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Acerra, voto di scambio: il comune non è parte civile. Salta la discussione in consiglio. L’opposizione informa il prefetto

 

La segreteria generale: “E’ materia di esclusiva pertinenza del sindaco e della giunta”.    

 

 

L’opposizione consiliare di Acerra ha trasmesso una nota al prefetto di Napoli, Gerarda  Pantalone. Obiettivo sostanziale: far ripristinare l’ordine democratico nell’assemblea cittadina, stando almeno a quel che si legge nel documento. Stamane intanto c’è stato un altro duro scontro con la maggioranza, invitata dalla minoranza, in particolare dal consigliere Giancarlo Esposito, ma a ruota sia da esponenti del centrodestra che del centrosinistra, a promuovere la costituzione di parte civile del comune nel processo sul voto di scambio. Ma la risposta della segretaria generale, Maria Piscopo, ha stroncato sul nascere il tentativo dell’opposizione. La dirigente comunale ha citato l’articolo 42 della legge 267 del 2000, che disciplina la materia negli enti locali, spiegando in pratica che l’argomento è di esclusiva competenza del sindaco e della giunta e che fino ad oggi nessun procedimento giudiziario legato al processo sul voto di scambio è stato notificato all’ente. Dopodiché i lavori del consiglio si sono chiusi. Il sindaco Lettieri e i consiglieri comunali che lo appoggiano hanno abbandonato l’assemblea. Tutti tranne il consigliere Andrea Piatto, che ha continuato a discutere con Esposito tra i banchi del consiglio. La questione è di quelle che scottano. C’è un processo in corso al tribunale di Nola il cui principale imputato è Nicola Ricchiuti, ex consigliere di maggioranza della lista Acerra è tua e, all’epoca dei fatti contestati, titolare di una ditta di vigilanza. E’ accusato di aver promesso posti di lavoro nella sua ditta in cambio di voti sia al primo turno che al ballottaggio. Una volta ricevuto l’avviso di garanzia dalla procura Ricchiuti si è poi dimesso da consigliere eletto in quella tornata. Ora però scoppia la polemica. L’opposizione ritiene che questa vicenda abbia seriamente danneggiato l’immagine della municipalità e alterato in qualche modo il voto per cui chiede che il comune si costituisca parte civile al processo. Cosa che finora non è avvenuta. Nel frattempo la minoranza ha fatto notare che l’esistenza del procedimento penale a carico di un consigliere comunale, Ricchiuti, è nota agli atti del consiglio dal momento della decadenza della carica, avvenuta nel 2013, oltre che dalle notizie giornalistiche. “Ma in tutti questi anni – aggiunge l’opposizione – il sindaco non si è mai attivato sul fronte della costituzione di parte civile”. “Per questo motivo – si spiega nel documento inviato al prefetto – il 28 aprile del 2016 i consiglieri di opposizione presentavano un ordine del giorno in questa direzione, ai sensi dell’articolo 39 del testo unico degli enti locali, con cui si impone al presidente del consiglio di convocarlo entro venti giorni”. Poi, l’ 11 maggio del 2016, il presidente De Luca, con un parere del segretario generale, dichiara la convocazione inammissibile in quanto non rientra tra le competenze del consiglio ai sensi, appunto, dell’articolo 42 e perchè non risulta nulla al comune da parte del tribunale. “Il presidente e la segretaria – eccepiscono però gli esponenti della minoranza –  calpestano il regolamento del consiglio che conferisce, attraverso l’articolo 52, questa possibilità nell’ambito della funzione di indirizzo conferita al consiglio dalla legge. In ogni caso, non è indispensabile che il comune per attivarsi debba attendere notizie dalla procura o dal tribunale. Al comune di Acerra è già avvenuto nel caso del processo Romiti più altri – ricordano – in cui il sindaco di allora, Marletta, chiese alla procura di avere notizie. Ma al presidente e al segretario – riferiscono  ancora dalla minoranza – interessa poco sapere se consapevolmente o meno, se su indicazione o ordine del sindaco, circostanza probabile, impediscono al consiglio di esercitare una prerogativa di legge ossia di indicare un indirizzo politico. Per questo motivo – annunciano – tutto è stato segnalato alla procura e al prefetto di Napoli”.  Una serie di interrogativi arrovellano in pensieri della minoranza:” Chi ha interesse a non far uscire carte dal fascicolo processuale? Chi non vuole inasprire il rapporto con Ricchiuti, che ha diversi problemi ed è stato abbandonato al suo destino?”. ” La costituzione di parte civile – presumono nell’opposizione –  potrebbe indurlo a collaborare con la giustizia sui fatti di quella campagna elettorale ! Oggi comunque presidente e segretario, che apparentemente non hanno interessi, hanno ribadito il loro orientamento, dopo la riproposizione di ieri dell’ordine del giorno, in consiglio, peraltro non convocato sul punto: fatti gravi, che allo stato non hanno più nulla di politico. Vedranno altri se hanno una gravità, un rilievo e di quale natura giuridica. Tutti i protagonisti hanno l’età della consapevolezza”. “Siamo di fronte a palesi abusi – commenta infine Pasquale Marangio, del Pd di Acerra – che servono a tutelare finalità politiche, e non solo, del sindaco e di pezzi della maggioranza. il presidente e il segretario sono adulti e vaccinati. Non devono rispondere più alla politica ma alle istituzioni”. Il Movimento Cinque Stelle, presente ai fatti di stamane, ha emesso un comunicato: “Un consiglio comunale vergognoso: la maggioranza, sindaco in primis, si è volutamente sottratta al confronto sul voto di scambio. La costituzione di parte civile sarà pure prerogativa del sindaco e della giunta ma questo non vuole dire che non se ne debba parlare in consiglio comunale. Siamo pronti a scendere in piazza: se l’amministrazione non vuole costituirsi  lo farà il popolo “.

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