CONDIVIDI

Saranno sospesi i dipendenti del Comune di Nola a cui ieri mattina i carabinieri hanno notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari per truffa aggravata nei confronti dello Stato e per false attestazioni o certificazioni.

Nei confronti dei 63 lavoratori accusati di “assenteismo” sarà attivato il procedimento disciplinare previsto dalla legge Madia. Il rischio per loro è il licenziamento. Strisciavano il badge e andavano via, oppure nel municipio non ci entravano proprio e per loro c’era qualche collega che glielo passava al marcatempo. Ufficialmente erano in ufficio, in realtà si trovavano all’esterno della casa comunale a svolgere attività private: chi passava le ore di lavoro al tavolino di un bar a chiacchierare, chi a girare per il centro cittadino per sbrigare commissioni personali. Insomma, facevano tutto tranne che i compiti per cui in quei momenti lo Stato li stava retribuendo. A scoprirlo sono stati i militari dell’Arma della compagnia di Nola in circa due anni di attività investigativa. Sulla vicenda si è espresso anche il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, che per i cosiddetti “furbetti del cartellino” ha chiesto «licenziamenti immediati e subito nuovi concorsi per assumere giovani che vogliono lavorare». «Le inchieste che hanno coinvolto i Comuni di Giugliano e Nola e che – ha dichiarato Borrelli – quotidianamente riportano casi simili in tutta Italia dimostrano che, nella pubblica amministrazione ci sono troppi che truffano lo Stato prendendo stipendi per lavori che non svolgono e servono punizioni certe e immediate, approfittando anche delle recenti riforme che hanno accelerato l’iter per arrivare al licenziamento dei dipendenti truffaldini».