Acqua, petizione popolare: via Laboccetta dalla Gori

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I Verdi accusano: “la Gori sta staccando l’acqua alle famiglie anche in queste ore drammatiche mentre in altre zone ci sono assurdi sprechi “.  
“L’acqua  non  può  essere  proprietà  di  nessuno. L’accesso  all’acqua  deve  essere  garantito  a  tutti  come  un  servizio  pubblico. Intanto in questi  giorni  di  eccezionale  calura  – dichiara il consigliere regionale di Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli – con  temperature  che  superano i  40 gradi, con  un  tasso di  umidità  che  si avvicina  al  90%,  la  GORI sta procedendo  in  maniera  inesorabile  a  staccare  l’acqua  a  famiglie non  in  grado di  far fronte  al  pagamento delle bollette, come è avvenuto a Portici e a Casalnuovo. Questo comportamento attuato dall’azienda guidata dal vice coordinatore di Forza Italia Amedeo Laboccetta è inaccettabile. Per questo abbiamo chiesto al vice Presidente della Regione ed ai sindaci di fermare i distacchi almeno fino alla fine dell’estate”. I Verdi lanciano una petizione popolare. Obiettivo: chiedere le dimissioni urgenti del presidente della Gori, Amedeo Laboccetta. Caos infinito. C’è chi sta segnalando sprechi incontrollati nella condotta gestita dalla società controllata da Acea. “Mentre alcuni comuni sono senz’ acqua – aggiunge Paolo Sergio, di Cimitile – da noi invece viene sprecata. C’è una perdita da mesi più volte segnalata.  La gestione della rete colabrodo è allucinante. C’è un punto a Cimitile  rappezzato almeno due volte e adesso bisogna intervenire di nuovo. Intanto in questi giorni di caldo e afa ne approfitteranno gli animali che troveranno ristoro a spese della GORI.  Ecco anche perché la nostra acqua è così cara!”. A ogni modo, questione Laboccetta a parte, sembra, stando almeno agli annunci di qualche giorno fa, che il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, sia intenzionato a superare il sistema della gestione privata del ciclo delle acque. Intenzioni che si scontreranno certamente con il sistema di interessi che da anni sta attorno e dentro le società che gestiscono i servizi pubblici essenziali. La Gori per esempio è un carrozzone da 700 dipendenti. Molte le polemiche che hanno riguardato il numero molto elevato di addetti.

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