dal duomo io non l’ho voluto e non l’ho fatto. Vi prego però: non fate più quelle cose nel duomo ». Di Donna, prima di congedare gli ospiti, ha infine abbracciato Marrazzo e Maiorino.



