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Ferragosto con Caravaggio, il Pio Monte della Misericordia apre le porte al pubblico

Per chi il Ferragosto lo passa in città, il Pio Monte della Misericordia apre la sua collezione al pubblico. Un’occasione per scoprire, a due passi da casa, uno dei maggiori capolavori del grande Caravaggio.

Non c’è due senza tre, dal 13 al 15 agosto, per il terzo anno consecutivo, sarà possibile ammirare, nel cuore di Napoli, i tesori del Pio Monte della Misericordia.

L’antica istituzione benefica, in collaborazione con l’Associazione Progetto Museo, offre la possibilità di visitare, con l’ausilio di una guida turistica o un audio guida (costo ridotto per l’occasione 4 € a persona), la sua chiesa e la sua Quadreria. Un modo per ripercorrere circa trecento anni di storia dell’arte napoletana, dal ‘500 all’800. Tanti i capolavori da ammirare, da quelli di Luca Giordano, a quelli di Mattia Preti, da quelli di Jusepe de Ribera a quelli di Francesco De Mura. Trecento anni di arte partenopea, a cui si aggiunge, ovviamente, il pezzo forte della collezione istituzionale, le Sette opere di Misericordia del Caravaggio (foto). Uno dei più importanti capolavori dell’artista lombardo, realizzato appositamente per la congregazione partenopea tra il 1606 e il 1607.

Si tratta di quella che Giulio Carlo Argan definì l’opera capitale di tutto il Seicento. Un colossale olio su tela pregno di populismo, che raffigura le “sette opere di misericordia corporale” enunciate da Cristo nel Vangelo secondo Matteo (25; 35-36). Tra i vicoli stretti e bui di Forcella o Pizzofalcone (Roberto Longhi), una Madonna col bambino si affaccia da un balcone fatto di angeli, a mirare una piccola folla soccorrere i bisognosi. Per molti, l’opera riassume in sé la generosità e lo spirito di Napoli; quella vita frenetica che continua, nonostante l’ora tarda (si veda la fiaccola al centro dell’opera), nelle labirintiche vie di una città che non smette mai di pulsare. Caravaggio l’aveva capito e Napoli capì Caravaggio.

La sua pittura fu un punto di riferimento per tutte le generazioni partenopee di artisti a seguire. Qui, ancor più che nel resto d’Italia, il caravaggismo fece proseliti e qui, più che altrove, le nuove correnti classicistiche e barocche si incontrarono e mescolarono con lo stile del Caravaggio. Le sue ombre, che amalgamavano i caldi colori degli oggetti e delle figure con i toni tetri degli sfondi, caratterizzeranno gran parte dell’arte napoletana del Seicento. Sebbene spogliati del loro carattere spirituale, questi giochi di luce caravaggeschi accompagneranno la pittura partenopea fino a Luca Giordano. Sarà quest’ultimo, il genio del barocco napoletano, a dare alla luce una nuova importanza e a influenzare, con la sua tavolozza veronesiana, tutta la pittura italiana del Settecento.

Una visita al Pio Monte della Misericordia è senz’altro utile per conoscere l’evoluzione dell’arte partenopea negli ultimi cinque secoli e per rendersi conto del contributo ingente che Napoli ha dato allo sviluppo dell’arte italiana. Un’alternativa, economica e culturale, al solito Ferragosto in spiaggia; un tuffo nel mare del sapere, per chi cerca, in questi giorni di calura, refrigerio più per la mente che per il corpo.
(Fonte foto: Rete Internet)

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