CONDIVIDI

Il Napoli sconfigge l’Atalanta in trasferta ma la maledizione dei penalty continua.

Il presidente De Laurentiis dovrebbe, una volta e per sempre, farsi sentire in Lega ed in Federazione. Dovrebbe fare la voce grossa, imporre l’autorevolezza che il Napoli merita, in virtù della sua forza sul campo dimostrata negli ultimi anni.

Basta! Basta, per favore! Basta, per carità! Non dateci più rigori, non fischiate mai più penalty a favore degli azzurri! Gli arbitri, una volta tanto, siano seri ed evitino di esporre i calciatore del Napoli al pubblico ludibrio. Al limite, quando saranno pronti, faranno loro un fischio agli arbitri: il tempo di individuare, finalmente, un rigorista degno di questo nome. Potrebbe farlo Insigne, o magari Reina. Certo è che, per il momento, è meglio desistere: gli errori dagli 11 metri sono così tanti che ormai, quando ce li assegnano, i calciatori non esultano. Li vedi sudare freddo, guardare il cielo e fischiettare, mettersi le mani nei capelli (o tra la cresta, nel caso di Marek Hamsik). Per la cronaca: il capitano azzurro il primo penalty lo ha segnato, ma ha tirato comunque malissimo.

Rigori o no, il Napoli si è liberato dell’Atalanta con un poco di fatica e questo è un dato di fatto. La stessa fatica che ha fatto la Juventus, che a Carpi ha fatto perdere la pazienza a mister Massimiliano Allegri, il quale negli ultimi minuti si è tolto il cappotto, infuriatissimo. Sembrava l’incredibile Hulk. I romagnoli stavano per pareggiare e, soprattutto, stava per segnare un certo Lollo: passi per il gol subito, ma uno che si chiama Lollo non può passare alla storia per aver messo sotto la Juventus. Per questo Allegri non se ne faceva una ragione. Al mister bianconero va comunque dato il merito di essersi agitato come un pazzo senza inciampare: Mancini non ci sarebbe mai riuscito, lui e le sue scarpine con la sola liscia