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Acerra e i rifugiati respinti: appalto non a norma. Case senza l’agibilità comunale.

Indagine della prefettura: la gara ministeriale per l’alloggiamento dei rifugiati è risultata priva dei requisiti effettivi.  

E dopo la protesta popolare spunta lo scandalo. Sono infatti risultate prive del certificato di agibilità del comune le case affittate da un costruttore locale alla cooperativa casertana di assistenza che ha vinto l’appalto ministeriale per l’alloggiamento di 45 profughi, ad Acerra, nel parco Di Fiore. Profughi che poi però sono stati respinti dalla popolazione, sabato sera. E’ stata l’indagine avviata dal prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone, a scoperchiare la pentola di un appalto ormai chiaramente illegale. Nella tarda mattinata di ieri la prefettura ha chiesto al sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, se le case in questione abbiano o meno il certificato di abitabilità. La risposta di Lettieri è giunta dopo le otto di sera. In un comunicato stampa, diramato poco prima delle 21, il primo cittadino ha ammesso che ” il plesso individuato per ospitare 45 profughi è sprovvisto di agibilità “. Nello stesso comunicato Lettieri ha però subito cambiato radicalmente discorso passando rapidamente alla questione del respingimento dei profughi da parte della popolazione del rione Spiniello. ” Questa città – il commento del sindaco – non è interessata allo sterile dibattito che ha l’obiettivo di riproporre, strumentalizzando i fatti di Acerra, il grande tema dell’immigrazione come strumento di propaganda politica. Riteniamo che tutte le persone, di qualsiasi razza esse siano, trovino residenza, dimora o accoglienza  in luoghi e strutture degne di un paese civile ed effettivamente europeo “.  Più che di tre villette a schiera il plesso di Acerra in cui decine di profughi africani dovevano essere alloggiati assomiglia molto a uno squallido monoblocco della speculazione edilizia in “stile” hinterland napoletano. E’ stato qui, in via Ignazio Caruso, rione Spiniello, che sabato sera la gente della zona ha respinto, senza però far registrare incidenti, il bus carico di disperati diretti verso queste abitazioni. Si tratta di case rimaste sfitte fino a quando una cooperativa casertana di assistenza ha stipulato un contratto con il costruttore locale allo scopo di riempirle con i rifugiati. Intanto il prefetto Pantalone ci vuole vedere chiaro. L’indagine della prefettura punta a stabilire se le case del rione Spiniello, realizzate, non proprio al meglio, nei primi anni Duemila, presentino caratteristiche adatte allo scopo per il quale la cooperativa di assistenza ha vinto l’appalto governativo di alloggiamento dei rifugiati, nel frattempo dirottati in una casa famiglia di Giugliano, venti chilometri a occidente di Acerra. E’ un business di non poco conto quello dei rifugiati. Per ogni africano ospitato in alloggio le cooperative ricevono 35 euro al giorno dallo Stato, 1000 euro al mese. I 45 profughi respinti avrebbero fruttato oltre mezzo milione di euro all’anno. Ma si parla di altri 30 rifugiati che si sarebbero aggiunti a loro. Una vicenda zeppa di paradossi. In una delle tre “villette” di via Caruso viveva una famiglia acerrana piuttosto numerosa. A un certo punto il capofamiglia è morto e la moglie, casalinga e disoccupata, non ha più potuto pagare l’affitto. Risultato: la donna e i figli sono stati sfrattati dal proprietario nonostante una richiesta esplicita di aiuto al comune. Fatti che alimentano amarezza e rabbia nella città dell’inceneritore. Ed è come al solito dai social network che emergono i malumori: chi parla di ignobile razzismo e stupide paure nei riguardi dei rifugiati e chi invece sostiene che il razzismo non c’entri nulla, che sarebbe stato indispensabile un tavolo di concertazione per dare il via a una corretta accoglienza. Ma le paure restano. Ieri un gruppo di residenti del rione Spiniello ha allestito un punto di raccolta firme, una petizione finalizzata a ottenere chiarimenti dal sindaco. Primo cittadino che però ieri non ha voluto rilasciare interviste e che domenica scorsa ha fatto sapere, ancora una volta dai social network e solo attraverso i suoi esponenti più fidati, che non era stato informato dell’arrivo dei profughi. Lettieri sabato sera era stato invitato dalla popolazione a recarsi in via Caruso. Ma in via Caruso non si è visto. E questo comportamento sta facendo insospettire parecchio. A ogni modo fonti di polizia sostengono che il ministero dell’Interno avrebbe definitivamente rinunciato a sistemare i profughi in quel di Acerra.

 

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