Quasi 40 anni dopo la nomina a vescovo della città il prelato antimafia riceverà il riconoscimento dal consiglio comunale. La richiesta era stata dell’associazione O.Si.S.
Don Antonio Riboldi dalla lombarda Triuggio ha 92 anni e ne ha trascorsi gli ultimi 37 ad Acerra. Finora però nessuna amministrazione del comune di adozione gli aveva conferito la cittadinanza onoraria. Fino a ieri: meglio tardi che mai. Già perché dopo la richiesta, inoltrata un anno e mezzo fa, dall’associazione O.Si.S., Organismo Sicurezza Sociale, del dottor Alfonso Maria Liguori, il comune ha infatti deciso di conferire all’epico don anticamorra l’onorificenza tanto attesa. La cittadinanza onoraria di Acerra sarà consegnata al prelato, insieme alle chiavi della città, il prossimo 30 maggio, nell’ambito di una cerimonia solenne che si terrà in consiglio comunale. Lo conferma il presidente dell’assemblea cittadina, l’avvocato Domenico De Luca. “Stiamo approntando l’organizzazione dell’evento – anticipa De Luca – la cerimonia si terrà la mattina del 30 maggio”. Negli ultimi anni il mancato riconoscimento della cittadinanza onoraria a don Riboldi aveva scatenato polemiche. Il comune infatti aveva fatto sapere ufficialmente che non c’era bisogno di conferire a don Riboldi questo riconoscimento perché il vescovo emerito aveva già la residenza da anni in quel di Acerra. Una risposta che suscitò la replica piccata del vescovo attuale, monsignor Antonio Di Donna.



