Una targa per sottolineare il contributo della comunità di Somma Vesuviana alla missione archeologica.
I tecnici del cantiere di scavo della Villa Augustea, nel sito archeologico di Starza Regina, lo chiamano il “muro dei ringraziamenti”: lì ieri è stata posta la targa con la quale la missione italo giapponese riconosce il contributo che la comunità di Somma Vesuviana e l’amministrazione comunale hanno dato, in oltre quindici anni di lavoro, al successo della missione archeologica. Un ricordo che resterà per i posteri nel sito e voluta dagli archeologi, in memoria dell’accoglienza e del clima di affetto consolidatosi negli anni anche con il conferimento della cittadinanza onoraria ai professori Masanori Aoyagi – dell’Università di Tokyo – e Antonio De Simone, del Suor Orsola Benincasa di Napoli consegnata loro nel 2010 dall’ex sindaco Raffaele Allocca, scomparso lo scorso anno, che ieri i responsabili dell’evento hanno voluto ricordare.
Gli scavi dovrebbero riprendere a breve, ma una cosa è certa, comunque gli archeologi decidano di procedere: l’edificio finora portato alla luce si estende per una superficie notevolmente più ampia di quella indagata e si articola in ambienti posti a quote diverse prefigurando un impianto a terrazze, tipico del modello adottato nei complessi collocati lungo la fascia costiera vesuviana. Una manifestazione sobria, ieri nel cantiere, con tutti coloro che negli anni hanno dato una mano concreta per riportare alla luce le strutture e i reperti che hanno entusiasmato la comunità scientifica mondiale.
Oltre al sindaco Pasquale Piccolo, l’assessore ai beni culturali Elena Terraferma, l’assessore Luigi Coppola (eventi), erano presenti esponenti della giunta e consiglio comunale, le associazioni locali – Pro Loco Somma, Dioniso, Apolline Project – che hanno consentito, in tredici anni, le continue aperture straordinarie e l’accesso alla villa di oltre settantamila visitatori, le maestranze, gli studiosi del Suor Orsola Benincasa (partner dell’Università di Tokyo fin dai preliminari atti amministrativi del 2001), il consigliere regionale Carmine Mocerino cui si deve il primo intervento di valorizzazione del sito archeologico con l’installazione di passerelle per agevolare il percorso dei visitatori e Vincenzo Romano, che ha donato al Comune il suolo circostante, consentendo l’ampliamento del fronte di scavo verso valle.
Negli anni, hanno varcato il cancello del sito archeologico illustri cattedratici di fama internazionale tra i quali Salvatore Settis, storico dell’arte e archeologo, già direttore della Normale di Pisa. E anche Piero e Alberto Angela realizzarono un documentario, ancora disponibile in rete, lasciandosi stupire dal fascino di un monumento che ancora promette sorprese.





