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Volla. L’Odissea delle strutture e delle società sportive

Lo sport è una componente importante per il benessere dei cittadini, ma a Volla, come in generale nell’hinterland napoletano, le strutture sportive tra cui stadi e palestre, non sembrano essere tra le priorità dell’amministrazione comunale.

Gli stadi di calcio e le palestre hanno sempre rappresentato i luoghi più significativi per i paesi e le città. Sono i luoghi dove le comunità locali si sono riunite, nel bene e nel male, per gioire e per piangere. Sono vive nella nostra mente le immagini che hanno visto trionfi sportivi e accoglienze di intere comunità colpite da lutti o calamità naturali. I campi di calcio e le palestre sono i luoghi della crescita, dello sviluppo e della formazione dei nostri figli. Le strutture sportive dovrebbero essere il fiore all’occhiello, di una città, e, se una comunità non riesce a costruirle, a gestirle e a renderle fruibili a tutti, vuol dire che i problemi e le incapacità della politica e delle amministrazioni superano la più fervida immaginazione.

Significa che ci troviamo di fronte a comunità i cui amministratori non hanno a cuore il bene pubblico e il benessere dei loro concittadini. Lo sport e le strutture sportive della città di Volla da anni vivono nell’incertezza e nell’approssimazione. Non c’è mai stata una programmazione degna. Inoltre, da quando l’inquilino del palazzo di via Aldo Moro, è il “Vollese d.o.c. che ama la sua città”, le deleghe allo sport e alle strutture sportive sono state congelate. Così, mentre il Borgomastro Guadagno nuota nel mare “magno” delle crisi politiche, delle lunghe verifiche, dei vecchi inciuci e dei falsi azzeramenti, i bambini e i giovani atleti vollesi non hanno dei punti di riferimento precisi e le società o associazioni sportive locali annaspano al buio.

Tra queste c’è l’ASD “G. S. Città di Volla”, che ha gestito le due strutture comunali più importanti del paese (lo stadio “P. Borsellino” e la tendostruttura “G. Scirea”) fin dal 2006, provvedendo alla loro cura, alla manutenzione, ordinaria e straordinaria, garantendo l’accesso facilitato anche alle classi sociali più deboli e a rischio, e alle varie manifestazioni artistiche, culturali e politiche cittadine.
Poi, nel 2012 giunge la naturale scadenza del contratto. L’amministrazione, nell’attesa di schiarirsi le idee, concede una proroga per altri due anni, fino all’estate scorsa, quando, “illuminata” da una volontà programmatrice, pubblica alcuni bandi di gara per il nuovo affidamento. Stranamente questi ultimi risultano sbagliati, vanno deserti e/o addirittura sono oggetto di sequestri e indagini da parte degli inquirenti. Dilettanti allo sbaraglio? Strategie sibilline?

Finalmente, almeno così pare, nell’ultimo di questi bandi, l’ASD GS Città di Volla risulta vincitrice, insieme all’ATI Progetto Futurama (determina dirigenziale n. 589 del 03-11-2014), per l’offerta economicamente più vantaggiosa (26.550,00 euro di canone annuo per ogni struttura per un totale di 53.100,00 euro). I vincitori hanno 35 gg di tempo, a partire dal 6 novembre, per stipulare il contratto.
Invece, una settimana dopo, nella nota (prot. n. 19177 del 10-11-2014), si legge che la suddetta società non avrebbe più intenzione di costituire formalmente l’ATI.

Pertanto, lo stesso responsabile del settore ritiene necessario reiterare il procedimento di gara per l’individuazione di un nuovo gestore e di liquidare la suddetta società. Infatti, il dirigente in questione (Premesso, Dato atto, Considerato, Rilevato, Ritenuto necessario, Rilevato necessario, Ravvisata la necessità, Accertato da riscontri contabili, Visto l’art. 107 del D. Legs 267/2000, Vista la L. 241 / 90 e ss.mm.e.ii), Chiede alla ASD GS Città di Volla la trasmissione dei dimostrativi (fatture, computi, comunicazioni, etc, autorizzazioni comunali alle opere, riconoscimento economico vidimato dagli uffici per le opere eseguite, etc) relativi agli interventi eseguiti, nonchè le ricevute dei pagamenti delle utenze Enel, Gori, Gas, e l’attivazione dell’immediato distacco delle utenze; Diffida la società suddetta, nella persona del legale rappresentante, a liberare la struttura da attrezzature, materiali, suppellettili, ed uffici entro il 13-11-2014 ore 11.30 (all’interno della quale c’è la sede sociale, ci sono centinaia di trofei conquistati in questi 14 anni di attività giovanile, dal calcio Vollese, negli anni dal 1950 al 2005), per consegnare l’impianto al comune, nonchè ad occupare a qualsiasi titolo la struttura stessa; Avvisa che in assenza di riscontro si provvederà allo sgombero coatto con addebito delle spese ed alla chiusura dell’attrezzatura sportiva per tutte le attività, fino ad individuazione di nuovo soggetto gestore.

Sgombero si? Sgombero No? Lunedì 13 novembre eravamo in attesa dello sgombero della tendostruttura di Via Carducci (quello dello stadio “P. Borsellino” era già avvenuto precedentemente), che non c’è stato. Altre scartoffie. La battaglia continua. Una battaglia fatta di cose legali accompagnate da montagne di carte, spesso incomprensibili, di mancate precise e chiare scelte, di decisioni tentennanti, di programmazione approssimativa, di false minacce, di vere liti, di denunce, presentate e ritirate, di indirizzi programmatici sbagliati e di chi più ne ha, più ne metta.
Una battaglia che conta tra le sue vittime illustri la Virtus Volla, la prima squadra di calcio del paese, che milita nel campionato eccellenza, costretta ad allenarsi altrove e a disputare le partite ufficiali “casalinghe” a porte chiuse, cioè senza spettatori. Una battaglia che miete vittime soprattutto nei bambini che si avvicinano allo sport, nei giovani che credono nello sport, sia come strumento formativo sia, perchè no, come sogno per realizzarsi nella vita.
Una battaglia che, come al solito, conta le maggiori vittime, tra i cittadini innocenti.

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