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Algida, azienda irremovibile nel confronto: “centro ricerca da chiudere e trasferire a Londra”

La Fai Cisl decisamente contraria all’operazione aziendale.   

 

Unilever lo ha ripetuto ieri, durante il secondo esame congiunto in fabbrica: il centro ricerca e sviluppo dell’Algida di Caivano deve essere chiuso. Andrà in Inghilterra.  Sembra irrevocabile la decisione della multinazionale.  Sparirà da Napoli il laboratorio  in cui è stato inventato il gotha del gelato commerciale, dal Cornetto al Magnum, dal Cucciolone al Calippo. Dunque, ieri fumata nera anche dal secondo esame congiunto tra azienda e sindacati sulla procedura di mobilità che porterà alla chiusura del centro ricerca dello stabilimento di Caivano e al licenziamento dei 39 tra laureati e tecnici che vi lavorano. Si tratta di profili professionali elevati, biologi, chimici, pubblicitari, nutrizionisti, esperti di marketing che dovranno fare le valigie entro il prossimo 21 dicembre, cioè nei giorni in cui scadrà un’altra, terribile, procedura di licenziamento, quella per tutti gli 845 addetti del call center Almaviva di via Brin, a Napoli. E ciò capita proprio quando il governo è appena riuscito a insediare nel capoluogo partenopeo un altro centro ricerca prestigioso, quello della Apple, e a varare una manovra economica che prevede incentivi fiscali soprattutto alle aziende che investiranno nel Mezzogiorno per sviluppare ricerca e innovazione. Intanto la Unilever ieri è stata chiara: la chiusura del laboratorio di Caivano non si discute. Secondo quanto riferito dai sindacati la multinazionale ha prefigurato una possibilità di ricollocazione in Italia o all’estero soltanto per 13 dei 39 addetti del centro di ricerca da chiudere. E’ solo una possibilità, però. Il personale da salvare sarà inserito nell’ambito di una più vasta  platea di “candidature” verso gli altri impianti del gruppo. Nel frattempo questo dramma produttivo e occupazionale si sta consumando nel silenzio totale. Nessuno sciopero, nessuna protesta. Istituzioni silenti. “Sono ovviamente contraria ai licenziamenti ma anche alla chiusura del centro di ricerca e sviluppo dell’Algida di Caivano – tiene però a precisare Raffaella Buonaguro, della segreteria regionale Fai Cisl – perché ritengo che il centro di ricerca sia il cervello dell’azienda. Una volta chiuso potrebbero esserci ripercussioni sul futuro dell’intera fabbrica”. L’Algida di Caivano conta 800 addetti. Ma ci sono problemi complessivi. Ieri la dose dei tagli è stata infatti rincarata anche da un accordo, raggiunto nella stessa sede dell’esame congiunto per il centro ricerca, accordo finalizzato alla mobilità volontaria e incentivata di 13 addetti alla produzione dell’impianto napoletano.

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