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lunedì, Gennaio 24, 2022

Volla. Si incatena davanti al comune per ottenere “giustizia” lavorativa.

Nelle ore più cocenti di questa giornata, Liborio M., protesta contro “la politica locale che ha favorito assunzioni clientelari in un’azienda del settore ambiente”.

È una disperazione oppure una “strategia” per ottenere qualcosa, quella di Liborio M. 55 anni, residente a Volla nel Parco Palladino, assegnatario di una casa di proprietà del comune di Napoli, che manifesta il suo disagio sociale e la sua protesta incatenandosi al sole davanti all’ingresso della casa comunale (foto).

Non è la prima volta che Liborio compie questo gesto disperato. L’ha già fatto nei giorni scorsi, suscitando l’attenzione delle autorità e della stampa. Sono le 11 e 40. Ci avviciniamo e gli chiediamo spiegazioni sul suo gesto. È contento di “parlare con la stampa, per mettere in evidenza il suo caso”, mentre non vuole parlare con le “autorità politiche” che più volte lo hanno esortato a desistere. Così, sotto il sole cocente di una delle giornate più torride dell’anno, con il sudore che ci avvolge impietoso, ci racconta la sua storia. Operaio carpentiere alle acciaierie dell’ILVA di Piombino, nel 1995, in seguito ad un incidente sul lavoro riporta una serie di Fratture multiple agli arti inferiori, alle vertebre e al bacino che gli compromettono la funzionalità di alcuni organi interni.

Dopo il dramma dell’infortunio e il calvario della riabilitazione, i postumi del drammatico evento, la perdita del lavoro, della famiglia, del reddito INPS ed INAIL. Addirittura pare che l’INAIL non gli abbia riconosciuto per intero, per una questione burocratica, la sua invalidità. Quella assegnatagli, il 75%, non gli consente un dignitoso prosieguo della condizione di “vittima del lavoro”. Da allora ad oggi solo “lavoretti” oscuri e saltuari. Tante richieste di aiuto alle istituzioni religiose e politiche di vari colori. Ad un certo punto della mattinata arriva anche l’ambulanza, ma lui, cosciente, la rifiuta “non facciamo sceneggiate, non ho bisogno del medico. Andate a prestare soccorso a chi ne ha bisogno”.

Ad andargli incontro il vicesindaco Simona Mauriello che lo invita vivamente a seguirlo nella sua stanza, per cercare di trovare una soluzione provvisoria al problema, ma lui rifiuta. La sua richiesta è specifica: “Voglio un incontro con le autorità regionali. Non voglio parlare con quelle locali che mi hanno raccontato solo favole, negli ultimi cinque anni”. Ci dice che “la politica locale ha favorito assunzioni clientelari in un’azienda del settore ambiente”. Cerchiamo di convincerlo a slegarsi, a togliersi dal sole, ad assumere liquidi, gli offriamo di accompagnarlo dal vicesindaco per essere testimone di una eventuale soluzione, magari anche provvisoria, al suo problema. Lui rifiuta. Tutto inutile. Gli intimiamo il pericolo che viene dal caldo eccessivo. Quasi lo “minacciamo” di andarcene e di abbandonarlo lì, al suo destino.

Il nostro intervento risulta “efficace”, perché dopo qualche istante, si alza, si libera dalla catena e si avvia verso casa. Forse l’abbiamo convinto con il nostro intervento, oppure forse aveva già preso autonomamente la sua decisione di concludere il Sit-in di protesta prima di un eventuale peggioramento fisico delle sue condizioni di salute. Sarà vero che ci sono state “assunzioni di favore”, magari non legittime, in qualche azienda del settore Ecologia? Che seguito avrà questa protesta? Cercheremo di saperne di più sull’argomento.

Egidio Pernahttp://www.pernaegidio.it
Egidio Perna nato a Napoli il 23 febbraio 1959, residente a Volla in Via M. Sandomenico,9. Professione Medico-Chirurgo-Senologo. Dipendente A.S.L. Napoli 1 Centro Pittore, Poeta, Scrittore, Giornalista.
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