Le mamme e i papà con i loro bambini, i disoccupati uniti nei movimenti di lotta. Ieri sera c’erano un centinaio di persone al corteo organizzato dai disoccupati del movimento “Bros” per protestare contro la presenza di una discarica di amianto nella palestra del primo circolo didattico di Acerra, la scuola elementare del centro storico chiusa sei anni fa e ora in fase di ripristino. La manifestazione che ne è seguita ieri non ha trovato la partecipazione della città ma il corteo che è sfilato per la strade di Acerra si è fatto sentire lo stesso. “Basta veleni: vogliamo vivere”, “Non speculate sulla nostra pelle”, le frasi scritte sugli striscioni della manifestazione. Due bambini reggevano un cartello che riportava una frase da pelle d’oca: ”Non rubateci il futuro”. Il corteo è sfilato per le strade del centro cittadino ed è passato proprio davanti alla scuola il cui cantiere era stato occupato dai “Bros” nell’ambito di una rivendicazione occupazionale. Durante l’occupazione, però, i senza lavoro hanno scoperto tonnellate di eternit grossolanamente ammassato nella palestra antistante l’edificio scolastico chiuso sei anni fa a causa di un dissesto. La scoperta è stata fatta mercoledi 4 aprile. Le polemiche sono state notevoli. “Vogliono denunciarci per procurato allarme ? Lo facciano pure: noi denunciamo loro per mancato controllo”, le parole urlate contro il Comune attraverso il megafono da Sergio Pizzo, attivista locale dei movimenti di lotta. Ma ieri sera è trapelata una notizia che il Comune ha confermato in un comunicato diffuso oggi pomeriggio. La ditta incaricata di effettuare le analisi del cantiere del primo circolo didattico ha certifico che il luogo interessato “non presenta fibre di asbesto disperse nell’aria”. Nessun pericolo, dunque, stando almeno a ciò che sostiene l’impresa che ha realizzato la ricerca ambientale seguendo le prescrizioni della sezione amianto dell’asl Napoli 2 nord. Eppure avevano impressionato parecchio le immagini dell’eternit asportato in modo visibilmente non a norma dal sottotetto e dalle altre strutture dell’edificio e poi praticamente gettate nella palestra, che tra l’altro subì due anni fa anche un incendio di matrice mai chiarita. In ogni caso la palestra è stata fatta sigillare dal Comune con dei teloni di plastica apposti sulle finestre. A questo proposito però il cosigliere comunale del Pd, Paola Montesarchio, ha spedito un esposto in Procura. “Mi hanno consegnato una serie foto – racconta – in cui si vede che la sigillatura è già venuta meno in diversi punti”. La sensazione però è quella della fine di una polemica durata quasi dieci giorni. Ieri infatti gli studenti e gli insegnanti del liceo socio psicopedagogico Munari, piazzato proprio accanto alla scuola elementare in cui è stato trovato l’amianto, sono stati ricevuti dal sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri. Ragazzi e docenti non si recavano a scuola da giorni a causa della paura provocata dalla presenza dello sversatoio di eternit. A ogni modo il primo cittadino ha fornito rassicurazioni circa la salubrità dell’aria circostante il cantiere del primo circolo. Al Munari le lezioni riprenderanno a partire da lunedi. Stamattina i ragazzi hanno fatto un corteo sempre puntato su questa situazione. Nel frattempo è terminata anche l’occupazione del cantiere da parte dei “Bros”.
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